Le Porte di Eterna. Il Principe del Drago di Chiara Piunno

 Le Porte di Eterna
di Chiara Piunno

 autrice

Capitan Salgari

Mi chiamo Chiara Piunno, vivo e lavoro a Orvieto, ho trentadue anni e scrivo di Eterna da quando ne avevo sedici. Ho seguito studi classici, ho imparato a disegnare fumetti alla Scuola Internazionale di Comics e mi sono laureata al DAMS. Nella mia vita ho fatto sempre scelte controverse: ho venduto roba di bigiotteria, materiale per découpage, fumetti, noleggiato dvd, e ora faccio la tabaccaia. Tutto ciò che leggerete e vedrete è “nato” sul bancone dei miei vari lavori, mentre con una mano scrivevo e con l’altra davo resti ai clienti (immaginate l’efficacia matematica della scelta). Non ho smesso mai di viaggiare nel mio Altro Mondo, né credo lo farò. Ho partecipato a mille concorsi, molestato mille editori, inseguito lo spiraglio di tante porte. Ora che avete questo mio libro tra le mani, credo di poter dire che ho toccato il cielo. E voi, lettori, ne siete parte. Benvenuti nel mio mondo, Phaweèles, e grazie per aver seguito il coniglio bianco assieme a me.

Sito dell’autrice: Chiara Piunno

 datilibro

Il Corsaro NeroTitolo: Le Porte di Eterna. Il Principe del Drago
Autore: Chiara Piunno
Edito da: Youcanprint/Amazon
Prezzo: 9,90 €
Genere:  Fantasy
Pagine: 1060 p.
Voto: http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/4Bstelle24.png

  

Trama: Mèlas Dracòntos è un assassino. E un reduce. Sopravvissuto ad un’identità distrutta, ad un lutto che ha cancellato i suoi sentimenti, ad un destino di sangue che marchia la sua famiglia da secoli, ha un solo scopo che lo spinge a esistere ancora: la vendetta. E seguendo questa scia di morte, intraprende un viaggio le cui svolte, apparentemente casuali, lo conducono a rivivere ed affrontare ciò da cui fugge: il dolore. Saphina Ro di Roa è figlia della sacerdotessa degli Dei del Cielo, in viaggio verso la capitale di Eterna per volere dell’Imperatrice, che l’ha convocata. Anche lei è una reduce. Prigioniera della sua famiglia a causa di una colpa inconfessabile che risale all’infanzia, vive nel terrore della “voce” che ha dentro, poiché la incita a fare del male e, prendendo il sopravvento sulle sue emozioni, spesso domina la sua volontà di agire. Luscinia Linaioli, una liceale riservata, vive celando un segreto inconfessabile, che la segna al pari della terribile cicatrice che ha sul petto. Nessuno, infatti, sa dove sia stata e cosa abbia fatto nella lunga estate dei suoi sedici anni, dopo essere misteriosamente scomparsa nel corso di una gita scolastica presso le rovine di un castello. Reduce da una disavventura che vuole dimenticare, sopravvive nello sforzo continuo di sembrare una comune adolescente. Tre distinte esistenze, guidate da poteri che trascendono entrambi i mondi, finiranno per convergere e legarsi indissolubilmente come compagni inconsapevoli di una partita invisibile, la cui posta in gioco sarà la salvezza di tutti.

 Recensioneù

di Kristina

La mia crociata nel diffondere l’amore per i libri all’interno dell’università ha subito un brusco e brutale colpo di grazia qualche settimana fa, quando, inaspettatamente, i miei compagni di corso  mi hanno posto un’orribile domanda: “Chi era Bram Stoker? Ha forse scritto Frankenstein? O forse Il Signore degli Anelli? O forse, (questa è stata la risposta più straziante!), è quello scrittore fantasy famosissimo, che ha pubblicato qualche anno fa quella serie sui vampiri che è uscita anche al cinema…com’è che si chiamava?! Ma sì, Twilight!”. 

A volte rimango basita di fronte all’insensibilità dei “giovani” di fronte ai libri. Con il nuovo secolo, si è confermato il dominio della tecnologia e della realtà.
Le persone non sentono più il bisogno di sognare attraverso le storie, di vivere attraverso i personaggi; ci accontentiamo delle nostre tristi, abitudinarie e grigie vite. È un peccato, perché ci sono tantissimi scrittori emergenti italiani, capaci e talentuosi, che possono benissimo competere con tutti quei fenomeni letterari che in questi ultimi anni padroneggiano le nostre librerie, ma che, per qualche strana ragione, sono sempre ignorati dalle case editrici e dagli stessi lettori.

Le Porte di Eterna. Il principe del Drago, di Chiara Piunno, è una di quelle saghe, per esempio, che non farei fatica ad immaginare sugli scaffali delle librerie inglesi, americane, francesi…beh, insomma, un po’ ovunque nel mondo.

Quasi impressionante è la straordinaria capacità di questa giovane scrittrice di creare un mondo fantasy così completo di dettagli e descrizioni, da sembrare quasi reale. La storia, inoltre, è resa ancora più particolareggiante dalla presenza di numerosi personaggi, ognuno con un proprio carattere peculiare ed originale.

Era tornata su Eterna. 
O meglio, come la prima volta, Eterna l’aveva inghiottita. 
Luscinia fissò con odio e nuove lacrime la bellezza dei ricami argento del baldacchino che la sovrastava, l’assurda raffinatezza degli stucchi che impreziosivano la volta, la seducente eleganza degli affreschi seppia e avorio che animavano le pareti, merito dell’estro di qualche sconosciuto artista. 
Strinse gli occhi per non vedere, ma al nodo che aveva nel petto non importava.
Le dita ancora deboli della mano si chiusero a tormentare il lenzuolo.
“Perdonatemi…” bisbigliò, tentando di frenare i singhiozzi, “Mamma, papa…perdonatemi. Non è colpa mia, stavolta, non volevo!”.

È una delle migliori storie che io abbia letto quest’anno, diversamente dai libri che siamo abituati a leggere; libri che, per qualche strano motivo, sono diventati un culto tra i giovani, ma che si presentano con uno stile quasi infantile e una trama piuttosto banale. Chiara Piunno è una delle poche scrittrici italiane che non potrei non definire completa: ha uno stile ricercato, maturo, a tratti amaro, violento e irrequieto. In alcuni capitoli, invece, il libro sembra trasformarsi completamente: la storia assume tratti  più dolci e lo stile diventa più fermo e sicuro.

Vi confesso, però, che i primi capitoli mi lasciano un po’ incerta; il libro inizia con la storia già avviata, tanto che mi sono chiesta più di una volta se non stessi leggendo in realtà il secondo volume della serie. Inoltre, c’è la figura di Saphina che, con l’atteggiamento scostante e rabbioso delle prime pagine, è davvero molto difficile da apprezzare; nonostante ciò diventa, pian piano, una delle mie eroine preferite.

Come potete immaginare, e come penso succederà a qualsiasi lettrice che deciderà di leggere questi libri, il personaggio che, senza sforzo, è riuscito a conquistarmi è Mèlas. Credo proprio che sia il suo carattere freddo e misterioso, quasi bestiale ma nello stesso tempo dolce, e tutte quelle scene dei suoi omicidi, che lo descrivono come un killer spietato, che mi hanno tenuta incollata al libro fino all’ultima pagina.

Le Porte di Eterna. Il principe del Drago è una saga davvero magnifica, in ogni suo elemento: dalle descrizioni degli ambienti, ai personaggi, alle lotte sempre sanguinose. Lo consiglio soprattutto a tutti gli amanti del fantasy.

Condividi