L’albero della Vita: La Genesi di Ella M. Scarlett

L’albero della Vita: La Genesi

di Ella M. Scarlett

Titolo: L’albero della Vita: La Genesi
Autore: Ella M. Scarlett
Edito da: Genesis Publishing
Genere: Paranormal, Romance,
Pagine: 363 p. || Prezzo: 3,99€ kindle – 11,66€ copertina flessibile

Trama dell’editore:
Per Eva il giardino dell’Eden è solo un vago ricordo, così come gli arcangeli e tutto ciò che fa parte del Regno Celeste. L’unica cosa che vorrebbe la ragazza è riavere Adam al suo fianco, ma la terribile maledizione, che pende sui loro capi, sembra destinata a durare per sempre. Per Lilith, il Regno Celeste è il nemico da sconfiggere ed Eva la pedina ideale per raggiungere i suoi scopi di vendetta. Mentre le forze del bene e del male si risvegliano dal loro antico torpore, vecchi e nuovi legami sono messi a dura prova in quella che, ben presto, si trasformerà nell’ultima grande guerra tra il Regno Celeste e gli Inferi. Chi avrà la meglio, guadagnando la vittoria? E il Padre, che ha generato ogni creatura con immenso Amore, rimarrà spettatore dello sfacelo tra Suoi figli?

Recensione

di Alice

Appena ho visto questo libro tra i vari che mi sono stati proposti, sapevo già quale sarebbe stata la mia scelta. Essendo una grande fan di romance e di paranormal avevo molte, anzi, moltissime aspettative su questo libro, e con grande dispiacere devo dire che sono rimasta un po’ delusa.

I due protagonisti di questo romanzo sono i primi innamorati della storia dell’universo: Adam ed Eva. Dopo essere stati cacciati dal giardino dell’Eden, il Signore ha imposto su di loro dei sigilli: si ritrovano sulla terra senza memoria, senza sapere della loro vera natura o di essere destinati ad amarsi l’un l’altro. Hanno vissuto per tutti questi anni nei corpi di due adolescenti, lontani, inconsapevoli, ma proprio quando uno dei due sigilli viene spezzato, si ritrovano nella stessa scuola ed Eva è di nuovo se stessa.

Il loro primo incontro è stato proprio come me lo aspettavo, conflittuale, perché si sa che tra odio e amore il confine è sottile. L’Adam che Eva ricorda è diverso da quello che si ritrova davanti, ma non può lasciar perdere, vuole comunque stare al suo fianco, in caso anche lui dovesse risvegliarsi. Ed è proprio ciò che fa, non si allontana da lui per nessun motivo. Ma sapere la verità le fa male, più di quanto lei creda.

La maggior parte – se non tutti – dei personaggi secondari sono angeli, arcangeli o figure della tradizione religiosa, che, proprio per questa loro natura divina, hanno dei caratteri stereotipati e non hanno un’evoluzione durante il romanzo. A mio avviso, una delle cose più importanti quando si legge, è sentirsi partecipi in ciò che accade, ma il fatto di avere a che fare con creature divine, che hanno caratteri unilaterali e poco sfaccettati, non mi ha permesso di immedesimarmi con nessuno di loro, facendomi sentire distante.

“[…] l’albero della vita, i cui rami d’oro si arrampicavano verso il cielo azzurro, appesantiti dalle grasse foglie, larghe come il palmo di una mano e tinte dello stesso colore delle fronde tra le quali spuntavano le bucce rosse e turgide dei frutti proibiti agli umani e alle loro labbra, i frutti che avrebbero consentito loro di vivere in eterno.”

Altro punto debole della storia è la veridicità di quest’ultima, non è stato rispettato il patto narrativo. È qualcosa che mi duole dire, ma più andavo avanti con la lettura, più mi ritrovavo senza capire, non come si sarebbe sviluppata la storia, ma più che altro su quali basi fosse fondata. Un esempio lampante è il susseguirsi delle vite di Adam ed Eva durante questi anni di esilio. Sono due adolescenti, che vivono da soli, senza sapere chi sono… come sono sopravvissuti durante questi anni? Qual era il meccanismo per il quale smettevano di vivere una certa vita e ne iniziavano una ex novo? Che percorso hanno avuto? Sono rimasti sempre gli stessi o sono state persone completamente diverse da ciò che erano nel giardino dell’Eden? Queste e molte altre domande senza risposta non smettevano di rimbalzare nella mia testa e mi distraevano da ciò che stavo leggendo.

“Lucifiel, primo tra i Serafini e sommo consigliere del Padre, guardava con diffidenza quella nuova creazione, quella nuova vita che aveva preso dominio di una parte della Terra e la cui natura gli appariva come un abominio.”

Il mio personaggio preferito, quello che ha secondo me dato molto carattere a tutto il romanzo, è Lucifiel, comunemente conosciuto come Lucifero. Nonostante sia sempre guidato dal suo odio incondizionato verso gli umani, dal suo egocentrismo, e strano a dirsi, dal suo amore verso Dio, è, diversamente dagli altri, alquanto imprevedibile; è l’unico personaggio che ha un carattere sfaccettato, contraddittorio e, nonostante non condivida le sue scelte o non mi immedesimi in lui, sono riuscita a creare quantomeno un confronto, cosa che mi è riuscita solo con “il caduto”.

Ciò che mi ha coinvolto maggiormente è stato lo sviluppo della guerra, le varie battaglie, i colpi di scena, descritti con carattere e abbastanza dettagli da permettere al lettore di seguirle con attenzione, senza perdere il filo. Trama interessante, ma, essendo il primo libro di una serie, non so ancora come si concluda. L’utilizzo dei flashback è molto frequente e studiato, ogni capitolo, infatti, si apre con una digressione che tratta di eventi accaduti nell’Eden o nel Regno dei Cieli, che chiariscono alcuni passaggi altrimenti incomprensibili. Il prologo e i primi quattro capitoli descrivono solo le vicende dei personaggi nel Giardino, successivamente la voce narrante cambia circa ogni capitolo, questo dona dinamicità all’opera anche se a volte potrebbe confondere un po’.

Un libro che mi ha preso a tratti e al quale mi sono presentata con troppe aspettative. Se nella trama generale ci fosse stata maggiore attenzione per le sotto trame, e per la caratterizzazione dei personaggi, mi sarei sentita più coinvolta. Lo consiglio ai lettori che hanno esperienza in questo genere ma che sono pronti ad accettare le sfide.

Voto:

Ella M. Scarlett: Laureata in Giurisprudenza, pratica la professione di avvocato a Genova, dove è nata e cresciuta. Amante di fumetti e letteratura, coltiva la passione per la scrittura fin da bambina. Passa l’adolescenza immersa nel mondo delle fanfiction, a cui deve molto più di quanto possa dire, e che continua a leggere assiduamente, anche oggi. Predilige le storie in cui la realtà si intreccia con la fantasia e in cui nulla è impossibile o incredibile, perché l’immaginazione, per lei, non conosce limiti. L’Albero della Vita – La Genesi è il suo romanzo d’esordio, primo volume di una serie paranormal romance, pubblicata dalla Genesis Publishing.

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