Lolita di Vladimir Nabokov

Vladimir Nabokov

Vladimir Vladimirovič Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899– Montreux, 2 luglio 1977) è stato uno scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense. Scrisse i suoi primi libri in russo, ma fu con i suoi romanzi in inglese che raggiunse la notorietà. L’opera più conosciuta di Nabokov è sicuramente il romanzo Lolita del 1955, spesso citato come uno dei più importanti testi narrativi del XX secolo (e da cui il regista Stanley Kubrick trasse l’omonimo film), seguito nello stesso anno da un altro romanzo scritto in lingua inglese: Pale Fire (Fuoco pallido). Compose altri scritti di argomento totalmente diverso, come alcuni contributi sull’entomologia e sul gioco degli scacchi.

L’autore su Wikipedia: Vladimir Nabokov

Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Serie: //
Edito da: Gli Adelphi
Prezzo: 9,35 €
Genere: Romance
Pagine: 395
Voto: http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle74.png

Trama: La voce narrante è l’annoiato professore di letteratura francese Humbert Humbert, un quarantenne che per un caso fortuito incontra Dolores Haze (Lolita), una dodicenne smaliziata, ribelle e attraente che gli ricorda Annabelle, il suo primo amore adolescente, che non dimenticherà mai. L’attrazione per la giovane Haze spinge il Prof. Humbert a sposare la madre, Charlotte, che perde la vita in un incidente stradale, poco dopo il matrimonio. A questo punto Humbert ha Lolita tutta per sé e inizieranno a vagabondare per gli Stati Uniti passando da un motel all’altro. Sono seguiti da un uomo, Quilty, un commediografo conosciuto precedentemente. Durante un ricovero in Ospedale, Lolita fugge con quest’ultimo e Humbert perde le sue tracce per tre anni, ma nuove emozioni attendono il professor Humbert…

 

Recensione
di Danylù

“Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul”

Detesto scrivere la trama dei libri, perché molto spesso rivelano particolari importanti alla comprensione graduale della storia. Ma un libro non è una trama, non è solo una storia, bensì l’insieme di umori, pensieri e vicissitudini che fanno di quelle parole “vita“. Intorno a questo libro ruotano molte disavventure, date soprattutto dal carattere “erotico” e anticonformista che lo hanno fatto bandire da alcuni stati e rifiutare da molti editori.

Lolita viene definito un racconto intriso di pedofilia, ma questo è un cliché fin troppo abusato dalla critica letteraria e cinematografica del XX e XXI secolo.

Nabokov costruisce una trama fatta di espedienti che guidano il lettore attraverso un viaggio interiore (fatto di sofferenza e paranoia) del protagonista-voce narrante.

Il romanzo si apre con la scena in cui il giovane Humbert sperimenta il suo primo amplesso con una ragazzina della sua età, Annabelle, che amerà con tutto se stesso e che perderà dopo pochi mesi per una morte prematura. Humbert smette di crescere.

L’annoiato quarantenne che ritroviamo successivamente non è altro che un adolescente imbrigliato nel corpo di un adulto, costretto a scontrarsi con burocrazia, faccende mondane, e coetanee di poco interesse. Lui cerca ninfette. Su questo concetto  ci sono pareri discordanti.

Qualcuno afferma che questo modo di descrivere le Ninfette come ragazzine o “bambine” sessualmente precoci e dolcemente provocanti sia un alibi che si dà Humbert per giustificare la sua pedofilia e “lavare la sua coscienza“.

Per quanto mi riguarda è un’altra faccenda. Il carattere delle ninfette è ampiamente spiegato e sviscerato nel romanzo, è incarnato da Lolita, e dunque ha dei caratteri ben definiti. Nella vita di tutti i giorni capita di trovare giovinette che hanno queste caratteristiche e dunque si parla di qualcosa di reale. Ovviamente questo non fa di Humbert una vittima, casomai un complice, sicuramente con meno forza di volontà rispetto a colei della quale si innamora.

Se è vero che Lolita gli rinfaccerà di aver preso la sua fanciullezza e la sua purezza, è anche vero che Lolita attraverso le maglie della seduzione ha preso di lui l’intera esistenza, riducendolo infine ad un assassino. Ma Nabokov inserisce Quilty, il vero pedofilo, colui che incarna il vizio sotto ogni aspetto: dal fumo, alla pederastia, alla pedofilia, alla prostituzione, all’alcool e via dicendo.

Humbert ama, Quilty sfrutta. Humbert si strugge per l’amore di una giovane ninfetta, che presa da vanagloria e egoismo fa della sua vita uno squallido postribolo. Lolita è eternamente in fuga: dalla madre, da Humbert, da Quilty, da se stessa. Lolita non si accetta e lo dimostra palesando il suo odio verso il mondo.

Lolita di 12 anni non sa amare, vive l’illusione delle favole in chiave adolescenziale. Lolita di 14 anni non sa amare, vive l’illusione dell’amore verso l’idolo in chiave erotica. Lolita 17enne continua a non saper amare, vive con un uomo che inganna e riversa odio su colui al quale ha rovinato la vita, lasciando che lui rubasse la sua ingenuità. Lolita si vendica di Humbert facendosi ferire.

L’amore fra i protagonisti è un serpente che si morde la coda: se da un lato la giovane Dolores Haze non possiede ancora la maturità di prendere decisioni “corrette” per la sua vita, dall’altra Humbert, rimasto un quattordicenne, non si rende conto di possedere il corpo e la maturità di un quarantenne, e rimane egli stesso vittima del suo desiderio.

E così Dolly (un’altro dei nomignoli con cui viene chiamata da Charlotte, sua madre), è sicuramente una “bambina” che vuol crescere troppo in fretta.

Colpe e alibi si rincorrono nella trama fino alla fine, lasciando l’amaro in bocca e un senso di rabbia mista a tristezza. Tanta poesia comunque affolla le pagine del racconto che consiglio vivamente a tutti.

Una lettura questa, che va fatta senza pregiudizi e con la mente assolutamente libera da clichè e esperienza personale.

Degni di nota sono i famosi film tratti dal racconto: Lolita di Kubrik e Lolita di Adran Lyne (con Jeremy Irons interprete di Humbert Humbert)

 

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