La prova d’amore di S. C. Stephens

La prova d’amore

Serie Thoughtless

di S. C. Stephens

 

la prova d'amoreTitolo: La prova d’amore
Autore: S. C. Stephens (trad. Arianna Pelagalli)
Serie: Thoughtless #2
Edito da: Leggereditore
Prezzo: cartaceo 15,00 € // ebook 4,90 €
Genere: Romance, new adult
Pagine: 498 p.

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Trama: Dopo essere rimasta inesorabilmente intrappolata tra le spire di un triangolo amoroso che l’ha portata a un tradimento devastante, Kiera sente che è arrivato il momento di cominciare a imparare dai propri errori. La sofferenza l’ha fatta maturare ed ora è determinata a non infliggere mai più un dolore di quel tipo, per nessun motivo. Soprattutto sa che non dovrà in alcun modo far soffrire Kellan, l’uomo appassionato e pieno di talento con cui ha scelto di stare. Ma la vita, si sa, pone sempre nuove sfide, e nessuna coppia può sapere cosa le riservi il destino. La sfida che si profila all’orizzonte per i due non è da poco: Kellan dovrà partire per un tour internazionale con la sua rockband. I dubbi non mancano e attanagliano i pensieri di Kiera. Potrà un uomo così sexy e carismatico rimanerle fedele anche a migliaia di chilometri di distanza? E lei riuscirà a fidarsi? L’esito non è scontato, perché se l’amore è un sentimento spontaneo, la fiducia lo è molto meno!

Serie Thoughtless:

1. Il frutto proibito (Thoughtless)
1. 5. Thoughtful
2. La prova d’amore (Effortless)
3.  Reckless
X. Merry Christmas Kellan Kyle (racconto breve)

Cliccare sui titoli per leggere le altre recensioni pubblicate.

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Recensioneùdi RoRò

Mi domando, da diverso tempo, come mai i protagonisti di questo genere letterario, il New Adult — ultimamente traboccante dagli scaffali di tutte le librerie — siano tutti conformati ad un immagine di dissolutezza, corruzione e nichilismo senza pari. Questi personaggi sono tutti tormentati da terribili traumi psicologici, ove addirittura fisici, e in qualche testo più ardito entrambe le cose (della serie “Non famose mancare njente”); l’equilibrio psico-fisico è cosa da condannare, da rifuggire e, qualora un protagonista dovesse esserne dotato, sarebbe da considerarsi uno sfigato (come minimo) noioso nel migliore dei casi; bandita ogni forma di interesse sano o di levatura morale e intellettuale, tranne quelli sessuali, naturalmente, che abbondano in quantità industriali ad ogni pagina. Ma è mai possibile trovare accettabile un simile affresco?

Mai una volta che ce ne fosse qualcuno sereno o anche solo tranquillamente angustiato dalle normali e sane insicurezze adolescenziali. Mai una volta che ce ne fosse qualcuno bruttino, o semplicemente carino, no, sono tutti dei Figaccioni pazzeschi da fare concorrenza a Brad Pitt, col sex-appeal di Hugh Jackman e gli appetiti sessuali di Rocco Siffredi. Tutti ugualmente debosciati, scellerati, consumati dalle sofferenze che manco il giovane Werther…
Ma niente paura! Naturalmente anche per loro esiste una redenzione: l’Ammore, quello con la A maiuscola, l’amore come unica fonte di salvezza ma solo quello sgorgante da quell’unica femmina e solo quella, in tutto l’universo!

Come si riesca a banalizzare su certe tematiche, a volte anche gravemente drammatiche, e svalutare certi valori, per la sottoscritta, rimarrà sempre un mistero, fatto sta che queste pseudo autrici riescono a riempire pagine e pagine di insulsaggini della peggiore specie.

No dico… ma scherziamo? Cinquecento pagine per non parlare assolutamente di nulla? Sorvolando sui contenuti privi di qualsiasi messaggio positivo e pregni di bassezza morale, nonché fortemente ipocriti ed egoistici, l’immagine che questo genere di libro dà dell’attuale generazione di giovani adulti è sinceramente aberrante, e io vorrei aggiungere che forse potremmo pure chiamarli Nuovi ma di sicuro non Adulti (tranne per il fatto che sono sessualmente attivi). Ciò che più mi fa rabbia, però, è il fatto che all’interno di queste storie vengano esaltate delle relazioni amorose contorte, distorte da dinamiche malate, rendendo auspicabili esperienze che nessuno di noi nella realtà potrebbe trovare piacevoli nemmeno da sedati, e questa è una cosa gravissima. Perché, se è pur vero che, ahimè, certi mali esistono nel mondo e possiamo fare poco per estirparli dalla società, di certo non è una cosa eticamente accettabile celebrarli. Ma in questi libri la demarcazione del bene e del male è sempre confusa e, anzi, molto spesso si assiste ad un sistematico sovvertimento dei valori e ad una continua manipolazione dei concetti.

