‘L’Atlante di Tenebra’ di John Stephens [Trilogia dell’Atlante #3]

L’Atlante di Tenebra

Trilogia dell’Atlante

di John Stephens

 

l'atlante di tenebraTitolo: L’Atlante di Tenebra
Autore: John Stephens
Traduttore: Silvia Petersson
Serie: Trilogia dell’Atlante #3
Edito da: Longanesi
Prezzo: cartaceo 16.40 € // ebook 9.99 €
Genere: Fantasy
Pagine: 500

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Trama: Kate, Michael ed Emma sono stati strappati ai genitori durante una notte di Natale di molti anni prima, forse per proteggerli da un destino oscuro e misterioso. Ma il destino non si può ingannare. E il destino, per loro, ha la forma di tre libri antichissimi, dal potere immenso e oscuro, legati ai ragazzi da un’antica profezia. Gli stessi che il Ferale Magnus, il loro peggiore nemico, vuole riunire per portare a compimento il malvagio disegno che persegue sin dalla notte dei tempi: ottenere il potere assoluto sul mondo umano e sul mondo magico. E lui che ha fatto rapire la minore dei fratelli, Emma, la quale, secondo la profezia, è la Custode dell’Atlante di Tenebra, l’unica che possa ritrovare il terzo Libro, quello della Resa dei Conti. Il compito che aspetta la piccola Emma è arduo: discendere nel mondo dei morti per ritrovare il Libro, ed escogitare un criterio di giudizio capace di discriminare tra le anime dei trapassati. Ma Emma, dal carattere ribelle e solo apparentemente forte, rischia di non rivedere più la superficie e gli amati fratelli… Aiutati dal dottor Pym, che da quella lontana notte di Natale si prende cura di loro, dal gigante buono Gabriel e da una serie di personaggi indimenticabili, i ragazzi dovranno affrontare la più difficile delle battaglie. Riusciranno a sconfessare la profezia che ha decretato la loro morte, salvando, oltre al loro stesso futuro, le sorti dell’umanità?

Trilogia dell’Atlante:

1. L’Atlante di Smeraldo (isbn:9788830430082)
2. L’Atlante di Fuoco (isbn:9788830431805)
3. L’Atlante di Tenebra (isbn: 978-8830431812)

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Recensioneùdi CriCra

L’attesa è finita. John Stephens con rinnovata maestria ne L’Atlante di Tenebra, 3° e ultimo capitolo della Trilogia dell’Atlante, torna a trasportare il lettore nel suo mondo incantato attraverso le avventure dei suoi protagonisti, tre fratelli destinati a riunire altrettanti libri magici dal potere immenso per contrastare un potente nemico, il Ferale Magnus, il quale a sua volta cercherà con ogni mezzo a sua disposizione di impedire loro qualunque offensiva.

The Black ReckoningKate, Michael ed Emma. Kate, detentrice dell’Atlante di Smeraldo, il libro del tempo, capace appunto di far compiere viaggi nel tempo e nello spazio da colui che lo possiede; Michael, detentore dell’Atlante di Fuoco, il libro della vita, capace di riportare nel mondo dei vivi chi non c’è più a volte a caro prezzo. E adesso sarà la volta di Emma, unica prescelta in grado di controllare il libro più ostico rispetto agli altri: L’Atlante di Tenebra, il libro dei morti, la Resa dei Conti capace di giudicare ogni essere presente nell’aldilà.

Ognuno di loro è unico e indispensabile per la salvaguardia del mondo magico e quello umano. Ma a quale prezzo? Possibile che il ritrovamento dell’ultimo libro sarà latore di una sventura ancora più grande? È proprio questo ciò che l’autore svelerà in questo capitolo finale. E torna a narrare tutto questo senza elemosinare nulla nella storia, offrendo nuovamente una descrizione altamente dettagliata su ogni singolo passaggio, nel suo stile leggero, fresco, capace di tenerti incollato alle pagine.

