La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier

La ragazza con l’orecchino di perla

di Tracy Chevalier

Titolo: La ragazza con l’orecchino di perla
Autore: Tracy Chevalier || Traduttore: Luciana Pugliese
Edito da: Neri Pozza
Genere: Narrativa
Pagine: 240 p. || Prezzo: 14,00€ book

Trama dell’editore:
Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città… Griet, la giovane figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delfi – privato, per un incidente, “degli occhi e del lavoro” – è in cucina, intenta a sistemare, com’è solita fare, le verdure tritate (cavolo rosso, cipolle, carote, rape e porri ordinati splendidamente a cerchio e, in mezzo, una rondella di carota), quando ode voci decisamente insolite nella casa di un modesto decoratore… voci che suggeriscono “immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce”. Sull’uscio, compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e un’espressione ferma sul volto lungo e spigoloso, e una donna – piccoli ricci biondi, sguardo che guizza qua e là nervosamente – che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente, proveniente da vicino, dal Quartiere dei Papisti, eppure lontanissima da Griet e dal suo mondo.
Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell’atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente senza spostare né urtare nulla.
Romanzo che ci conduce con straordinaria precisione là dove l’arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile – tra Vermeer e Griet, l’artista e la serva, l’amato e l’amante, l’uomo potente e la giovane donna che non possiede altro che il suo incanto e la sua innocenza, si stabilisce un’intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non dette -, La ragazza con l’orecchino di perla ci offre anche alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea, sulla dedizione e sul coraggio femminile.
Griet è invisa a Katharina, gelosa della sua intima relazione col marito, è costretta a subire i rimproveri di Maria Thins, la suocera del pittore, a sfidare tutte le convenzioni dell’epoca, e tuttavia non cessa per un solo istante di ubbidire all’amore per l’arte e alla passione che la muove. Gesto inaudito per la morale del tempo, poserà con le labbra sensualmente dischiuse per quel ritratto di Vermeer (La ragazza col turbante) che è giunto fino a noi, e non cessa di stupirci per l’enigmaticità dello sguardo che vi è dipinto.

Recensione

di Mariapaola

Se non fosse stato per la presenza di un pittore, il libro sarebbe stato una rivisitazione della serie “Elisa di Rivombrosa”.

Scenario: XVII secolo. Lei, Griet, 14 anni, la ragazza dagli occhi grandi, proveniente da una famiglia di umili origini, diventa domestica dei Veermer.

La fanciulla viene accecata dalla passione per il suo padrone, per colpa del quale rischia più volte di perdere il posto, ritrovandosi contro l’ostilità di sua moglie, il cui unico compito è quello di sfornare bambini; l’errore della ragazza, però, è quello di non aver fatto caso – o di essersi accorta troppo tardi – che le attenzioni, che il suo padrone le rivolge, sono solo pura ispirazione: lei è la sua Musa, ma nulla di più.

Questi uomini, prima ci abbindolano con la loro arte e poi ci scaricano come se fossimo pattume!

Devo dire che il genere maschile non si è evoluto poi così tanto!

Passano mesi e Griet cresce; diventando grande e maturando una passione sempre più forte per il pittore e per i suoi quadri, inizia a non sentir più SUA la vera famiglia.

“Talvolta, quando andavo a casa a far visita ai miei, mi sentivo imbarazzata e non sapevo che cosa raccontare. La mia nuova vita si stava infilando al posto di quella vecchia. […]
Dove abita la tua famiglia?
Sulla Oude Langendijik, nel Quartiere dei Papisti.
No. No. Volevo dire la tua famiglia.
Mi sentii arrossire per non aver capito”.

Griet, crescendo, diventa sempre più virtuosa: rifiuta le attenzioni che il figlio di un macellaio le dimostra. E per cosa? Per una proiezione di un uomo che esiste solo nella sua testa!

È proprio vero che l’amore annebbia il cervello!

“Per il mio quadro posavo per tre o quattro volte alla settimana. Erano i momenti della settimana che più mi piacevano, con gli occhi di lui solo su di me per tutte quelle ore. Non aveva importanza che la postura fosse difficile da mantenere, e che stare a lungo col viso girato mi facesse venire il mal di capo. Non aveva importanza che talvolta mi chiedesse di muovere la testa per far oscillare la banda gialla, così che potesse raffigurare come se mi fossi voltata di scatto verso di lui. Io facevo qualsiasi cosa mi chiedesse”.

La Chevalier è stata molto brava a parlare di un personaggio in un modo tale da lasciarti senza parole nelle ultime pagine del libro.

Sembra che abbia voluto tracciare, in pochi fogli, l’evoluzione della donna, il suo emanciparsi, il suo passare dall’essere trattata come uno zerbino, ad un essere che prende le proprie decisioni in base alla proprio testolina, e non più perché le è stato ordinato!

La lettura è quasi sempre scorrevole; perché quasi sempre? Perché avrei preferito che l’autrice non si soffermasse troppo sulle descrizioni! Dico la verità, quelle parti le ho saltate! Avrebbe potuto utilizzare quell’inchiostro per raccontare, magari, i pensieri o le emozioni che ha provato Pieter figlio (il macellaio), ogni volta che lei difendeva il suo “padrone”.

È pur vero che il romanzo è costellato da dipinti e colori; quasi inevitabile, quindi, l’approccio descrittivo utilizzato!

Gli spasimanti dei piccoli dettagli, sicuramente, gradiranno questo modo di scrivere.

La ragazza con l’orecchino di perle è un libro adatto a chi non è interessato all’azione o alla suspence, ai thriller e all’adrenalina, ma a chi ama sospirare e viaggiare con il cuore e con la mente, perdendosi in un’atmosfera piena di quiete e tranquillità.

De gustibus non disputandum est.

Voto:

Tracy Chevalier: Tracy Chevalier è nata a Washington. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2005). Con La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002), La dama e l’unicorno (Neri Pozza, 2003) e L’innocenza (Neri Pozza 2007), Strane creature (Neri Pozza, 2009), L’ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013).

 

 

Edit by Simo

 

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