LOVERS CORNER’S #47 – PROPOSTE: Le fragilità del cuore e Miracolo nella 5a strada

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Lovers Corner’s # 47
Il romanticismo a portata di borsetta

Care Sognalettrici romantiche è diverso tempo che non posto più articoli per voi… ho avuto un periodo intenso che mi ha tenuto lontano dalla penna ma non dal leggere bei libri e soprattutto storie intense ed appassionate come piacciono a noi.

Ho deciso perciò, visto che in questo momento sono senza “compagna” con la quale condividere le mie impressioni, di farvi una piccola carrellata di quello che in questo periodo mi ha colpita di più e così, magari, incuriosirvi su qualche bel libro che vi fosse sfuggito: Natale si avvicina e, allora, perché non prendere in considerazione come regalo una bella storia romantica?

Perciò, bando ai discorsi e “tuffiamoci” insieme in questo “mare” di sensazioni ed emozioni…

Ho avuto qualche dubbio, nel proporvi questo libro, perché è la prima volta che leggo un romanzo di questa autrice con un così importante aspetto thriller ma poi, ho “ceduto” alla parte romantica e perciò ecco che vi propongo una lettura assolutamente deliziosa ed intrigante: Le fragilità del cuore della strabiliante Susan E. Phillips.


Questa la trama
: La fine dell’inverno.
Un’isola solitaria al largo delle coste del Maine.
Un uomo.
Una donna.
Una casa dall’aspetto sinistro che incombe sul mare.
Lui è uno scrittore solitario la cui macabra immaginazione crea agghiaccianti romanzi horror. Lei è un’attrice in declino, ridotta a recitare nei programmi di pupazzi per bambini. Lui conosce una dozzina di modi per uccidere a mani nude. Lei conosce altrettanti per uccidere con le risate.
Ma ora lei non sta ridendo. Quando era una ragazzina lui l’aveva terrorizzata. Ora sono intrappolati insieme su un’isola coperta di neve al largo delle coste del Maine. Lui è ancora il cattivo che lei ricorda o è cambiato? La sua testa dice di no. Il suo cuore dice si.
Sarà un lungo e caldissimo inverno..

Questo libro è stato una vera sorpresa per me. La Phillips è tra le scrittrici di romance contemporanei che apprezzo di più perché ha la capacità di elaborare trame complesse, senza cadere nell’ovvio trito e ritrito, dove le emozioni e i sentimenti la fanno da padroni ma mai, e ripeto mai, mi sarei aspettata una trama così intessuta di suspense.

Ma cominciamo dall’inizio: il protagonista maschile si fa detestare fin dalle prime battute. Odioso, prepotente, arrogante e con un passato da delinquente è veramente un essere spregevole. La “donzella” della situazione è una giovane donna reduce da un grave lutto e da una malattia debilitante che ha fiaccato il suo fisico, ma non il suo temperamento. Tra i due subito si sprigionano altro che scintille… direi un vero e proprio fuoco infernale!

Tante le esperienze, per la maggior parte negative, che hanno unito i due in un lontano passato, quando ancora erano due adolescenti che iniziavano ad aprire gli occhi sul mondo, oggi sono due persone adulte con un grosso bagaglio di segreti e di cose non dette…

La luce ed il buio. Il sole e la notte. Il diavolo e l’acqua santa. Ecco chi sono Theo e Annie.

Aggiungeteci un paesaggio inospitale, una piccola isola  al largo del Maine, nel mezzo di una tempesta di neve come poche e, dulcis in fundo, una serie di intrusioni nella casetta di Annie che le fanno capire che qualcuno non gradisce la sua presenza nell’isola. Ad un certo punto arriva anche un colpo di fucile ad ingarbugliare una situazione già complicata di suo…

Avete capito perché questo libro mi ha conquistata? In queste pagine c’è proprio tutto: amore, passione, amicizia, intrighi, emozioni, sospetti, colpi di scena e tutto con un ritmo serrato che non prevede soste. E se avete ancora qualche dubbio, sulla bravura di questa autrice, vi lascio queste sue parole che descrivono la tensione erotica che sale tra i due protagonisti e che dovrebbero diventare una “lezione” per tutte quelle autrici che ritengono di saper scrivere romanzi erotici:

Mentre se ne stavano lì, a fissarsi con le braccia lungo i fianchi, Annie divenne consapevole di ogni centimetro di pelle sul suo corpo. I suoi sensi erano così acuti che riusciva a percepire il pulsare delle vene e delle arterie. Sue e di Theo. Lei non era fatta per il sesso senza complicazioni. Non era progettata per prendere ciò che un uomo aveva da offrire e dimenticare tutto una volta finito. In quei tempi di riscatto sociale per il genere femminile, quella mancanza di distacco era una debolezza. Un difetto. Un’altra cosa profondamente sbagliata in lei.

