“La vegetariana” di Han Kang

La vegetariana

di Han Kang

 

Titolo: La vegetariana
Autore: Han Kang (Traduttore: M. Zemira Ciccimarra)
Edito da: Adelphi Edizioni
Prezzo: 18,00 €   eBook: 9,99 €
Genere: Drammatico
Pagine: 176 pag.

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: «Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie prima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. Si tratta del primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estetica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.  

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Recensioneùdi Federica B.

 

La vegetariana è un romanzo molto breve, conta poco più di un centinaio di pagine. Nella sua estrema essenzialità, tuttavia, questo libricino riesce a condensare un insieme di suggestioni talmente intriganti da spingere il lettore a divorarlo in un attimo.

Il fattore che ho apprezzato di più è stato senz’altro quello relativo all’originalità. Han Kang ha dato vita a una storia inusuale, nuova, pervasa da un’atmosfera inquietante che conferisce a ogni episodio una forte carica di tensione, benché gli avvenimenti veri e propri siano in fin dei conti piuttosto esigui. Non vi è traccia, nel suo racconto, di banalità o situazioni già viste, almeno per quanto riguarda la mia personale esperienza di lettrice.

In che cosa risiede, quindi, questo tocco di innovazione? Il titolo suggerisce un susseguirsi di vicende incentrato su una protagonista vegetariana, ovvero una donna o una ragazza che sceglie di eliminare la carne dalla sua dieta per questioni di salute o per amore verso gli animali. Ebbene, il contenuto del romanzo non ha niente a che vedere con tutto questo. La scelta di Yeong-hye non è dettata dall’etica, né tantomeno dalla volontà di seguire un regime alimentare più sano. La motivazione della protagonista ha radici profonde, origini oscure che rimandano a un contesto più ampio, l’intero sistema sociale in cui la donna vive e si confronta con le proprie angosce e nevrosi.

A questo punto, occorre una piccola precisazione: non è facile, per noi occidentali, comprendere questo romanzo. A lettura finita, ho avuto l’impressione che mi fosse sfuggito qualcosa, un significato che per quanto mi sforzassi non riuscivo ad afferrare. Il motivo scatenante di questa sensazione è molto semplice: Han Kang non è un’autrice giapponese, come inizialmente avevo pensato, ma è invece originaria della Corea del Sud. Alla luce di questa scoperta, ho capito che il suo libro non rappresenta un mero tentativo di realizzare un’opera bizzarra, ma è al contrario un’aspra e potente critica alla condizione a cui sono soggette le donne nel suo Paese.

La parità dei sessi, nel mondo di Han Kang come in quello di Yeong-hye, non è affatto scontata. Le donne coreane risentono della pressione sociale, di rigidissimi canoni di bellezza, di scelte imposte da genitori e mariti. Le ragazze possono studiare, andare all’università al pari dei coetanei maschi, ma molto spesso la loro carriera lavorativa è destinata ad avere vita breve. Ancora oggi, rimane diffusa la convinzione che il ruolo della donna sia quello di dare alla luce dei figli per poi rimanere a casa ad occuparsene, in modo da permettere al marito di concentrarsi sulla carriera.

Yeong-hye incarna tutto questo, la scoraggiante impressione delle donne coreane di risultare, talvolta, totalmente invisibili. All’inizio del libro, il marito, il signor Cheong, descrive la moglie come una persona banale, inconsistente, sprovvista di particolari doti fisiche o intellettuali. Priva di bellezza e simpatia, Yeong-hye non dà segno di nutrire alcun interesse specifico, limitandosi a trascorrere le sue giornate accanto a un uomo che la considera un semplice oggetto, una sorta di cameriera pronta a servigli la cena e stirargli le camicie. Sarà un sogno a cambiare tutto, assieme alla drastica decisione che ne conseguirà: smettere per sempre di mangiare carne.

