Lovers Corner’s # 43 – La danza degli inganni di Anne Stuart

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Lovers Corner’s # 43
Il romanticismo a portata di borsetta

La danza degli inganni

di Anne Stuart

 

Fedeli alla nostra missione 😉 di farvi conoscere i libri che più ci colpiscono, e dopo aver esaminato le nuove uscite delle varie case editrici, questa volta abbiamo deciso di rammentarvi, casomai lo aveste “perso” alla sua uscita, un libro che, tra le amanti del genere, è considerato un “classico” e perciò non ci si può esimere dal leggerlo: La danza degli inganni di Anne Stuart.

Questa volta, nello scambio di impressioni, mi affiancherà la nostra MissMarilux che ho scoperto solo ultimamente è una grande appassionata, tra i vari generi di letture, di romance; il tutto penso vi potrà interessare anche perché abbiamo punti di vista ed approcci differenti e perciò la discussione si preannuncia animata 😀

La Stuart poi, si sa, è un’autrice capace di “scatenare” sia amore che, passatemi il termine, odio e perciò siamo proprio curiose di sentire cosa ne pensiate voi tutte di questa lettura che vi proponiamo, anche perché abbiamo scoperto che l’impressione finale personale questa volta non concorda!

Insomma, fatevi sotto con i commenti che vi assicuro saranno graditissimi 😉

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la-danza-degli-inganniTitolo
: La danza degli inganni
Autore: Anne Stuart
Serie: //
Edito da: Mondadori (Emozione n° 9)

Trama: Accusato di parricidio, Valerian Romney deve fuggire, e per farlo non c’è modo migliore che fingersi qualcun altro: addirittura una donna. D’accordo con il fratello Phelan, impersona sua moglie. Ma la vita dei fuggiaschi si complica quando incontrano Julian, un giovane tormentato, e l’intellettuale Sophie. Phelan ben presto inizia a sospettare che in realtà Julian sia una Juliette, e nello stesso tempo Sophie diventa intima amica di “lady” Valery. Quando l’amicizia si tingerà d’amore, sarà il momento in cui tutti dovranno gettare la maschera.

 

 

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BottaeRispostadi Simog55 & MissMarilux

Simog55: Eccomi a parlare con te di un libro che è tra i miei preferiti e scoprire (!) che per te l’esperienza non è stata completamente positiva mi ha lasciato letteralmente senza parole! Questa cosa, però, mi intriga moltissimo perché è uno degli aspetti della lettura più affascinante: il fatto che ognuno abbiav1 un riscontro differente e personale permette uno scambio di opinioni e sensazioni sicuramente stimolante 😉
Perché il libro mi è piaciuto? Perché racchiude tutti gli aspetti che più mi attraggono in un romance: una trama solida, intrighi, travestimenti, avventura, ironia e passione. La danza degli inganni ha tutti questi elementi miscelati in un equilibrio perfetto che mi ha rapita fin dalle prime righe lette e che poi mi ha “incastrata” fino a che non è arrivata la parola fine.
Ma dimmi cosa non ti ha convinta di questo romanzo visto che l’autrice Anne Stuart è anche una delle tue preferite cara Mary.

Mary: Cara Simona ma sai che sono rimasta di sasso anche io? Adoro la Stuart, il suo Casato di Rohan è favoloso, i suoi “bad boy” sono da urlo e quando la Mondadori ristampò Buio feci le poste alla mia edicola per non perderlo, eppure con questo le cose non sono andate bene per niente  😕 902_1
La cosa che più non mi è piaciuta? Mah, direi in primis la mancanza di pathos nel libro, il volume non mi ha “acchiappata” anzi, in alcuni punti mi ha pure annoiata!!! La fuga di Phelan e Valerian l’ho trovata una giusta trovata per mettere in scena i vari travestimenti, così come quello di Juliette, eppure ho trovato tutto molto piatto. È strano perché con la Stuart non c’è mai spazio al bidimensionale e soprattutto non ci si annoia mai! Anche Phelan che sulla carta è un ottimo personaggio non so, ma mancava di quel Quid per farmi “innamorare” come invece ha fatto Lucien de Malheur nel Bacio dello scorpione (oh Lucian ♥ ). Insomma manca quel pizzico in più per farmi andare in orbita, ecco!