Theo le toccò una guancia.

Non toccarmi così. Non toccarmi e basta. Toccami ovunque.

Theo lo fece. Con un bacio che sembrò quasi arrabbiato. Perché lei non era bella come lui? O altrettanto agiata? Altrettanto affermata?

La sua lingua la invase, e Annie gli afferrò le braccia. Schiuse le labbra. Si abbandonò al potere seducente di quel bacio. Theo premette il proprio corpo contro il suo. Era più alto e non avrebbero dovuto completarsi così bene, ma le loro curve si incastravano alla perfezione.

Le mani di Theo le scivolarono sotto il maglione, i palmi aperti sulla schiena. I suoi pollici le marcavano un sentiero lungo la spina dorsale. Theo aveva preso il comando e lei doveva fermarlo. Doveva farsi valere come avrebbe dovuto fare ogni donna moderna. Usarlo, invece di farsi usare. Ma era così bello sentirsi desiderata.

«Voglio vederti» le mormorò lui contro le labbra. «Il tuo corpo. Dorato sotto i raggi del sole.»

Quelle parole da scrittore si riversarono su di lei come poesia, e Annie fu incapace di trovare uno straccio di battuta da frapporre tra i loro corpi. Alzò persino le braccia mentre lui le sfilava il maglione. Le sbottonò il reggiseno, che cadde sul pavimento. Poi si tolse la maglia a sua volta, senza staccarle gli occhi dal seno. Il corpo di Annie era baciato dal sole e, sebbene la fattoria fosse fredda, lei si sentiva calda. Bollente.

Voleva di più. Più poesia. Più Theo. Si chinò e si tolse le scarpe. Mentre si sfilava i calzini, sentì i polpastrelli di Theo scivolarle sulla spina dorsale. «Come un filo di perle» le sussurrò.

Annie aveva la pelle d’oca. Gli uomini non parlavano in quel modo durante il sesso. Parlavano a stento. E quando lo facevano, tendevano a essere volgari, privi di fantasia e tutt’altro che eccitanti.

Altro giro altra corsa! Questa volta vi consiglio un libro “scacciapensieri” da leggere piacevolmente senza però scadere nell’ovvio, anche se comunque, trattandosi di un romanzo rosa, sappiamo benissimo come finirà e cioè… BENE!

Parliamo di Miracolo nella 5a strada di Sarah Morganuna storia d’amore da leggere in poltrona, con una bella coperta che ci scaldi ed una tazza  fumante da sorseggiare al bisogno. Questa storia fa parte di una serie fortunata, iniziata prima con i romanzi dedicati a Puffin Island e poi con quelli dedicati alle amiche residenti a New York e cioè: Manhattan con amore.

Questa la trama: Delle tre socie di Urban Genie, Eva Jordan è la più romantica e il Natale, con le sue luci e l’atmosfera magica è in assoluto il periodo dell’anno che preferisce. Certo, l’idea di passare le vacanze da sola non è il massimo, ma non ha intenzione di abbandonarsi all’autocommiserazione visto che ha la possibilità di trascorrere qualche giorno a lavorare in uno spettacolare attico nella 5a Strada: Manhattan è senz’altro il posto più bello per godersi lo spettacolo della città addobbata a festa, e una spruzzata di neve non farà che rendere più suggestivo il panorama.
Quando arriva, però, scopre che il lussuoso appartamento è ancora occupato dal suo affascinante e molto misterioso proprietario, Lucas Blade.
Quello che il celebre giallista sta vivendo, più che un miracolo di Natale è un incubo: con la consegna del nuovo romanzo minacciosamente vicina e l’anniversario della defunta moglie che incombe, si è tappato in casa, solo, in compagnia del proprio dolore. Non vuole interruzioni né decori natalizi, e soprattutto non ha intenzione di lasciarsi distrarre dall’intrusa che sostiene di essere stata mandata lì da sua nonna per addobbargli la casa.
Ma quando la nevicata assume proporzioni epiche ed Eva si ritrova bloccata nell’attico insieme a lui, Lucas a poco a poco si apre alla magia che quella donna bellissima ed effervescente ha portato con sé. E scopre di essere finalmente pronto a credere che a Natale tutto è possibile… anche trovare l’amore.