Ci sarebbe molto da scrivere riguardo alle motivazioni che persuadono Yeong-hye a imboccare la strada del vegetarianismo, ma per ovvi motivi di spoiler non intendo approfondire il discorso. Ciò che importa è che questa scelta non rappresenta soltanto il primo passo della protagonista verso il totale distacco dalla realtà; a livello metaforico, Han Kang tratteggia un disperato atto di ribellione rivolto contro le convenzioni sociali, offre una via di fuga a una donna immaginaria che per tutta la vita ha soffocato i propri impulsi e sacrificato la propria personalità in nome delle regole e di un padre incline alla violenza.

Esemplare, in questo senso, un estratto in cui la scrittrice assume il punto di vista di In-hye, la sorella della protagonista:

In-hye non era più in grado di far fronte a tutto ciò che la sorella le ricordava. Non aveva saputo perdonarle di essersi involata da sola al di là di un confine che lei non era mai riuscita a varcare, non aveva saputo perdonare quella meravigliosa irresponsabilità che aveva permesso a Yeong-hye di liberarsi delle costrizioni sociali, lasciandola indietro, ancora prigioniera. E prima che Yeong-hye spezzasse quelle sbarre, lei non sapeva neppure che esistessero.

A essere coinvolti, nel caso di Yeong-hye, saranno infatti i parenti, in particolar modo il marito, il cognato e la sorella. A queste tre figure viene affidata la narrazione stessa delle vicende, rispettivamente nella prima, seconda e terza parte del romanzo. Il lettore, quindi, non avrà in nessun caso la possibilità di scandagliare i pensieri della protagonista, ma potrà soltanto osservarla dall’esterno.

I personaggi principali sono caratterizzati molto bene. Han Kang riesce a trasmettere l’impassibilità di Yeong-hye, la freddezza del marito, la dedizione della sorella al lavoro e alla famiglia, il devastante, ossessivo desiderio erotico a cui a un certo punto sarà soggetto il cognato. Per quanto riguarda lo stile di scrittura, ho faticato ad apprezzarlo fino in fondo. Da una parte, proprio grazie a una prosa scarna ed essenziale, la storia risulta scorrevole; dall’altra, avrei voluto che alcune situazioni venissero approfondite. A mio avviso, inoltre, certe scene meriterebbero un linguaggio più fine, una certa vena di poesia di cui la scrittura della Kang è purtroppo sprovvista.  In ogni caso, sono convinta che il testo originale sia più ricco ed evocativo. La traduzione italiano lascia molto a desiderare, e sospetto che parecchie frasi ed espressioni siano state storpiate.

La carenza di poesia nello stile di scrittura è compensata da alcuni aspetti relativi al contenuto. L’intera vicenda è inserita in una dimensione allucinata, quasi onirica, dove ogni gesto sprigiona un’aura surreale e, allo stesso tempo, allarmante. Molto affascinanti alcune immagini – che, sempre per motivi di spoiler, non posso descrivere -, inserite nella seconda parte del romanzo, intitolata La macchia mongolica. Scene costellate di colori sgargianti, fiori rigogliosi, corpi impegnati in movimenti fluidi e appassionati…

In conclusione, pur mostrando alcune pecche, La vegetariana è un romanzo che riesce a comunicare moltissimo, trascinando il lettore al di fuori della realtà. Lo consiglio a chi non è spaventato dall’idea di scontrarsi con un racconto perturbante e inusuale, e a coloro che hanno già avuto l’occasione di confrontarsi con gli autori orientali e il loro peculiare stile di scrittura.

VOTO:

 

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Han Kang è una scrittrice sudcoreana. Ha vinto il Man Booker International Prize nel 2016 con La vegetariana.

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Cliccando sulla piccola icona di Flickr si potranno visionare le fotografie come quelle presenti in questo articolo scattate dalla stessa  ©Xin Lì 

 

∼ by Federica Bertagnolli

Editing by CriCra

 

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