La spartizione di Piero Chiara

La spartizione

di Piero Chiara

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15839976Titolo: La spartizione
Autore: Piero Chiara
Edito da: Oscar Mondadori
Prezzo: €9.00 cartaceo
Genere: Narrativa
Pagine: 148 p.

Good-Reads-iconamazon-iconTrama: Emerenziano Paronzini, solerte funzionario statale e reduce di guerra, giunto scapolo alla soglia della mezza età, ha maturato la solenne decisione di prendere moglie. La scelta è caduta sulla non più giovane ma benestante Fortunata Tettamanzi, che vive insieme alle due sorelle minori, Camilla e Tarsilla. L’inaspettata corte dell’interessato pretendente mette però a rischio il consolidato ménage familiare delle tre zitelle, ciascuna ben determinata a farlo innamorare di sé. All’uomo non rimarrà altra soluzione che accettare la situazione e farsi “spartire” fra le tre. Pubblicato per la prima volta nel 1964.

 

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Recensioneùdi Claudy

 

La Spartizione è  un romanzo molto  ironico e altrettanto cinico.

Il protagonista si chiama Emerenziano Paronzini, già il nome è un programma…

Il Paronzini vive una vita metodica, scandita dai soliti orari e dai soliti appuntamenti. Lavora, pranza, torna a lavoro, cena, va a dormire. La sua vita non ha scossoni, fino a quando egli matura l’idea di accasarsi.

La sua scelta non è assolutamente dettata dal cuore, ma dalla pura casualità: una domenica, all’uscita da Messa, nota tre donne di mezza età, le sorelle Tettamanzi, brutte e zitelle. Decide di interessarsi a quella delle tre che sta più indietro e che, per caso, incrocia lo sguardo con il suo.

Ha inizio un corteggiamento squallido, deciso a tavolino, ma che lo porta a scegliere un’altra tra le tre sorelle, quella più anziana, Fortunata. Tarsilla, invece, la sorella mezzana, che per prima era stata notata, viene lasciata in sospeso. 

Tarsilla e Camilla, la più giovane delle tre zitelle, reagiscono in maniera differente al fatto di essere state scartate dal Paronzini: la prima inizia una relazione clandestina con un povero squattrinato, che la farà cadere nella propria rete, al solo scopo di sposarsela per sistemarsi economicamente; la seconda, più timida e timorosa, rimarrà in disparte, piena di bramosia.

Tra Tarsilla e Paolino la tresca finirà male: ritengo questa sia la parte più divertente del libro.

Il Paronzini riuscirà, in maniera subdola e viscida, ad irretire tutte e tre le povere sprovvedute. Certo, il compito risulterà facile poiché si tratta di casi umani, scelti con l’assoluta certezza di portare a buon fine il proprio piano…

Il libro è scritto benissimo, scorre via veloce, la lettura non appare mai noiosa, anzi… in molti tratti è spassoso e dissacrante. Quattro meritate stelle.

VOTO:

 meg rosoffPiero Chiara: all’anagrafe Pierino Chiara, nasce a Luino (Varese) sulle rive del Lago Maggiore, il giorno 23 marzo 1913. Nella sua produzione il lago maggiore fa spesso da palcoscenico ai suoi brevi ed illuminanti racconti. Chiara narra le cose semplici della vita di provincia con uno stile sempre ricco, arguto e ironico. Spesso paragonato al collega Giovannino Guareschi, narratore della bassa padana, Chiara dipinge i tratti della vita dell’alta Lombardia e dei cantoni svizzeri: una vita di frontiera, fatta di contrabbandieri, briganti e fuggiaschi.Il successo narrativo conosce il suo apice nel 1976 con il capolavoro “La stanza del vescovo”, che diventerà immediatamente un film di grande successo diretto da Dino Risi. Piero Chiara muore a Varese il 31 dicembre 1986, poco dopo aver corretto le bozze del suo ultimo romanzo, “Saluti notturni dal Passo della Cisa”, che viene pubblicato nel 1987. Dal 1989 il comune di Varese ha istituito e dedicato a lui il Premio letterario Piero Chiara.

 

 

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