I tre fratelli, ancora una volta, affronteranno un’avventura dopo l’altra; avranno a che fare con ogni tipo di creature magica: elfi, streghe, draghi, nani, gnomi e persino grandi, giganteschi e maleodoranti giganti.

Visti da vicino, i giganti facevano proprio ribrezzo. Non soltanto mancavano di igiene ed erano imbrattati di fango, non soltanto vivevano nei loro capelli famiglie intere di roditori, non soltanto avevano porri e verruche a profusione, non soltanto l’alito di uno solo di loro avrebbe steso una mucca: a far saltare tutte le scale della ripugnanza bastavano le dimensioni. Kate riusciva a vedere dentro i pori di quelle facce, buie voragini unte in cui avrebbe potuto infilare un dito intero; vedeva il tartaro giallomarrone che incrostava i denti, le chiazze verdenerastre che come muschio ricoprivano le lingue, la cispa gialla negli angoli degli occhi. Kate si ritrovò a chiedersi se da vicino fossimo tutti così. Eravamo tutti altrettanto ripugnanti?”

È stato bello leggere questo nuovo appuntamento che, come per i due precedenti, ha saputo trascinarmi in un’avventura fantastica che sembra non finire mai. Ho trovato ingegnosa la modalità per la costruzione della disfatta del malefico Ferale Magnus, mi ha ricordato un po’ quella degli Horcrux di Voldemort in Harry Potter, dove appunto il mago malvagio è stato capace di disseminare nel tempo e nello spazio tante essenze di sé in un circolo che sembra non avere mai fine.

Ripensò alle parole pronunciate dal vecchio mago dall’occhio bianco nel mondo dei morti: «Si porta addosso tutti gli spiriti delle sue personalità precedenti come se fossero una corazza». Di colpo, Emma vedeva come non aveva mai visto prima e, invece del ragazzo in carne e ossa, vide una massa luminosa e pulsante. Erano gli spiriti delle sue personalità precedenti, tutte innestate l’una nell’altra. Sentiva le varie voci, le varie personalità dei vari Ferali Magnus; percepiva anche la presenza dello spirito di Michael e di quello di Kate, sentiva che erano stati risucchiati in quell’orribile massa cancerosa.

Momenti di lotta, sconfitta e vittoria si alterneranno a quelli di tristezza, gioia e commozione per chi è andato perduto e chi alla fine è rimasto. Morale della favola, alla fine, la storia insegna quanto sia enorme il potere dell’amore, così immenso da farci pensare e sperare che possa sopravvivere anche dopo la morte. Degno insegnamento per la conclusione di una trilogia assolutamente da gustare pagina dopo pagina.

«Quando eri vivo, hai mai amato qualcuno?» Aveva temuto che, effettivamente pronunciata, quell’unica domanda escogitata da lei, una dodicenne, per decidere il destino di chiunque avesse vissuto potesse sembrare stupida. Invece no: sembrava una domanda giusta. Da vivo, hai mai amato qualcuno? Che l’amore fosse stato corrisposto o no, oppure che l’amore fosse poi naufragato, non aveva importanza. Hai mai dato amore? Se la risposta era sì, riacquistavi la memoria. Se invece non avevi mai amato nessuno, o se avevi amato soltanto te stesso, o i soldi, o il potere, o gli oggetti, o niente, allora restavi vuoto com’eri stato vuoto da vivo. Il Libro stesso le aveva fornito degli indizi.

Voto

 

1Astelle

 

 

John Stephens vive a Los Angeles e ha lavorato per dieci anni come autore televisivo: è stato sceneggiatore e produttore esecutivo di importanti serie televisive americane come Una mamma per amica e O.C. Ma la sua vera aspirazione è sempre stata quella di diventare uno scrittore. Per dedicarsi alla stesura de L’Atlante di smeraldo, il suo romanzo d’esordio, ha tolto ore al sonno per quattro anni. Il suo impegno e la sua dedizione sono stati ripagati da un enorme e unanime consenso.

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Sito ufficiale italiano del libro: http://www.atlantedismeraldo.it/

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