L’amore in un giorno di pioggia di Sarah Butler

Sarah Butler

Capitan Salgari

Sarah Butler vive a Manchester. Si occupa di progetti letterari e artistici che riflettono sui luoghi in cui viviamo. L’amore in un giorno di pioggia è il suo primo romanzo.

Sito: Sarah Butler

Il Corsaro NeroTitolo: L’amore in un giorno di pioggia
Autore: Sara Butler (Traduttore: Enrica Budetta)
Serie: //
Edito da: Garzanti (Collana: Narratori Moderni )
Prezzo: 16,40 € 
Genere:  Narrativa, sentimenti
Pagine: 272 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/4Astelle85.png
  

Trama: Da quasi trent’anni, quando la brezza di Londra diventa più calda e petali bianchi si aprono tra i fili d’erba, Daniel cammina sulle rive del Tamigi e si siede su una panchina. Tra le mani ha un foglio di carta e una busta su cui scrive solo un nome, sempre lo stesso. Poi la imbuca, senza indirizzo. Sono gli auguri di compleanno per sua figlia. Di lei sa solo come si chiama e che è stata concepita in un giorno di pioggia con la donna che ha amato di più al mondo. Alice ha trent’anni e da sempre si sente più felice sotto un cielo stellato, circondata dall’immensità dell’orizzonte, piuttosto che al sicuro fra quattro mura. Londra le va stretta, piena dei ricordi di sua madre scomparsa troppo presto, di una famiglia a cui non sente di appartenere e di un amore perduto. Ma adesso è tornata, perché suo padre sta morendo. Alice riesce a dargli solo l’ultimo addio. Alice e Daniel sembrano non avere nulla in comune, tranne l’amore per le stelle, i colori e i mirtilli ancora aspri. Ma soprattutto l’abitudine di stilare elenchi delle dieci cose che li rendono più tristi o felici. Alice non conosce l’uomo che le si avvicina con aria confusa e impacciata al funerale del padre. Alice non sa chi è Daniel. E non sa che la sta cercando da tutta la vita. Tra le mani Daniel tiene un fiore di carta e nella testa tutte le parole e le carezze che ha conservato per Alice in tutti questi anni. E che, forse, adesso avrà il coraggio di regalarle…


Recensione

di Debora

 Ecco. Ci stiamo guardando. Il vento muove gli alberi e il mondo brilla di una luce screziata e cangiante. Siamo faccia a faccia e fra di noi ci sono soltanto una strada e un pezzo di marciapiede.

La Garzanti riesce sempre a stupirmi; prima attira l’attenzione con le sue copertine così delicate, poi mi stuzzica con la trama e infine, una volta iniziato il libro, ti ritrovi immersa in questa nuova, toccante storia.
Dal titolo potremmo pensare che si parli di una storia d’amore; lo è sì, ma è quell’amore immenso che è l’amore genitoriale, quello tra un padre e una figlia.
Alice, la nostra giovane protagonista, non sa chi sia Daniel; Daniel, invece, cerca Alice da una vita.

Daniel è un senzatetto e vaga per la città di Londra cercando la figlia. Anche Alice in un certo qual modo è una girovaga; non riesce a rimanere troppo a lungo in un posto, viaggia per il mondo e non ha un luogo che può chiamare casa.
La narrazione alterna i due personaggi, entrambi evidentemente alla ricerca della propria identità; a entrambi manca qualcosa. Verremo a conoscenza poco per volta del loro passato e del loro presente e capiremo cosa ha portato Daniel a essere ciò che è. Conosceremo quindi altri personaggi che rimarranno sullo sfondo, ma saranno comunque importanti per i protagonisti e per lo svolgersi della storia.
La particolarità del romanzo sono le liste da 10 punti composte sia da Daniel che da Alice che compaiono all’inizio di ogni capitolo. Punti che descrivono le cose più importanti, quelle più tristi, oppure semplicemente dei dettagli anche irrilevanti delle vite dei due protagonisti. Non si conoscono, eppure hanno le stesse manie.

Non da poco sono anche le descrizioni della città di Londra, moderna e cosmopolita, che ci sono offerte soprattutto dallo sguardo attento di Daniel, che della città percorre molti chilometri ogni giorno.
L’autrice ha uno stile particolare; all’inizio della lettura ho dovuto abituarmi un poco per volta al suo modo di narrare le azioni dei protagonisti, senza lunghe esposizioni, ma con frasi concise, a volte quasi troppo secche. Mi saltavano all’occhio tutti i verbi e quindi le azioni dei protagonisti, ma senza coglierne il contorno. E’ comunque un modo, a mio parere, di rendere il tutto più concreto, più reale; come lo è la scelta di parlare di una tematica sociale così importante come  la vita di un emarginato, di un senzatetto, vita in cui una piccola cosa può essere considerata un grande regalo. Una vita che per forza di cose ti mette a contatto con quel che conta davvero; e per Daniel solo una cosa conta: Alice.

Un romanzo che vi stupirà, anche nel finale, che vi lascerà forse un po’ di amaro in bocca, ma che vi darà, nonostante questo, la possibilità di riflettere sulle scelte importanti della vita.

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