La ragazza italiana di Lucinda Riley

 

La ragazza italiana

di Lucinda Riley

Titolo: La ragazza italiana
Autore: Lucinda Riley || Traduttore: L. Taiuti
Edito da: Giunti
Genere: Romanzo d’amore
Pagine: 560 p. || Prezzo: 14,90€ book – 8,99€ ebook

Trama dell’editore: Napoli, 1966. È una splendida giornata estiva e la casa dei Menici ferve di preparativi per la festa che si terrà quella sera. Rosanna ha solo undici anni e sogna di diventare bella e corteggiata come la sorella maggiore Carlotta, che con la sua pelle di velluto e i lunghi capelli scuri attira su di sé tutti gli sguardi. Ma Rosanna ha un altro dono, che la rende davvero speciale: una voce straordinaria in grado di incantare chiunque la ascolti. Soprattutto il giovane Roberto Rossini, brillante studente della Scala di Milano, che dopo l’esibizione di Rosanna propone a suo padre di farla studiare con uno dei più grandi maestri della lirica. Un incontro fatale, quello tra Roberto e Rosanna, che segnerà per sempre il loro destino. Milano, 1973. Ormai una giovane donna sensibile e appassionata, Rosanna ha finalmente realizzato il desiderio di essere ammessa alla Scala. Inizia per lei un periodo inebriante: il ritmo della metropoli, le estenuanti prove di canto, i primi gloriosi passi sul palcoscenico. E sarà proprio qui che le strade di Rosanna e Roberto si incroceranno di nuovo. Affascinata e intimorita da quell’uomo carismatico e sfuggente, sempre circondato da donne bellissime e acclamato nei teatri di tutto il mondo, Rosanna finisce per essere travolta da un sentimento potente e inarrestabile. Ma un segreto nascosto nel passato di Roberto e le oscure trame di una donna senza scrupoli minacciano di infrangere tutti i suoi sogni… Da Napoli a Milano, fino a Londra e a New York, una storia d’amore sullo sfondo dell’ammaliante mondo dell’Opera.

Recensione

di Nirvana

Cari amici di SognandoLeggendo eccoci qui a recensire il nuovo romanzo di Lucinda Riley, La ragazza italiana. Prima di tutto voglio ringraziare la Giunti per avermi concesso una copia in esclusiva da leggere per il sito, mi dispiace se la mia opinione non sarà delle migliori, ma questo romanzo è stato davvero deludente. Nonostante la quarta di copertina facesse sperare in un bel libro d’amore, almeno per me, non è stato.

Partiamo con il dire che l’unico grande punto a favore del volume è la scrittura dell’autrice; veloce, scorrevole e semplice, il corposo mattoncino di 550 pagine si lascia letteralmente divorare in pochissime ore, credo di avercene messe appena 6! Le descrizioni sono pochissime, ciò che predomina sono i dialoghi, o i monologhi interiori; i particolari degli ambienti e dei vari teatri sono appena accennati, se pensate quindi sia un romanzo prettamente operistico quasi a livello tecnico, avete sbagliato valutazione. Si parla tanto di Opera ma se ne vede poca. Ciò non lo ritengo un problema, già il romanzo è ricco di eventi e personaggi, metterci anche descrizioni infinite e termini tecnici avrebbe spento la freschezza del volume.

Tolto questo aspetto però, non riesco a trovare altro da apprezzare nel lavoro della Riley 🙁
La storia si snoda su di un periodo molto lungo, si parte con la Napoli del 1966 e si chiude nel 1996. In questi 30 anni assistiamo alla crescita della giovane Rosanna Menici, protagonista della storia, di suo fratello Luca, della sua amica Abi e di Roberto Rossini, il maschione predominante. Il romanzo si basa esclusivamente su questo amore, malato, fra Rosanna e Roberto, entrambi cantanti di opera lirica con due personalità tanto diverse quanto uguali. Se la prima per amore di Roberto, lascia tutto: lavoro, famiglia, amici, il secondo, se ne sbatte altamente e continua la sua vita come se non si fosse mai sposato con Rosanna e non avesse mai avuto un figlio da lei a fine anni 70.

