Le ricette segrete della cucina dell’amore di Melissa Senate

Melissa Senate

Capitan Salgari

Melissa Senate ha iniziato la sua carriera a New York, lavorando per dieci anni come editor. Dopo aver letto romanzi di tutti i generi, ha deciso che fosse giunto il momento di scriverne uno, See Jane Date, che ha venduto duecentomila copie negli Stati Uniti ed è diventato un film per la più importante rete televisiva americana, la ABC. Da allora scrive a tempo pieno. Melissa Senate vive in un paesino sulla costa del Maine.

Pagina autore: http://authors.simonandschuster.com/Melissa-Senate/18195052


Il Corsaro NeroTitolo: Le ricette segrete della cucina dell’amore
Autore: Melissa Senate
Serie: //
Edito da: Corbaccio (Collana: Romance)
Prezzo: 14,90 € 
Genere:  Chick-lit, romance, culinario, sentimentale
Pagine: 331 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
  

Trama: Tutti a Blue Crab Island, nel Maine, chiamavano Camilla la dea dell’amore, perché con il suo talento di veggente era riuscita a salvare matrimoni in crisi. Ma Camilla non era solo un’indovina, era soprattutto una bravissima cuoca, amante della cucina italiana e delle sue specialità. Agli studenti della sua scuola di cucina suggeriva di aggiungere sempre nella pentola un ingrediente segreto: un ricordo triste, un pensiero felice, un fervido desiderio. Questo rendeva uniche le ricette e faceva sì che si realizzassero le speranze di chi le eseguiva. Holly, sua nipote, aspetta da anni l’uomo giusto: al suo vero grande amore, le ha predetto la nonna, piacerà un piatto particolare dal sapore molto intenso… La ricerca diventa sempre più complicata e Holly sembra destinata alla solitudine. Quando però eredita la scuola di cucina di Camilla e il suo ricettario, Holly impara come trovare la propria strada. Scoprirà che gli ingredienti essenziali della vita sono in realtà costituiti da un intreccio di trame: ricordi, sogni e speranze si legano a formare il romanzo della vita di ognuno, dandoci la possibilità di scoprire la vera ricetta della felicità che si nasconde in noi.

Recensione
di Livin Derevel

Iniziando a leggere, la prima cosa che ho pensato è stata “Probabilmente è un primo romanzo, quindi qualche vizio di stile lo possiamo anche perdonare”. Salvo poi scoprire che il libro è stato scritto nel 2010, e prima di questo l’autrice ne ha sfornati almeno una decina. Allora mi è parso giusto iniziare a diventare un pochino più capziosa.

Le ricette segrete della cucina dell’amore è un chick-lit (per chi dal titolo non l’avesse capito) e, in quanto chick-lit, la storia è – per così dire – già centrata in uno schema tipico: protagonista femminile sulla trentina d’anni che in seguito a un crollo del climax si immerge in una storia che dà una svolta alla sua vita, seguirà il raggiungimento dei suoi obiettivi e il coronamento dei suoi sogni, e come ciliegina sulla torta troverà l’amore. Nulla di più e nulla di meno, un classico chick-lit, rassicurante e adatto a lettrici (anche lettori) che amano rilassarsi e a cui piacciono i lieti fini assicurati. Fin qui tutto bene.

Il problema è sorto quando mi sono accorta che la trama traballava da un estremo all’altro senza che riuscissi a raccapezzarmi troppo bene. Abbiamo già detto che il lieto fine è di default, no? Quindi è lecito aspettarsi dei problemi, degli ostacoli sul percorso della protagonista per dare più sale alle sue avventure, questo sì, ma… ostacoli credibili. Ostacoli verosimili, duraturi, che danno filo da torcere e fanno preoccupare sul come si riuscirà a raggiungere il finale.

Qui invece è tutta una marea di coincidenze. Oppure espedienti che scadono nella banalità, se vogliamo dirla così. La protagonista all’inizio del libro perde in un solo colpo lavoro, uomo e casa grazie a un incredibile (è il caso di dirlo) agglomerato di circostanze sfortunate. Sfortunate solo per la nostra Holly, visto che qualsiasi lettore può ben immaginare che la sua vita diverrà rose e fiori dopo essersi trasferita.

