La Parete di Marlen Haushofer

La parete

di Marlen Haushofer

Titolo:  La parete
Autore: Marlen Haushofer
Edito da: Tascabili e/o
Prezzo: 8,50 €
Genere: Romanzo
Pagine: 277

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Trama: “La parete” è il diario di una donna che a seguito di un evento inspiegabile, una parete trasparente che circonda alcune montagne, rimane isolata dal resto del mondo. L’autrice descrive con intensa attenzione la sua modificazione interiore e fisica nel vivere un quotidiano denso di fatiche e di paure, il suo stare all’essenza delle cose e riscoprire un’autonomia e una valorizzazione di sé quasi dimenticata. Nella solitudine si apre all’amore per la natura, per gli animali, per se stessa abbandonandosi a nuove gioie, sensazioni, emozioni che sente profondamente sue; nella solitudine rivisita il suo passato, i ricordi più belli ma anche il malessere e l’estraneità che già esistevano ma solo ora affiorano e la portano a una consapevole pacificazione.

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Recensioneùdi Claudy

Semplicemente MERAVIGLIOSO.

Un gioiello, pescato quasi per caso nella libreria di casa. Questo è un racconto originalissimo: la parete si sposta nel corso di tutto il libro tra il suo significato più tangibile di “parete di montagna” e quello più “metafisico” di parete che separa.

Il libro è scritto in prima persona, è il racconto degli anni vissuti dalla protagonista in mezzo alle montagne, isolata dal mondo non si sa bene per quale misterioso motivo.  L’unica cosa certa è che una parete è sorta – da un giorno all’altro – al confine tra il mondo che vive e il mondo che è morto.

Unici compagni di vita della protagonista sono un cane, una mucca e una gatta, a cui poi nel tempo si aggiungeranno i reciproci discendenti. E diverse volte viene raccontato il dolore struggente che si prova quando si perde uno di questi compagni, cui si è voluto bene fino al punto di farne spesso la prima ragione dell’esistenza… La vera pulsione per alzarsi la mattina.

Mi proposi con ostinazione di caricare quotidianamente gli orologi e di stralciare ogni giorno dal calendario. A quel tempo ciò mi sembrò molto importante, mi aggrappavo proprio a quei miseri resti dell’ordine umano. Certe abitudini comunque non le ho mai abbandonate. Mi lavo tutti i giorni, mi pulisco i denti, lavo la biancheria e tengo pulita la casa.

Nel corso di tutto il libro mi sono più volte chiesta cosa avrei fatto io al posto della protagonista: il più delle volte la risposta è stata: “SAREI MORTA”. La protagonista è una donna forte, che non si lascia sopraffare dalle difficoltà, ma le affronta di petto, propositiva e impavida. E’ capace di reinventarsi una vita, di coltivare i riti quotidiani di sopravvivenza, scanditi dallo scorrere delle stagioni. L’amore per gli animali “trasuda” da ogni pagina, un amore a volte ragionato, ma comunque vero. Il racconto di questi legami “puri” mi ha più volte portato ad interrompere la lettura per andare a cercare il mio amato gatto, coccolarlo e baciarlo con trasporto…

Ci sono delle ore nelle quali penso con gioia a un futuro, quando non esisterà più nulla a cui poter legare il mio cuore. Sono stanca che alla fine tutto mi venga sempre portato via. Non c’è via d’uscita, perchè fin quando nel bosco esisterà una creatura che io possa amare, lo farò; e se un giorno veramente non esistesse più nulla, cesserò di vivere.

Si alternano pagine serene a pagine in cui si avverte la tensione generata dalla sensazione che l’equilibrio creatosi si possa sgretolare… Proprio alla fine del libro accade il terribile imprevisto, la lettura di tali fatti gela il sangue e ferma il respiro. Ma anche in questo caso la protagonista non si perde d’animo e affronta con coraggio l’inevitabile, dove l’inevitabile è rappresentato dalla necessità di vivere la vita di tutti i giorni, qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa il destino ci riservi.

Ogni tanto mi torna in mente quanta importanza avesse una volta non arrivare nemmeno con cinque minuti di ritardo. Conoscevo molte persone, le quali sembravano considerare il loro orologio come un piccolo idolo, e io del resto lo trovavo assolutamente sensato. Vivendo nella schiavitù è bene attenersi alle prescrizioni e non indisporre il padrone.

5 stelline, senza ombra di dubbio.

Voto

 

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Marlen Haushofer:  Marlen Haushofer è nata a Frauenstein nel nord dell’ Austria. Ha frequentato un collegio cattolico a Linz, spostandosi poi a Vienna e Graz per studiare letteratura tedesca. Dopo gli anni della formazione ha vissuto  a Steyr.

Nel 1941 ha sposato Manfred Haushofer, un dentista, dal quale ha avuto due figli, Christian e Manfred. Nel  1950 ha divorziato, per poi risposarsi nel 1958.

La parete, considerato il suo capolavoro, fu completato nel 1963.   Il romanzo fu rivisto ben 4 volte negli anni tra il 1960 e il 1963,  ma fu solo nel 1968, due anni prima della morte dell’autrice, , che il libro venne pubblicato.

Nel 1970 Marlen muore in clinica, a causa di un cancro alle ossa. Il suo stile letterario ha influenzato autori come il Premio Nobel Elfriede Jelinek che le dedicò uno dei suoi Princess Plays.           

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