Simog55: Penso che probabilmente sei rimasta delusa perché, almeno secondo me, questo romanzo non ricalca cavaliere_deon_1gli stereotipi che la Stuart mette in atto negli altri suoi libri. Sia nella saga dei Rohan sia, a ben vedere, anche nella serie Ice, le tipologie dei personaggi hanno sfaccettature similari: protagonisti maschili forti, sprezzanti, cinici, estremamente maschilisti; di contro le donne hanno in genere carattere pur essendo apparentemente dimesse, non particolarmente belle, orgogliose e sempre “sopraffatte” dall’alter ego maschile.
In questo libro, invece, vince l’aspetto ironico – pensa alla scena di Valerian, camuffato da donna, a letto con la sua amata – e l’aspetto intricato e intrigante della trama dove nulla è come appare, una scelta narrativa che la Stuart ha saputo gestire da grande professionista della scrittura.

Mary: forse potrebbe essere una risposta la tua, cara Simona, eppure Phelan non lo vedo lontano dal classico “ragazzo made in Stuart”. Valerian lo trovo molto diverso dallo stile dell’autrice e nonostante ciò è il fratello che preferisco! Molto più divertente ed ironico, Val meritava una storia migliore di quella che ha avuto con Sophia, che diciamocelo, è priva di mordente come personaggio, una patata lessa 😀 scimmia-dubbiosa
Per assurdo anche il discorso dell’intrigo non l’ho trovato gestito benissimo, la risoluzione è praticamente immediata, relegata in pochissime pagine finali, le spiegazioni di alcune azioni (come lo strano comportamento di Hanningan) sono saltate piè pari (anche se ammetto di non sapere se sia colpa di un qualche taglio della Mondadori), il corpo centrale del romanzo è legato solo alle due storie d’amore che vanno avanti in un balletto poco entusiasmante senza grandi scossoni, lasciando troppo poco spazio alla parte “gialla”. No, decisamente non ci siamo stavolta. Siamo lontani anni luce dalla ottima gestione di romance e thriller come avviene ad esempio in Buio, di cui ho già accennato prima  😕 
O sono io troppo esigente? Inizia a venirmi il dubbio XD

Simog55: Bel dilemma! Non ho una risposta per te 😉 Certamente con le autrici che amiamo di più abbiamo aspettative altissime, per esempio per me la Kleypas, che non sempre vengono confermate. C’è anche da dire che una lettura risente dello stato d’animbivioo del momento e delle emozioni che predominano in noi. Insomma: il riscontro è estremamente personale.
Direi perciò di concludere qui il nostro scambio di idee ed impressioni e “girare” la domanda alle nostre lettrici: secondo voi la danza degli inganni è un bel libro? Qual è stata la vostra impressione in relazione alla trama ed ai personaggi? Con chi vi ritrovate più in sintonia, con me o con Mary?

MissMarilux ed io siamo veramente curiose…  😆

VOTO: 
Simog55
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MissMarilux
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ANNE STUART è nata a Filadelfia, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una famiglia di grande tradizione culturale ed è cresciuta a Princeton, nel New Jersey, in un periodo in cui alle ragazze era ancora precluso l’ingresso alla prestigiosa università. Sin dalla più tenera età ha dimostrato un’innata predisposizione per la letteratura, tanto che ha iniziato a scrivere racconti d’amore quando ancora frequentava le medie inferiori. Ventenne, in seguito si è appassionata al rock and roll e ai romanzi gotici. Quando la sola lettura non l’ha più pienamente soddisfatta, ha scritto il suo primo romanzo d’atmosfera gotica, intitolato Barrett’s Hill. Questo primo romanzo è stato pubblicato da Ballantine nel 1974, quando Anne aveva solo venticinque anni!Successivamente i suoi lavori sono stati pubblicati da moltissimi editori di prestigio, tra cui Dell, Doubleday, Berkley, St. Matrin’s, Pocket Books, Avon, Signet, Zebra, Fawcett, Silhouette, Harlequin e MIRA.Attualmente scrive romanzi ricchi di suspense per MIRA, romanzi rosa per Harlequin American Romance e anche romanzi storici. Anne vive in una proprietà alla periferia di una città settentrionale del Vermont, con l’uomo che è felicemente suo marito da ben venticinque anni, due meravigliosi figli adolescenti (un ragazzo e una ragazza), quattro gatti e uno springer spaniel. Ama particolarmente la tecnologia, infatti ha collezionato un’antenna satellitare, ben sette televisori, sei videoregistratori, un lettore DVD e sei lettori CD. Per non citare i cinque personal computer, indispensabili per scrivere e correggere le sue bellissime storie d’amore.

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