Roberto come essere umano fa orrore. Un bambino viziato, un uomo maschilista, un bipolare, pallone gonfiato, pieno di sé che calpesta le persone e tira fuori il peggio da loro. Non esiste niente di positivo in questo essere. Quando sua moglie incinta di 8 mesi esce per una cena con la sua amica inglese Abi e due amici di quest’ultima, lui che fa? Si incazza perché sua moglie è uscita dopo settimane chiusa in casa a deprimersi per la partenza di lui per lavoro. Non solo tratta malissimo Rosanna ma la tradisce, of course, con la sua vecchia amante, Donatella, donna cinica e spietata, l’unica vera metà della mela del Rossini e responsabile della sua grande Carriera. E non solo la tradisce ma mentre la nostra povera Rosanna sta partorendo, lui si rotola nel letto con Donatella in quanto per scaricare la libido post esibizione, riprende la donna come amante. Ahhhh che bello l’amore <3

Ma quando Rosanna lo scopre, a causa di un pettegolezzo, perché lui non solo tradisce lei, ma non fa niente per nasconderlo, lo lascia. Ok, ma voi penserete, si pentirà, farà qualcosa! No!! Lui se ne sbatte di moglie e figlio per 18 mesi. 18 mesi senza vedere un bambino appena nato. Non c’è che dire, è anche un padre meraviglioso! Nonostante lui non cerchi mai sua moglie e la sua famiglia, Rosanna per riprendere le sue cose nella loro vecchia casa, lo incontra e tombola, il danno è fatto. Capisce che nonostante tutto deve restare con lui, che lo ama, che lo desidera e bla bla bla. E qui signori, volevo lanciare il libro dalla finestra. Lei si fa umiliare per l’ennesima volta, riprende in casa un marito fedifrago, che nel mentre aveva ristabilito la sua relazione con Donatella, scaccia l’uomo che in questi 18 mesi le era stato vicino, Stephen, litiga con la famiglia, con Luca, suo fratello unica spalla su cui lei ha sempre potuto contare, per quello stronzo di suo marito. Christian Grey e Ana Steele in confronto sono sani di mente! Ma dopo pochi mesi idilliaci di totale alienazione dal mondo, Rosanna capisce che Roberto  è matto (ma va?) e che tira fuori  il peggio di lei, e lo lascia definitivamente, non prima di aver fatto ammalare suo figlio di morbillo con una invalidità consecutiva. Lo lascia si, ma non smette di amarlo. Non vi dirò cosa succede nel finale, ma anche lì mi sono cadute le braccia per l’assurdità dei sentimenti di questi due bamboccioni!

Rosanna è quindi, una donna debole, accecata dall’amore anzi dalla ossessione per suo marito. Allontana tutti: Luca che l’ha aiutata con la musica quando i suoi non volevano, la sua amica Abi, Stephen che le ha retto la mano durante il parto e che si trasforma nel suo compagno nei 18 mesi di ferie di Roberto dal suo ruolo di marito, il suo agente Luigi che ne ha coltivato il talento come un ciglio preziosissimo. Taglia i ponti con tutti e smette di cantare. Una eroinomane sarebbe più razionale. Su di lui è inutile sprecare altre parole. Entrambi sono due pazzi, le loro azioni sono prive di logica, due adulti che si comportano da bambini. Questo non è amore, è follia insensata!

Ed è per questo che non riesco a considerare tale romanzo un libro d’amore, è un libro che mostra quanto invece sia pericoloso il desiderio a senso unico, l’amore castrante e malato fra due esseri umani che andrebbero aiutati. Forse è un mio limite per carità, ma io in queste storie non trovo alcuna forma di romanticismo, trovo solo morbosità pericolosa.

Ergo consigliarlo? Sinceramente non lo so. Credo che alle amanti della Riley piacerà come tutti i suoi precedenti lavori, agli altri non saprei. Certo, adesso è estate, ed un libro così poco impegnativo e veloce nella lettura può sempre far comodo sotto l’ombrellone. Insomma decidete voi 😛

Voto:

Lucinda Riley: è una scrittrice bestseller tradotta in tutto il mondo. È nata in Irlanda ed ha esordito come scrittrice a 24 anni. Il giardino degli incontri segreti (Giunti 2012) è diventato un bestseller internazionale e in Italia è balzato subito ai primi posti delle classifiche. Sempre per Giunti è uscito nel 2013 La luce alla finestra, seguito da Il segreto della bambina sulla scogliera, altro grande bestseller dell’autrice. I suoi romanzi hanno venduto oltre 3 milioni di copie nel mondo e sono tradotti in 26 Paesi. Lucinda vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli.

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