Love Game di Rossella Leone

Love Game

di Rossella Leone

autrice

Rossella Leone nasce nel 1979 a Benevento, una piccola città della Campania. Sin da piccola ama annotare i suoi pensieri, le sue riflessioni. Ha una passione sfrenata per i libri, che divora con avidità, ovunque. Lavora part-time in Banca e nel tempo libero scrive o dipinge quadri.

 datilibro

 Titolo: Love Game
 Autore: Rossella Leone
 Serie: //
 Edito da: Edizioni Rei
 Prezzo: 16,50 € ; e-book: 5 €
 Genere:  Romance, Commedia
 Pagine: 332 p.
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Trama: Katia non ha ancora superato la storia finita male con il proprio ex, Andrea. Per tirarla su di morale, la migliore amica Ylaria, la convince ad andare con lei ad uno chalet, in Svizzera. Una volta lì, la ragazza fa la conoscenza di un gruppo di ragazzi un po’ bizzarri, che gli rivelano di ritrovarsi all’interno di una sorta di gioco di ruolo, chiamato Love Game. Così, fra le trame del gioco e i sentimenti veri, Katia si ritroverà in tutta una serie di situazioni romantiche, imbarazzanti, comiche, mentre continua a sfuggirle la risposta più importante di tutte: perché il Love Game?

Recensioneùdi Mirko De Gasperis

Dopo la lettura di “Love Game”, dovendo dare un’immagine alla sensazione che lascia il romanzo, una volta terminato, è quella dello chalet stesso dove si volge gran parte della narrazione e del Love Game stesso. Un edificio splendido, pieno di sorprese e meraviglie, che ti affascina e ti coinvolge, se non fosse per le fondamenta che non risultano proprio solidissime.

La grande pecca del romanzo, probabilmente l’unica davvero importante, è proprio la giustificazione stessa del Gioco che dà il titolo al romanzo. Senza voler spoilerare nulla, giunti verso la fine, quando finalmente si viene a sapere del perché dietro a tutto ciò, non si resta propriamente convinti e la spiegazione fa storcere un po’ il naso, come se l’autrice trovandosi di fronte una storia valida, pur di giustificarla, assieme agli innumerevoli colpi di scena, si sia un po’ arrampicata sugli specchi per spiegare e montare l’impalcatura sulla quale regge l’intero libro. Faccio questa premessa perché, detto questo, al lettore restano due scelte: o sentirsi insoddisfatto per come si sciolgono i piccoli grandi enigmi lasciati lungo la strada, oppure fregarsene, ammettendo che il gioco valeva la candela, che il tutto era giustificato per poter dare via libera ad una storia del genere, esagerata fin dall’inizio. Perché, parliamoci chiaro, se lo accettate vi trovate di fronte ad un romanzo che vale la pena di essere letto, senza ombra di dubbio. Superata infatti la prima parte, che lascia un po’ spiazzati per come la protagonista accetti di partecipare, nonostante la bizzaria della situazione alla quale si trova di fronte (in quanti onestamente sarebbero rimasti?), il romanzo va come un treno. Ti trascina in tanti di quei colpi di scena, in tante di quelle trovate da lasciarti senza neanche il tempo di pensare.

L’inventiva e la fantasia dell’autrice lascia davvero a bocca aperta, soprattutto quando si tratta di descrivere gli ambienti dello Chalet e della (volutamente) esagerata scena del matrimonio. Si nota subito che aveva in mente, ben chiaro, di cosa voleva parlare e affronta quest’aspetto fino in fondo, anche con coraggio. Stessa cosa per la storia, per come sia piena zeppa di colpi di scena, di capovolgimenti, le schermaglie amorose, per come giustifichi in itinere i classici specchietti per le allodole, le finte spiegazioni di tutto ciò che avviene in quello chalet, con tutta la sarabanda di situazioni, divertenti e coinvolgenti.

I personaggi si prestano benissimo allo scopo. Sono un gruppetto molto eterogeneo e bizzarro di ragazzi fra i 20 e i 30 anni che offrono molti spunti comici e romantici nel loro interagire, e si seguono con piacere i vari litigi o riappacificazioni, senza mai davvero dare per certo quali saranno le coppie (o la coppia) che si formeranno, anche grazie ai colpi di scena, di cui si è detto, che non ci danno una storia scontata, tutt’altro. Questo anche perché ogni personaggio nasconde una storia dietro di sé, un background che, di volta in volta, offre lo spunto per altri eventi inaspettati. A sorpresa però, fra tutti loro, per come viene presentato e descritto è proprio l’antagonista Andrea che risulta il più convincente, con tutto il suo fascino negativo. Un punto a favore della narrazione che beneficia senz’altro di un “cattivo” di un certo spessore come lui. L’unico neo è forse l’aver voluto usare dei soprannomi, dei nick name per il Gioco che, almeno inizialmente, tendono un po’ a confondere il lettore, dato che si trova di colpo a dover seguire le azioni di un folto gruppo di personaggi, tutti assieme. La protagonista può sembrare un po’ troppo ingenua, ma nel contesto della storia ci sta, prestandosi alle innumerevoli sorprese che arrivano a lei e al lettore stesso, finendo per ispirare simpatia per le sue sorti, almeno quanto gli altri personaggi.

Per quel che riguarda l’impaginazione e l’editing dispiace accorgersi che sia un qualcosa di totalmente trascurato. È un aspetto che esula la storia in sé, che non viene intaccata da questo aspetto, però lascia un po’ stupiti trovare un e-book così pieno di refusi, con parole addirittura diverse nella stessa pagina (ad esempio, bleffare – bluffare, trovati scritti assieme praticamente nello stesso paragrafo). Non è un voler essere puntigliosi, perché i refusi ci sono praticamente dappertutto, ma in questo caso sembra proprio che chi si occupasse dell’editing della casa editrice, o chi per lei, non lo abbia neanche letto il manoscritto, prima di mandarlo in stampa. Come detto, dispiace, perché il romanzo non meritava un “trattamento” del genere. 

In conclusione, quindi, questo “Love Game” è un libro a due facce, comunque più sì che no, dove il punto debole nella spiegazione dell’intera vicenda, che ci piaccia o meno, serve comunque a giustificare un romanzo tutto sommato valido e coinvolgente. Se si cura questo aspetto, l’autrice potrebbe tirare fuori un romanzo davvero sorprendente. Consigliato soprattutto al pubblico femminile e a chi vuole passare il tempo con una storia leggera. Ma soprattutto a chi ha avuto una delusione d’amore!

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