Mirko Lamonaca;

Mirco_Lamonaca

Mirko Lamonaca è  nato a Milano nel 1976. Vive e lavora a Bergamo. Ha pubblicato le sillogi poetiche “La lumaca” (1998) e “Spiccounvolo” (2004). Alla passione per la poesia alterna la pittura e la fotografia. Espone le proprie opere presso galleri d’arte a Bruxelles e a Berlino.
“Le meduse di Travemünde” è il suo primo romanzo.

Sito dell’autore:http://www.mirkolamonaca.it/

Sito della casa editrice:http://www.vorasedizioni.it/


Titolo: Le meduse di Travemunde (isbn:8896253101)
Autore: Mirko Lamonaca
Serie: #
Edito da: Voras Edizioni
Prezzo: 13,50 €
Genere: Romanzo Sentimentale, Narrativa Contemporanea
Pagine: 176 pg
Voto:

Trama: L’apparente quiete della famiglia Pfaler viene sconvolta da una telefonata che rischia di far riemergere un segreto custodito per quasi vent’anni…
Un romanzo sull’accettazione dell’abbandono, dove la separazione e il tradimento diventano vincoli inevitabili e pericolosi, da affrontare alla stessa maniera delle meduse che fluttuano nel mare.
Pagine intrise di quotidianità densa di eventi e di sguardi languidi e malcelati. Una storia torbida ma delicata che, pur trattando temi scomodi come l’omosessualità, il tradimento e la dissoluzione di una famiglia, non lascia alcuna licenza alla esasperazione.

Recensione;

Questa recensione è la dimostrazione di come un lettore dopo aver finito un libro, che l’ha estremamente deluso, possa affrontare un altro libro con i piedi di piombo e pronto a criticare. Ho voluto fare questa premessa perchè troverete forse giudizi incoerenti ma perchè dovuti all’irrazionalità dei miei sentimenti. Le mie impressioni le blocco su carta anche ogni due o tre pagine e non a fine libro, proprio per ricordare ogni emozione provata. Troverete quindi un mix di mie emozioni più che impressioni.

Troviamo subito, nella lettura di Le meduse di Travemunde, frasi brevi, parole e verbi ripetuti per sottolineare, per dare importanza ad alcuni elementi piuttosto che ad altri. Le frasi, soprattutto ad inizio libro, le ho trovate quasi troppo brevi. L’autore insiste molto ed è un pò faticoso abituarsi a questo stile di scrittura poichè diventa quasi fastidioso. Questo modo di scrivere non cambia neppure quando l’autore dà risalto ad ogni singolo personaggio. Essendo una storia a più voci, l’autore avrebbe dovuto, ancor di più, differenziare ogni protagonista ed enfatizzare alcune caratteristiche personali mentre invece hanno tutti lo stesso modo di esprimere il loro punto di vista: usano ripetizioni continue e frasi secche. Se Mirko Lamonaca non avesse scritto ad inizio pagina il nome del protagonista che di volta in volta si racconta, in certi casi non sarei neanche riuscita a capire di chi si stesse parlando.

Andando avanti con la lettura le mie emozioni sono cambiate e mi è sembrato che il testo fosse così leggero, delicato e malinconico da sfiorare la poesia.

 

“Resta così per sempre, e non andare, oppure vai, ma dimenticami e ricordati di me”

“Saperlo perduto, saperlo vicino, vivere una vita nuova e non poter avere niente”

 

Tra i personaggi di questo libro devo dire che non ne ho tirato fuori uno mio preferito. Ho trovato Nadine, la mamma di Peter, molto cordiale e affabile, una mamma che è un’attenta osservatrice di quello che le sta attorno ma che avrei voluto fosse più presente nel romanzo. Sarebbe stato molto interessante aver approffondito di più il punto di vista, le preoccupazioni, le ansie di un genitore. Un genitore praticamente assente è appunto il padre di Peter, Juergen, preso da tutt’altri affari, che renderanno la fine del libro molto interessante, o meglio vi prenderete un colpo forse, come è successo a me. Questo padre è assente per il figlio ma, personalmente, ha fatto molta pena, ho trovato in lui molta tristezza e insoddisfazione, e anche di lui, avrei voluto sapere qualcosa di più, ricavare altro. Sono personaggi secondari si, ma che hanno ugualmente suscitato in me molte curiosità. Degli altri protagonisti, il dolce Matteo, l’indeciso Peter e l’approffittatore Thomas, non voglio dirvi altro. Ho dato loro questi aggettivi ma ognuno di voi leggendo il libro potrà trovare molte altre caratteristiche interessanti in ognuno di loro, e forse, differenti dalle mie.

L’autore narra in questo libro le problematiche derivanti dalla omosessualità soprattutto a proposito dei sentimenti di confusione, di incertezza e di paura di amare. Ci fa capire anche, però, come questi sentimenti siano comuni a tutti gli esseri umani e che l’inclinazione sessuale non cambia il modo di gestire certe emozioni. Io in questo libro ho colto anche un profondo senso di solitudine dovuto a scelte di relazioni affettive che crediamo siano sane ma in realtà sono sbagliate e ci portano inevitabilmente a soffrire. Le relazioni non dovrebbero essere una scelta ma qui ho trovato alcuni personaggi del libro così impauriti dall’amore da non riuscire a buttarsa e a lasciarsi andare.

Un libro assolutamente da leggere, che sicuramente ricorderò nella sua semplicità.

 

Lavoratrice (naturalmente precaria) nelle scuole materne, 30enne, che adora i bambini, i cani e naturalmente i libri e la lettura. Debora ama viaggiare ma data la precarietà preferisce farlo attraverso i libri.