Le Ali della Vita di Vanessa Diffenbaugh

Le ali della vita

di Vanessa Diffenbaugh

 

Titolo: Le ali della vita
Autore: Vanessa Diffenbaugh
Edito da: Garzanti
Prezzo: 9,90 €
Genere: Romance
Pagine: 330

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Trama: È notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l’ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull’acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l’altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la loro mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c’è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi.
A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l’azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c’è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua mamma. Solo lui può farlo, solo lui può curare le sue ali ferite e farle spiccare di nuovo il volo.
Perché anche quando l’orientamento è perso, l’amore può farci ritrovare la rotta verso il nostro cuore.

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Recensioneùdi AuriCrem

Andiamo con ordine e parliamo dell’estetica e del titolo. Io personalmente preferivo molto di più la copertina originale rispetto a quella nuova/italiana, infatti la donna della copertina mi ricorda davvero tanto la protagonista Letty mentre la ragazzina della nuova copertina non saprei bene come interpretarla… Il titolo invece è azzeccatissimo e chi ha letto il libro capisce perché; inizialmente, senza aver letto il romanzo, il titolo mi sembrava un altro dei soliti titoletti strappalacrime che non tollero, ma durante la lettura si comprende a pieno perché la scelta di queste precise parole.

Parliamo della trama. La trama che ci viene presentata non ci fa capire proprio per niente il senso della storia, sembra quasi che la madre scappi di casa abbandonando i figli per chi sa quale bizzarra ragione. In realtà, le cose non stanno proprio così: la madre di Letty, Maria Elena, è andata alla ricerca del marito scomparso in Messico e Letty deciderà di seguirla in una sorta di corsa contro il tempo. Enrique, il marito di Maria Elena e padre di Letty, nonché nonno di Alex e Luna, è andato in Messico a trovare la madre in punto di morte per non far più ritorno, senza lasciar tracce. Da qui si dipana la storia e le varie conseguenze delle scelte di Enrique e Maria Elena che segneranno il futuro di Letty e dei suoi due figli. Infine, è importante precisare che Letty è una ragazza madre, che a 32 anni si ritrova con due figli, Alex di 15 anni e Luna di 6, incapace di fare la madre poichè Maria Elena ha sempre gestito i bambini al suo posto, obbligandola invece a lavorare.

Questo piccolissimo spoiler che farò è necessario a comprendere bene in cosa consiste realmente la storia: Maria Elena resterà in Messico e Letty dovrà tornare dai suoi due bambini da sola, dovrà imparare a gestirli, a trattarli da figli e non da complici, amici o fratelli, dovrà imparare ad assumersi responsabilità tutte nuove, a incastrare la sua nuova vita da mamma con quella da barista e dovrà cercare di costruirsi uno spazio nella sua esistenza solo per sé, uno spazio dedicato non ai genitori, non all’allargata famiglia messicana, non ai bambini, non al lavoro, ma a se stessa come donna.

Non ci sono particolari colpi di scena, né particolari avventure, noi seguiamo semplicemente il primo periodo di assestamento dopo “l’abbandono” di Maria Elena, un periodo ricco sì di novità ma niente che faccia trattenere il fiato al lettore (o quasi). Ma, nonostante questo, il libro ti fa innamorare, questo libro ha la capacità di tirare fuori da ogni donna il proprio senso materno, sia in quanto futura e possibile madre che in quanto umana sbaglia, sia in quanto figlia che non ha mai accettato gli errori che tutti i genitori bene o male commettono. Le vicende di questo romanzo vanno oltre la narrazione e arrivano nella sfera della comprensione, dove sono in grado di mutare le nostre convinzioni fino a farci comprendere meglio certe scelte, certi errori, certe difficoltà, strappandoci qualche lacrima.

“Letty amava i suoi bambini. Era lì, sotto la paura, sotto il distacco: un amore soffuso di soggezione, così luminoso che faceva male a guardarlo.”