Tutti i libri di questa autrice si leggono con estrema facilità perché hanno tutti il dono di essere ben scritti, briosi ed ironici al punto giusto, pur mettendo la storia d’amore al primo posto nello svolgimento della trama.
Miracolo nella 5a strada è il terzo di questa serie (il quarto se consideriamo il prequel) e secondo me è il migliore  perché trovo che l’equilibrio di tutti gli aspetti, che articolano la storia, sia splendidamente dosato.

La protagonista femminile è Eva che si ritrova, a ridosso delle feste di Natale, ad occuparsi della casa vuota del nipote di una cliente che, volendo fargli una sorpresa, vuole che tutto l’ambiente venga adeguato al clima di festa. Eva è oltretutto una cuoca provetta e perciò dovrà anche rifornire di vivande e piatti cucinati un frigorifero altrimenti vuoto.

Grande è perciò la sorpresa, per la nostra romanticissima protagonista, nello scoprire che l’appartamento non è vuoto perché il proprietario, uno scrittore in grave crisi d’ispirazione per il suo nuovo libro, è invece MOLTO presente e non vorrebbe intrusioni di sorta.

Questo l’incipit di una storia tutta da godere per i battibecchi esileranti tra Eva e Lucas, per la tenerezza ed alla fine la passione che, piano piano, si farà spazio nei cuori dei due, nonostante la strenua resistenza dell’uomo che proprio non vorrebbe cedere le armi.

Se fosse stata intelligente, probabilmente avrebbe cercato di prendere le distanze da lui.

Era convinta che fosse possibile innamorarsi più di una volta, ma se Lucas fosse stata una rara eccezione? E se, prospettiva ancora più terribile, quello per Lucas fosse stato l’unico vero amore che il destino aveva in serbo per lei? In ogni caso, Eva era decisa a vivere al meglio il tempo che passavano insieme e ad assaporarne ogni singolo istante, con la consapevolezza che presto avrebbero dovuto dirsi addio.

Completata la prima stesura, Lucas aveva perso un po’ della spinta creativa che lo aveva tenuto incollato al computer a scrivere per ore, senza quasi respirare.

Una sera la sorprese portandola al Metropolitan Opera House, dove davano Lo schiaccianoci. Eva gli tenne la mano per tutto lo spettacolo, guardando, attraverso un velo di lacrime, la Fata Confetto che danzava in mezzo ai fiocchi di neve. Quante volte aveva visto quel balletto insieme alla nonna!

«Riesco quasi a immaginarti con le calze aderenti e il tutù rosa. Scommetto che eri carina» le bisbigliò Lucas all’orecchio.

«Ero carina, ma anche molto goffa; l’unica Fata Confetto che è inciampata nei propri piedi. Non sapevo che ti piacesse il balletto.»

«Non mi piace.»

«Allora perché siamo qui?»

«Perché tu lo adori.»

Eva fu commossa da quel gesto, perché dimostrava quanto lui l’avesse sempre ascoltata con attenzione.

«Per essere un cinico arrogante, sei molto premuroso. Per ricompensarti, a casa mi metterò un vestito elegante e ballerò con te.»

Lui abbassò lo sguardo sulla sua bocca. «Preferirei che ti spogliassi e ballassi per me, nuda.»

Non gli importava che lei fosse disordinata, o intrattabile al mattino. E a lei non importava che lui fosse capace di restare chiuso nello studio per un’intera giornata. In altre parole, si incastravano perfettamente e non solo tra le lenzuola.

Spero di essere stata di ispirazione per tutte voi e comunque, mi raccomando, fatemi sapere il vostro giudizio.

Alla prossima…

 

 

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