La Realtà Filtrata .::. Paolo Pugni

Questa mattina mi dedicherò ad un libro un po’ diverso rispetto a quelli che trattiamo generalmente su Sognando Leggendo. Infatti, “La Realtà Filtrata“, è una raccolta di racconti molto particolari scritti da Paolo Pugni.


Paolo Pugni;

Mi chiamo Paolo Pugni. Sono nato nel 1960, a Milano. Sposato con Franca dal 1985, abbiamo tre figli.
Attualmente sono amministratore delegato della società di consulenza che ho fondato nel 2004: Adwice srl.
Ho molte passioni, più di quelle che probabilmente riesco a seguire. Riesco a tenere il passo.
Come mi definiscono le persone che mi conoscono?
Ho svolto una indagine per poter dare una risposta corretta e coerente. Direi che l’aggettivo più ripetuto è stato affidabile. Seguito a ruota da umile.  Sono definizioni che mi lusingano. Credo nell’umiltà come base del successo, come fondamento per l’affidabilità. Per questo come titolo del mio sito ho scelto la forza delle soluzioni senza l’arroganza del solutore.

Fonte: Sitoweb dell’autore

 

TitoloLa Realtà Filtrata
Autore: Paolo Pugni
Serie: #
Edito da: La terrazza degli amici (Lulu.com)
Prezzo: 17,25€ (PDF – 3,50€)
Genere: Raccolta Autobiografica, Introspettiva, Narrativa Contemporanea
Pagine: 126 p.
Voto: 

Trama: Il mondo del lavoro come filtro per comprendere la realtà della nostra esistenza.

Estratto:

“Vuol forse intendere che potremo anche rivederci?”.
“Perché no”, feci io sorridendo, “in fondo lei è una persona simpatica”.
Anche lui sorrise:
“Già, ha ragione. Mi piacerebbe rivederla. Abita forse anche lei a Milano”.
“Certo, a Milano”.
“Che combinazione! Abbiamo molto in comune, io e lei, forse tutto, tranne il
fatto che io ho ucciso sette persone e lei no”.
“Ma non erano sei?”, chiesi io.
“Sei cosa?”.
“Sei, le persone che aveva ucciso”.
“Sei, sette, che importanza fa. Le ho uccise io, ecco quello che conta”.
“Lei è un tipo singolare”.
“Ha detto bene, sono pazzo”.
“Questo non lo credo”.
“E fa bene”.


Opinione Personale: Ho avuto il piacere di leggere questa raccolta di racconti in un pomeriggio piuttosto uggioso e carico di pioggia, strano pensare che siamo ancora ad Agosto, no? Ma non è questo il punto. Il punto è che, per quanto mi riguarda, questo fattore mi ha permesso di addentrarmi con facilità nei racconti che stavo leggendo e nei vari strati psicologici che potevamo ritrovare in ognuno.

Partiamo subito con il dire che, se cercate dei racconti emotivi e pieni di violenti sentimenti, questo libro non fa proprio per voi. Lo stile narrativo di Paolo Pugni è molto pacato, riflessivo e impregnato di concetti complessi e filosofici che mirano sbrogliare, o almeno a provarci, alcuni grandi “Perché” della vita. Nonostante ciò non aspettatevi concetti diretti, l’autore non spiega e non intende spiegare nulla, ma cerca di portare il lettore al punto della questione, seguendo vie apparentemente senza logica. Piuttosto manualistico, questi racconti cercano di parlare di “sentimenti” forti senza in realtà esprimerli.

Personalmente, purtroppo, devo ammettere che sono una di quelle persone che da una racconto (e quindi breve testo) chiede l’intensità narrativa che trascina e sconvolge al punto di scatenarmi forti emozioni, siano esse positive o negative.

Sarà sicuramente per questo motivo che mi sono trovata poco coinvolta nella lettura di questi racconti che, nonostante siano stati scritti con indubbia bravura narrativa, non sono riusciti a  imbrigliare completamente la mia mente.

Nonostante ciò, però, devo ammettere che nonostante tutto ci sono stati alcuni racconti che sono riusciti a coinvolgermi e soprattutto a sorprendermi e sto parlando, ad esempio, di “In Treno“, “Senso Unico” e “Ritorno“.

Per quanto riguarda “In Treno” devo ammettere che il comportamento assolutamente illogico del narratore mi ha sorpresa e parzialmente infastidita. Ma è un sentimento, e non importa “quale” sentimento ti scaturisca un racconto, l’importante è che lo faccia. Non riuscivo a comprendere la pacata tranquillità di un uomo che, di fronte a una verità come quella di stare parlando con un assassino, ne resta affascinato piuttosto che turbato e sconvolto. Un racconto apparentemente, come dicevo, priva di logica che porta il lettore a pensare “Ma cosa sta facendo!? Io non avrei fatto questo!” ma che, alla fine, ti colpisce e stordisce. Forse sì, anche noi avremmo fatto come quell’uomo, dopotutto.

Ritorno” invece è una piccola e bellissima perla che, a mio avviso, va trovare il suo perno centrale nel concetto di “punti di vista”. Sono vittima o carnefice? E quanto, di quello che gli altri ci dicono ogni giorno interpretiamo correttamente? Molto bello, anche se vagamente frustrante al pensiero delle mille sfaccettature di verità e menzogna che avvolgono la nostra esistenza. E il confine, assolutamente impalpabile, che separa le une dalle altre, vagando di soggetto in soggetto rende il tutto ancora più difficile da accettare.

Su una scia simile di “Ritorno” possiamo collocare anche “Senso Unico“. Un racconto, due lettere che esprimono una verità diversa su uno stesso avvenimento. Ho trovato molto affascinante immedesimarmi nei due uomini e cercare di vedere il fatto dal punto di vista dell’uno e dell’altro. Credo che, in tutto questo, sia facile comprendere quanto, spesso, la realtà non sia altro che una serie di fatti di NOI riteniamo tali. Soprattutto quando affrontiamo la sfera emotiva.

Un punto negativo, a mio avviso, di questa piccola raccolta di racconti è il prezzo. Premetto che il volume in PDF mi è stato concesso gratuitamente dall’autore ma, navigando nello Store alla ricerca di informazioni mi sono resa conto che il formato cartaceo costa più di 17,00€ che, per un libretto di 120 pagine e poco più, sono sinceramente piuttosto eccessivi.

In conclusione devo ammettere che, nonostante non sia propriamente lo stile narrativo che preferisco, sono riuscita comunque a apprezzare l’autore per sua capacità di colpire il lettore e di insinuare il “dubbio“. Forse non sarà sufficiente ma, spesso, il “dubbio” è tutto quello che serve.

 

Per acquistarlo:

– Formato PDF: Qua

– Formato Cartaceo: Qua

 

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