Ho amato profondamente Alex: un ragazzino geniale, che nonostante la sua intelligenza commette degli errori, cresce e diventa adolescente e questo comporta dei cambiamenti che lui stesso non è in grado di comprendere e perciò li rifiuta, non perdonandosi comportamenti ed errori comprensibili per un ragazzino della sua età e nella sua difficile situazione. Il suo amore per Yesenia (altro personaggio che ho amato alla follia) sconfina nell’idolatria, il loro amore è così meravigliosamente immaturo ma non per questo puro o candido, è un amore vero, perché lascia spazio alla sessualità, alla passione, alla curiosità di due adolescenti che vogliono scoprirsi anche fisicamente.

“<<No, no, no>>, disse Letty. <<Non puoi lasciarmi. Non so fare niente senza di te.>><<Se è così, è colpa mia.>> Maria Elena guardò Enrique con un’espressione fra l’accusa e la resa.<<Tuo padre pensa che ti abbia rovinato la vita.>> <<Tu SEI la mia vita>>”

In linea generale ho amato tutti i personaggi tranne i genitori di Letty che non mi sono davvero andati giù. Parlando un po’ di Yesenia, poi, è una ragazza davvero forte, matura, un punto fermo nella vita di Alex, la sua colonna nei momenti di difficoltà, sicura di sé nonostante il suo evidente problema alle gambe. Sia il rapporto fra Maria Elena e Letty, sia quello fra Carmen e Yesenia, sia quello fra Letty e i suoi due bambini e in generale i rapporti madre-figlio di questo libro sono dolcissimi, ognuno ci mostra una sfaccettatura differente dell’amore immenso che una madre è in grado di provare per i propri bambini, mentre la figura del padre non viene quasi toccata se non per poche righe spese a parlare di Enrique o di Wes (personaggio che non vi dirò chi è per evitare altri spoiler ma che ho apprezzato).

Facendo un breve confronto con la prima opera della Diffenbaugh, questo libro è più maturo, mantiene la prevalenza femminile e la figura della madre assolutamente imperfetta, i personaggi femminili della Diffenbaugh sono sicuramente i più apprezzabili e approfonditi soprattutto in questo suo secondo romanzo. La scrittura, il richiamo al Messico e le brevi frasi in spagnolo di Carmen mi hanno ricordato tantissimo la Sànchez e ogni tanto riguardavo la copertina per essere sicura che fosse proprio un libro della Diffenbaugh. L’ho amato al pari del primo ma in modo molto differente, sempre intimo e profondo ma con punti forti e caratteristiche diverse. Il libro tocca corde del cuore del tutto diverse ma pur sempre importanti e sensibili e perciò consiglio la lettura dei due libri, il secondo in fila al primo per notare la crescita della Diffenbaugh e come invece però mantiene certi punti cardini come, ad esempio, i bellissimi e approfonditi personaggi femminili e la figura della madre come essere umano che sbaglia (fin troppo a volte, direi ). Infine, consiglio la lettura ad un pubblico di giovani adulti che possano meglio comprendere i profondi significati intrinsechi dei libri della Diffenbaugh e i suoi meravigliosi personaggi. Si è capito che amo questa scrittrice?

“Sono tornati per restare?” aveva chiesto Alex, mentre il grido incessante degli uccelli copriva la malinconia della sua voce infantile. Ma il nonno aveva scosso la testa, e dietro di loro Maria Elena aveva recitato la predica agli uccelli di San Francesco: << È Dio che vi ha reso nobili tra tutte le creature, facendo dell’aria trasparente la vostra casa.>>”

Voto

 

 

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Vanessa Diffenbaugh: nello scrivere i suoi romanzi, ha tratto ispirazione dalla sua esperienza come madre adottiva. Dopo aver studiato scrittura creativa alla Stanford, ha tenuto corsi di arte e scrittura ai bambini delle comunità di accoglienza. Lei e suo marito hanno tre figli e vivono a Cambridge, nel Massachusetts.

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