Anche Kiera e Kellan non fanno eccezione a questo modello, la loro storia, infatti, nasce in seguito ad un meschino tradimento perpetrato da lei ai danni del suo ex-ragazzo, Denny, che sarebbe poi anche il miglior amico di Kellan. Già questa premessa, da sola, la dice lunga… perché alla fine si evince che è cosa buona e giusta infliggere umiliazioni e sofferenze agli altri per la persecuzione della propria felicità.

E quando sottolineo che da questa storia si evince solo questo messaggio non lo dico a caso… perché questa “campionessa” della scrittura è stata capace di non trasmettere nulla in oltre 450 pagine di libro, se non le continue, estenuanti e patetiche masturbazioni mentali di una mentecatta. Ah, certo… ci sarebbero tutti quei richiami ai fantastici capelli di Kellan, al continuo arrossire di Kiera, alle migliaia di allusioni sessuali che lui tira fuori in ogni momento e luogo, al corposo appetito sessuale (che manco un barracuda!) di lui, a quanto è fico e sexy lui, ai suoi meravigliosi capelli, ah!, e al fatto che sia un Dio del sesso, e che dire dei suoi sorrisini sexy e del piglio sensuale delle sue labbra? E poi come non citare gli occhioni “blu-blu-blu-blu di Paul Newman”? E tutte quelle sopracciglia aggrottate, sollevate, corrugate….. Ah!, ragazzi, ma l’avete capito che Kellan possiede “un ammasso incasinato e sexy” di capelli, che manco un modello di L’Oréal Paris®?

 Inaccettabile definire quest’insipida sequenza di parole una storia… A questo punto erano meglio i sexy Vampiri asessuati della Meyer (dopo di lei il genere young/new/adult ha letteralmente spopolato), quanto meno nelle sue storie si poteva trovare un intreccio degno di essere chiamato trama. Qui, invece, l’autrice è totalmente priva di capacità narrative…

Leggendo la Stephens, infatti, tutte le risate saranno nasali, tutte le emozioni si esprimeranno attraverso labbra mordicchiate o fronti corrucciate, i sorrisi tutti maliziosi (specie quelli di Kellan), troverete l’uso ricorrente e avvilente delle stessa espressione ad eccezione di un unico caso: l’imbarazzo di Kiera. Per quello la Stephens ha tirato fuori il meglio delle tecniche descrittive, di seguito vi lascio una piccola lista degna di nota:

  1. Rossa bollente
  2. Rossa fuoco
  3. Rossa fino alle orecchie
  4. Rossa avvampata
  5. Rossa come un peperone
  6. Rossa come un pomodoro
  7. E Rossa come un’emorroide, lo vogliamo mettere?
    (scusate ma ci sta tutta!)

Che poi, dico io, quanto può essere credibile una ragazza che si imbarazza continuamente per qualsiasi stupidaggine e poi si lascia scopare in un bagno pubblico dietro le cui porte c’è in ascolto dei suoi gemiti l’intero e gremito gruppo delle sue frequentazioni? Inconcepibile, surreale. Ma di incongruenze come questa il libro ne è pieno, soprattutto riguardo il personaggio di Kellan, talmente fico e sexy che nessuno può resistergli, nemmeno gli uomini stessi. Pensate che lui, da solo, alla veneranda età di circa 23 anni si è “scopato” ben oltre le 1500 ragazze, con una media e una frequenza di due/tre alla settimana, dall’età di 13 anni per un periodo di 10 anni circa…. E questo stesso “essere” ricordiamoci che ha pugnalato alle spalle il suo miglior amico soffiandogli la ragazza, bene… secondo la Stephens questa creatura mitologica sarebbe capace di atti di puro romanticismo, fino al parossismo per eccellenza, e di una fedeltà assoluta che manco un monaco buddista. Sempre questo gran campione si rende artefice di una delle scene, a mio avviso, più offensive e squallide lanciandosi nella finzione di sesso telefonico davanti alla sua stessa Band e a tutta una miriade di perfetti sconosciuti mentre si trova in una tavola calda ad ordinare la cena!

Ma per piacere, che la finissero! Che la smettessero di millantare continuamente sentimenti ed emozioni di cui, è abbastanza evidente, non sanno nulla, sminuendo e insozzando il significato di parole come amore e fiducia. In questo libro si assiste a tutto fuorché al vero amore, che, per come la vedo io, è soprattutto rispetto per il proprio partner, per la propria intimità, da difendere e custodire gelosamente come qualcosa di prezioso, non certamente questo esibizionismo di cattivo gusto e questa dissacrante esposizione sessuale, che ammettiamolo, è l’unica vera protagonista di questo genere di romanzi.

Voto

 

1Astelle

 

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s.c. stephensS. C. Stephens è un’autrice che ama trascorrere ogni suo momento libero dedicandosi alla scrittura di storie piene di romanticismo. Il frutto proibito è il suo primo romanzo, un esordio di straordinario successo, che è stato seguito da altri due titoli per comporre la trilogia Thoughtless.

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