L’originalità (?) del flipback

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Il Pensatoio

Il nuovo modo di leggere che non convince tutti

Ormai lo conosciamo quasi tutti. Flipback è una parola entrata a far parte del nostro vocabolario così come il concetto di cui è portatrice. L’idea in sé non è male: un libro più piccolo di un normale tascabile e che si legge in orizzontale. Un modo per avere, sempre di più, la letteratura “a portata di mano”. Non è un’innovazione: in realtà “esperimenti” simili erano già stati fatti in passato, sebbene non riguardassero i libri ma, per esempio, gli inserti staccabili di alcuni giornali.

La Mondadori ha ripreso e aggiornato questo uso, applicandolo ai romanzi. È  ancora presto per dire se funzionerà e, molto probabilmente, non si porrà come una terza alternativa tra libro cartaceo ed ebook, visto che si tratta di una cosa totalmente diversa dal punto di vista concettuale. flipback2Prima di scrivere questo articolo ho avuto modo di leggere e sentire alcuni pareri dei possibili acquirenti del flipback.

Molti non ne sono entusiasti, alcuni si chiedono se non sia più facile stampare dei volumi tascabili più piccoli ma da leggersi in verticale, mentre altri trovano il flipback una semplice trovata commerciale per tentare di risollevare le, ahimè, sempre basse vendite dei libri. Il fatto che possa trattarsi di un espediente di marketing non è negativo in sé. La pubblicità e la promozione sono elementi molto importanti per far conoscere libri, autori e iniziative editoriali.

Il flipback è un tentativo per stimolare la lettura e le vendite, non c’è nulla di strano, in quanto parliamo comunque di imprenditoria e il nostro Paese ha bisogno che questo settore funzioni e al meglio. Sull’originalità e la validità del progetto si può discutere: i “precedenti” del flipback sono stati rinnovati per il pubblico di oggi ed è proprio il parere dei lettori che dovremmo attendere, ovvero capire se l’iniziativa piacerà a un numero consistente di persone e sarà, in qualche modo, “trainata” da questo iniziale successo verso una vera e propria stabilizzazione sul mercato.

libriPersonalmente trovo il flipback scomodo, ma è una mia sensazione, un’opinione che condivido con voi e mi piacerebbe sapere anche il vostro pensiero in merito. Una delle lamentele più veementi, invece, riguarda il prezzo, che oscilla tra i 9 e i 12 euro in media. Molti lo trovano eccessivo, soprattutto se applicato ai titoli in catalogo, famosissimi e che hanno già venduto molto nelle loro versioni “normali”.

Ciò che, invece, mi trova in totale disaccordo con il progetto è la “forma” della promozione o, per meglio dire, la qualità dello spot pubblicitario. Una volta ho sentito dire che gli italiani sarebbero fissati con il sesso. Ho subito pensato che fosse un luogo comune come tanti, dalla pizza al mandolino, però guardando lo spot del flipback non ho potuto fare a meno di pensare che, se una persona convinta della suddetta affermazione lo potesse in televisione, di certo avrebbe la conferma ai suoi pensieri sospettosi.

Possibile che la nostra immagine non riesca a scindersi da certi cliché ma venga costantemente incatenata a essi? Possibile che l’ambiguità, l’allusione e il doppio senso debbano rappresentare l’unico modo per far comprare un libro in Italia? (In realtà, poi, questo sistema si applica a molti altri prodotti). Dov’è l’originalità nel Paese dell’arte e delle invenzioni? flipbackInsomma, forse poteva essere fatto uno sforzo maggiore, cercare di colpire, non uniformandosi alla massa. Tra l’altro nello spot ogni cosa, dalle protagoniste all’ambientazione, vorrebbe ricordare (o almeno così è sembrato a me) il celebre Sex and The City ma in salsa italica. Direi che l’esperimento non è perfettamente riuscito e, forse, le stesse amiche della Grande Mela avrebbero trovato battute più sottili.

Sia chiaro: l’ironia è sempre benvenuta. Per vendere libri non è necessario (anzi, è controproducente) mostrarsi seriosi e saccenti. Ci vuole brio, verve, originalità appunto. La lettura, in fondo, non è proprio questo, viaggiare con la fantasia? Non dovrebbe anche impegnare la mente e far riflettere stimolando la creatività?

Voi che ne pensate?

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2 risposte a “L’originalità (?) del flipback”

  1. Alexa G ha detto:

    Il formato è carino anche se, da amante dei libri e cultrice delle librerie, preferisco il formato classico. E poi quale convenienza in un formato che ha un prezzo tutt’altro che ridotto?

    • Francesca ha detto:

      Sì, in effetti il prezzo è uno dei problemi più grandi. Il flipback costa quanto un’edizione economica “normale”. Per questo le persone ci pensano due volte prima di comprarlo (ovviamente se hanno scelta sui titoli).

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