Ora, io posso credere che i colpi di fortuna esistano, che nella vita tutti ne vorremmo qualcuno, e che nei romanzi è bello leggere di qualcosa che metta un pizzico di pepe negli eventi. Ma senza esagerare.
Holly prende possesso della cucina della nonna defunta e nell’arco di qualche mese scopre di avere un talento naturale per preparare piatti italiani, decidendo di perseguire la via dei corsi di cucina. Chi incontra? Un bellissimo uomo divorziato e con una figlia, con cui fa subito amicizia.
D’improvviso l’ex moglie del suddetto bellissimo uomo torna, avviando un tira e molla che io personalmente ho trovato superfluo e imbarazzante per la superficialità con cui è stato raccontato.
Non solo: a Holly viene chiesto di presentarsi per la selezione di un catering per un matrimonio; dapprima non viene scelta per motivi che non dipendono da lei, ma pochi giorni dopo la sposa sembra improvvisamente aver riacquistato polso e impone la propria decisione a madre e suocera, scegliendo Holly come cuoca. Coincidenza che la sposa abbia tirato fuori gli attributi proprio quando faceva comodo alla protagonista.
E via così. La storia è tutto un rincorrersi di misteriosi accadimenti fortuiti che, prima o dopo, aiutano Holly a far sì che i suoi propositi vadano a buon fine.

Un’altra delle micro pecche che ho riscontrato sono stati i dialoghi pressoché artefatti. Una bambina di otto anni in grado di pronunciare frasi lunghissime e correttissime, tranne un congiuntivo sbagliato apposta? Una ragazzina di dodici anni che in un capitolo è saggia, vissuta, in grado di dare ottimi consigli sull’amore, e nel capitolo dopo si comporta come la pre-adolescente che dovrebbe essere?

Inoltre… possibile che i personaggi femminili che ruotano intorno a Holly siano tutti o delle streghe frivole, invidiose e subdole, oppure simpaticissime, senza nessunissimo difetto e (fintamente) sfortunate in amore? Nessuna sfumatura intermedia di carattere, tutto ruota intorno soltanto a cosa ne pensa Holly di loro e niente altro; la psicologia non è analizzata né sfaccettata, tanto che a volte alcune azioni di chi si muove tra le pagine risultano incomprensibili, inspiegabili, dettate ovviamente dalla necessità che la trama ha di una certa risoluzione, piuttosto che da un vero e proprio approfondimento emotivo.
Poi… La nonna di Holly era milanese, quindi vada per il risotto, vada per il pollo, vada anche per le penne alla salsa alla vodka (che nella mia regione hanno una variante molto più credibile, ovvero col Lambrusco, piuttosto che con un liquore non italiano). Ma le lasagne, che tradizionalmente sono emiliane? Oppure il sugo alla bolognese? O il pesto? E la famigerata sa cordula sarda? Insomma, mi sembra proprio il caso di dire “Si fa presto a parlare di cucina italiana”.

La mia impressione è stata che l’autrice abbia unito alla bell’e meglio tutto ciò che conosceva dei piatti del Bel Paese e li abbia ficcati nel libro senza troppe spiegazioni. Posso capire che una donna italiana conosca specialità di più regioni, ma fino a poter dire di cucinarle così bene, nonostante le differenze che intercorrono di regione in regione? E perché Camilla, milanese ed emigrata in America da giovanissima, conosceva piatti anche elaborati e tradizionali sardi o emiliani? Forse una spiegazione c’è nel passato di Camilla, ma nel libro non ne è stato fatto nessun cenno: troppe questioni sono state date per scontate, troppi chiarimenti che sarebbero serviti sono stati omessi.

Questo romanzo necessitava di un complesso lavoro di editing a partire dalla bozza.
Sia chiaro, non sto dicendo che è da buttare. Sono certa che un’amante dei romance potrà apprezzare questo libro, che comunque è molto meglio di tante cose che mi sono dovuta sorbire per lavoro e non. Ma è un’opera molto grezza, mal gestita dal punto di vista dell’intreccio, dialoghi e narrazione sono meccanici e forzati, così come gli avvenimenti. Pretende di emozionare ma non c’è un filo di pathos, si sa già come andrà a finire e nonostante questo le situazioni sono al limite del possibile, peccano di incuria e lasciano particolari in sospeso.
Leggetelo se avete proprio voglia di qualcosa che non vi faccia pensare.

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