Le Emozioni difettose di Laurie H. Anderson

Laurie H. Anderson

Laurie Halse Anderson è nata nel 1961 a Postdam, cittadina dello stato di New York. Con 25 libri all’attivo e numerosi riconoscimenti letterari è attualmente una delle scrittrici più amate nel campo della narrativa Young Adults.
L’autrice ha studiato in Danimarca, vissuto in una fattoria, lavorato in un negozio di vestiti, approcciato la vita collegiale all’Onondaga Community College e si è infine laureata nel 1984 alla facoltà di lingue e linguistica della Georgetown University. Dopo aver costruito una famiglia e dato alla luce due bambine, ha iniziato la sua carriera di scrittrice pubblicando la sua prima opera nel 1996: Ndito Runs, a cui sono seguiti svariati racconti per l’infanzia.
Tra gli altri romanzi di Laurie Halse Anderson si segnalano: Catalyst (2002), Prom (2005), Twisted (2007) e Wintergirls (2009) che ha scatenato un dibattito tra le teenager americane, ricevuto ottime critiche e un notevole successo di vendite. Speak, che pubblicato originariamente nel 1999 ha ispirato un film (2004) con lo stesso titolo e identica fortuna, è il suo primo romanzo ad arrivare finalmente in Italia (a partire dal 14 ottobre).

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 Titolo: Le Emozioni difettose
Autore: Laurie Halse Anderson
Serie
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Edito da: GiuntiY
Prezzo: 14.90 euro
Genere: Young Adult, Romanzo Contemporaneo
Pagine: pag. 304
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Trama: Kate Malone frequenta l’ultimo anno di liceo ed è bravissima in chimica. Ha fatto domanda di ammissione all’università più importante del paese e, in attesa della lettera di risposta, corre a più non posso, di notte e di giorno.
Corre per punirsi, per annullarsi, per non sentire l’ansia e la rabbia che le aggrovigliano le viscere e per fuggire da quel dolore che ha il nome di sua madre, morta molti anni prima.
Quando però la casa dei vicini viene distrutta da un incendio, Kate è costretta a fermarsi per affrontare con coraggio se stessa e una realtà del tutto inaspettata. Un’altra prova magistrale di Laurie Halse Anderson, scrittrice pluripremiata e considerata una delle dieci autrici di YA più influenti nel mondo, tra le pochissime capaci di descrivere il complicato universo dei teenager.

Aspetto che tutti siano andati a dormire, poi m’infilo le scarpe da ginnastica ed esco. Le file di case che costeggiano la strada sono le pareti di un labirinto da cui sto cercando di uscire. È come se il mio respiro provenisse da un altro corpo. Ho paura di aprire la bocca e dire qualcosa, perché potrei mettermi a urlare. Mi sento come se mi avessero tagliato in tanti piccoli pezzi di Kate che sono tutti uguali a me, corrono come me, parlano come me, si comportano come dovrebbero, ma si sono persi in questo labirinto. Kate Cattiva – che mi sta sempre addosso – dice che il labirinto è sempre stato lì, sono io che adesso riesco a vederlo per la prima volta perché porto le lenti a contatto. Kate Buona non fa che dire cose senza senso, è ora di andare a dormire.

Recensione

“Difettose” sono quelle emozioni che inducono a credere importante qualcosa che non lo è e insignificante quello che invece dovrebbe rimanere ben chiaro in testa, marchiato a fuoco con lettere grandi ed incise in profondità.

Capita a tutti, in un dato momento dell’esistenza, di confondere questi due aspetti, di non riuscire a distinguerne chiaramente il confine.

Capita, ed è come se si andasse in giro con gli occhiali appannati. Ad alcuni l’aria fredda schiarisce la vista, altri continuano a vivere camminando nella nebbia.

Leggendo l’ultimo romanzo di L. H. Anderson e seguendo l’evoluzione della sua protagonista, Kate, ho provato una sensazione molto simile a questa e andando avanti con le pagine, mi è sembrato di ricominciare a vedere le cose per come realmente sono, proprio come accade a Kate.

Kate Malone è la classica adolescente: egoista, concentrata esclusivamente su se stessa, rigida e crudele senza averne realmente alcun motivo. Critica il padre, critica quella che è la sua vita e va avanti con l’unica speranza di poterne scappare via un giorno. Per questo punta tutto quello che ha e che è su un obiettivo ben preciso: entrare al MIT, una delle più prestigiose università d’America.

E’ talmente egocentrica da presentare un’unica domanda, talmente menefreghista da non prendere neppure in considerazione l’ipotesi di poter anche non essere ammessa. Quando questo accade, il suo mondo va in pezzi. Almeno, questo è quello che crede Kate. In realtà, la vita è ben altro, come ben presto si accorgerà.

“Le emozioni difettose” è un romanzo che mi ha colpita profondamente e tutto sommato, in positivo.

La tematica è abbastanza seria, anche se trattata piuttosto superficialmente e lo stile dell’autrice molto scorrevole.
Accattivante è in primo luogo il personaggio di Kate, la protagonista e voce narrante del romanzo, e seguire lo sviluppo dei suoi pensieri e delle sue emozioni non è stato noioso e neppure banale.

Credo che empatizzare con Kate sia facile e riconoscere nelle sue paure, nelle sue ansie, nei suoi momenti di sconforto qualcosa delle nostre emozioni, inevitabile. Forse, con un centinaio di pagine in più, la storia avrebbe potuto avere un significato ancora più profondo e snodarsi naturalmente verso altri punti di riflessione.

Alcune immagini del romanzo sono particolarmente espressive, tanto da meritare un piccolo accenno di lode, ma come ho già detto mi è parso tutto troppo superficiale. Non ho amato l’eccessivo ricorso al realismo della protagonista, il suo continuo dibattersi per trovare una spiegazione plausibile. A volte, semplicemente non c’è.

Come Kate si renderà conto, la vita non è fatta esclusivamente di elementi e molecole che si combinano tra loro. La vita non è solo chimica. La vita è anche storia, filosofia e altre mille cose in cui non è previsto il ricorso a meccanismi razionali e facilmente prevedibili.

Questo romanzo è come se fosse la bozza di un qualcosa più grande e meglio definito.  Peccato. Ripeto che, se fosse stato più lungo, ne avrebbe solo guadagnato. O forse sono solo io che adoro i mattoni.

Tuttavia, non credo meriti un giudizio troppo severo – trattandosi tra l’altro di uno young adult- ma anche in un romanzo destinato a giovani lettori mi aspetto sempre quel qualcosa in più che spinga a cercare un altro libro, un’altra storia.  Con “Le emozioni difettose”, per me, è accaduto solo in parte.

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