L’Ipotesi del male di Donato Carrisi

donato carrisi

Donato Carrisi

Donato Carrisi è nato nel 1973. Si è laureato in Giurisprudenza con una tesi su Luigi Chiatti, il “Mostro di Foligno”, per poi seguire i corsi di specializzazione in criminologia e scienza del comportamento. Nel 1999 ha iniziato l’attività di sceneggiatore per cinema e televisione. Fra le altre, ha scritto la sceneggiatura di “Nassirya – Prima della fine” per Canale 5 ed è autore di soggetto e sceneggiatura della miniserie thriller “Era mio fratello” per Raiuno. Vive a Roma.
È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore di romanzi bestseller internazionali. Ha vinto prestigiosi premi fra cui il Bancarella in Italia, il Prix Polar e il Prix Livre de poche, il più importante premio dei lettori in Francia.
È conosciuto in tutto il mondo per il grandissimo successo riscosso con il libro “Il Suggeritore”.

Titolo: L’Ipotesi del male
Autore: Donato Carrisi
Serie: //
Edito da: Longanesi (Collana: La Gaja Scienza)
Prezzo: 18,60 €
Genere:  Thriller
Pagine: 432 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle78.png

   

Trama: C’è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella nostra vita: il desiderio di scomparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma c’è qualcuno per cui questa non è una sensazione passeggera. C’è qualcuno che diventa prigioniero di questa sensazione, che diventa poi un’ossessione, e che ne viene divorato, inghiottito. Queste persone spariscono davvero. Spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. E quasi tutti presto se ne dimenticano. Ma se d’improvviso queste persone scomparse… tornassero? E non solo: se tornassero non per riprendere la propria vita, non per riallacciare contatti perduti, non per riannodare i fili di un’esistenza spezzata… Ma tornassero per uccidere? Mila Vasquez ha i segni del buio sulla propria pelle, le ferite che il buio le ha inferto hanno segnato per sempre la sua anima. Forse per questo, è la migliore in quello che fa. E quello che fa è dare la caccia a quelli che tutti hanno dimenticato: gli scomparsi. E quando gli scomparsi tornano dal buio per uccidere, Mila capisce che per fermare il male deve dargli una forma, deve attribuirgli un senso, deve formulare un’ipotesi convincente, solida, razionale… Un’ipotesi del male. Ma sa anche che è solo quello: un’ipotesi. E che per verificarla non c’è che una soluzione: consegnarsi al buio.

Recensione
di Simog55

Il bene e il male a volte sono il risultato di una convenzione ma, soprattutto, non esistono in forma assoluta.

L’Ipotesi del male, infatti, recita: ’Il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario’. 

 Ma quanto sono belle le conferme. Quando poi una di queste è relativa ad uno scrittore italiano diventano addirittura… superlative! Sì, perché questa è una ennesima conferma della bravura di Donato Carrisi nello scrivere che, secondo me, lo colloca ai maggiori vertici di una ipotetica hit list di autori di thriller. 

Quando un giallo è in grado di catturare la nostra attenzione fin dalle prime pagine, e tenerla fino alla parola “fine”, senza mai far cadere la suspense, senza mai peccare di incoerenza, regalandoci un colpo di scena dietro l’altro, siamo di fronte ad un libro che è riduttivo etichettare come “magnifico”.

Ne “L’Ipotesi del male” ritroviamo Mila, l’investigatrice che già abbiamo conosciuto nel libro “Il Suggeritore”, diversi anni dopo i drammatici fatti accaduti. Il dolore, lo shock relativi al suoscomparsi passato l’hanno portata ad abbandonare il suo lavoro di sempre e si dedica ormai alla ricerca delle persone scomparse senza un motivo apparente.

Erano soli. Come tanti altri, si potrebbe obiettare. Ma la loro solitudine era diversa. Gli era cresciuta addosso come una pianta rampicante. Poco a poco, li aveva avvolti e si era presa tutto lo spazio, nascondendo completamente ciò che c’era sotto. Si aggiravano in mezzo ai loro simili con quel parassita sul corpo che si nutriva non del loro sangue, ma della loro anima. Non erano invisibili, potevi interagire con loro, ci scambiavi due chiacchiere o un sorriso nell’attesa del caffè, oppure mentre aspettavi che ti facessero il conto o ti dessero il resto. 

Li incontravi in continuazione, ma subito dopo te ne dimenticavi. Ed era come se non fossero mai esistiti, solo per tornare ad esistere la volta successiva, e svanire di nuovo.

Improvvisamente alcune di queste persone “normali” che sono misteriosamente scomparse, riappaiono e si macchiano di delitti efferati apparentemente inspiegabili. 

Perché questi uomini e queste donne, che hanno scelto di scomparire da tutto e da tutti, riappaiono? Perché uccidono persone che non sono collegate alla loro vita precedente? Per quale motivo? Cosa collega gli uni agli altri?

Mila si ritrova “catapultata” in prima linea in un’indagine che sembra non avere né capo né coda… una follia a tutti gli effetti. Ogni scoperta, invece di far luce sul mistero di queste morti, aumenta le domande ed i dubbi… chi manovra queste persone come marionette? Chi è il deux ex machina dietro a questa mattanza?

Difficile per Mila rimanere lucida in questo lavoro… soprattutto quando, giorno dopo giorno,  deve affrontare così tanto dolore e la vita sembra aver perso il proprio senso…

I nostri colleghi del dipartimento non vengono sfiorati dall’idea che ciò su cui indagano li possa corrompere.

Il vuoto, invece, un giorno comincia a parlarti, e per alcuni può diventare attraente.

Ti regala un indizio e così ti convince che potrai averne altri. Intanto cominci a cedergli parti di te.

Ma non si può convivere con il vuoto, con il vuoto non si patteggia.

Alla fine sarai stato tu ad aprirgli la porta di casa, come fosse un amico che vuole solo aiutarti.

Quello entra e comincia a razziare ogni cosa.

Un aiuto insperato arriverà da un altro investigatore, Simon Berish; un reietto, un poliziotto con uno scandalo alle spalle, che però sa molte cose… un uomo che sarà prezioso per Mila e che sarà l’unico sul quale potrà contare quando, alla fine, si arriverà alla resa dei conti.

Mi rendo conto di aver speso pochissime parole nel tratteggiare la trama di questo libro, ma ogni parola in più potrebbe togliervi il piacere di scoprire, pagina dopo pagina, questo intreccio misterioso ed affascinante, e perciò volutamente ho scritto pochissimo, giusto il minimo indispensabile per “stuzzicare” la vostra curiosità.

Non lesinerò invece nell’invitare alla lettura tutte quelle persone che, come me, amano i thriller complessi e di non facile intuizione: finalmente una trama della quale sorprenderci!

Una scrittura serrata, incisiva, senza fronzoli. Un libro duro, cattivo… come tanto spesso è la vita, quella vera.

Un libro veramente magnifico.

Booktrailer

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