L’onda scarlatta di Barbara Risoli

Barbara Risoli

Capitan Salgari

Barbara Risoli abbraccia vari generi quali il fantasy, la fantascienza e il genere storico-sentimentale. Ragioniera, sposata con un figlio, ama le cose insolite, è appassionata di mitologia greca e del periodo storico acheo-miceneo. Particolare la sua passione anche per il periodo relativo alla Rivoluzione Francese.
All’attivo ha La stirpe (Runde Taarn Edizioni), Il veleno del cuore (0111 Edizioni), L’errore di Cronos (Runde Taarn Edizioni).
La grazia del Fato è il sequel de L’errore di Cronos.

Sito: http://risolibarbara.blogspot.it/


Il Corsaro NeroTitolo: L’onda scarlatta 
Autore: Barbara Risoli
Serie: //
Edito da: Barbara Risoli
Prezzo: 1,63 € formato Kindle
Genere:  Storico, sentimentale
Pagine: 274 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/4Astelle178.png
 

Trama: Ersilia Alves, duchessina di Cerbére, dalla bellezza disarmante, porta il segno di un destino crudele e a diciassette anni riemerge dal buio della propria esistenza, con il passo claudicante che ne screzia la perfezione. Astolfo des Chavaux, conte di Rennes, quarantenne impenitente e noto libertino, se ne prende cura per volere del padre, affrontando l’inattesa onda di sentimenti che lo travolgono. Feroz, misterioso e ultimo dei pirati, dall’abbigliamento barocco e dal volto celato, governa l’inquietante Onda Scarlatta, antico galeone dalle vele rosse come il sangue versato dai nemici dell’uomo. Sullo sfondo della Francia in fermento del 1789, con il re ostaggio del popolo e profondi mutamenti a mettere in pericolo un’intera classe sociale, s’intrecciano i destini di una donna con il buio dentro e un uomo senza identità. Quale segreto cela il pirata dalla piuma rossa? E quale forza nasconde il gioiello risorto di Cerbére? Colpi di scena, rivalità familiari e imprevisti cambiamenti danno il passo a un amore che saprà abbattere il dolore e aprire il cuore al futuro.

Recensione
di Debora

“Hai tradito la mia fiducia, io non l’ho mai fatto”, gli recriminò mesto,la rabbia spenta,il discernimento a renderlo quasi tenero. Niente di peggio di un guerriero sconfitto.

Non ho mai letto nessun libro di Barbara Risoli, ma ho dato un’occhiata alle trame di altri suoi libri e non si può non notare come l’autrice abbia una predilezione per la Francia della Rivoluzione. Lo stile dell’autrice mi piace; certamente non è semplicissimo perché i termini sono ricercati e vi è un uso abbondante di aggettivi. Non è sicuramente uno stile moderno, e non poteva esserlo data l’epoca in cui è ambientato. E in tal modo, nel suo essere quasi arcaico, dipinge bene l’epoca. Vi è una giusta misura di dialoghi alternati a descrizioni che ci portano nei tempi e nei luoghi in cui è ambientata la storia, come Parigi, Versailles e Cerbére.

La Risoli vuole dipingere con le sue descrizioni non solo i personaggi ma anche gli ambienti in cui vivono (esterni ed interni) e il contesto sociale, culturale e storico.
Subito incontriamo la protagonista Ersilia Alves; la sua prima apparizione è quasi timida, la sua difficoltà fisica sembra incidere anche sul suo carattere. Nel libro coglieremo l’evoluzione di questo personaggio, sempre più in crescita. Astolfo, un conte molto più vecchio di lei, è in casa Alves proprio per risollevare il morale della giovane. O almeno questo è il fine del padre di Ersilia. Devo dire che ho fatto fatica ad immaginarmi Astolfo come ideale di uomo vissuto nel 1700. Durante un pranzo a tavola con delle donne, osa infatti fare affermazioni poco carine, con azzardo, quasi da risultare volgare e cafone. Un uomo davvero viscido, troppo sicuro di sé, anche se l’autrice cerca di spiegarci in qualche modo il motivo di questo suo carattere, andando a rinvangare il passato di Astolfo.

Notiamo, poi, come nei primi capitoli per l’autrice ogni occasione sia buona per sottolineare, tramite descrizioni accurate di stati d’animo, le condizioni fisiche di Ersilia. Non si limita a farcelo sapere una volta, ma nella lettura della storia ritorna a più riprese la pesantezza di questa situazione. Riusciamo a cogliere i movimenti di Ersilia, sempre un po’ impacciati, più lenti, e soprattutto percepiamo la sua insicurezza iniziale.  Tutto il romanzo a mio parere è incentrato su Ersilia; l’autrice spende molte parole per descrivere i suoi stati emotivi e non ha fretta di raccontarci eventi più interessanti. Il lettore deve aspettare un po’ per entrare nel vivo della storia.

Quindi l’arrivo del galeone e del pirata Feroz rende il tutto ancora più appassionante. È una figura davvero affascinante;  un uomo duro, temuto da tutti, ma che nasconde un’animo gentile.

Quello che ha più spessore nel libro è sicuramente la storia d’amore di Ersilia, o meglio le sue vicende amorose, dato che oggetto delle sue attenzioni non è solo un uomo. Niente sarà facile per la nostra protagonista, che dovrà lottare per conquistare l’amore, trovare la sicurezza in sé stessa e la fiducia negli altri.
Le lettrici più romantiche avranno sicuramente pane per i loro denti, ma anche i lettori come me, che solitamente non apprezzano troppo le storie d’amore, troveranno altri elementi interessanti. Infatti nella storia vengono approfonditi anche altri legami, non solo amorosi; come il rapporto di Ersilia con i fratelli, a volte troppo protettivi o viceversa quasi assenti, e le figure dei genitori, anch’essi non proprio perfetti.

Interessante anche l’evolversi di alcuni fatti minori, o apparentemente tali, perché a mio parere vanno contro la morale dell’epoca.

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