L’Ultima donna della terra di Ubaldina Mascia

Recensione di Nasreen e Barbara Risoli

 

Questa sera parlerò di un libro un po’ speciale, uno di quei libri che una volta finiti non puoi fare a meno di sorridere e riporli in bella vista tua libreria. Un libro piccolo, è vero, ma che ti fa provare qualcosa, in un modo o nell’altro. Credo che sia una qualità rara in un libro che mi ricorda moltissimo “Il piccolo Principe”. Impossibile non amarlo.

 

Ubaldina Mascia;

Ubaldina Mascia scrive da molto tempo e consegue numerosi premi a concorsi letterari per racconti, tra i più rilevanti il quarto posto al Premio G. CORELLI – Trieste nel 1995, il quarto posto al Premio U. SABA  – Trieste nel 1997 e il terzo posto al Premio OMAGGIO A DANTE ALIGHIERI – Luco dei Marsi nel 1998.

Appassionata delle teorie non convenzionali, studiosa delle religioni, interessata alla fantascienza, incuriosita dal paranormale e dai fenomeni UFO, grande lettrice di P. Kolosimo e di Sagan.

L’ULTIMA DONNA DELLA TERRA è uno splendido sogno, quello che era solita raccontare a sua figlia e che la figlia stessa ha voluto pubblicato perché ricordo e insegnamento della propria infanzia, insegnamento che abbraccia i valori principali del vivere quali l’accettazione delle diversità, la fede, il rispetto per la vita in tutte le sue forme presenti e future. Il messaggio di Ubaldina Mascia è chiaro e limpido nella scrittura semplice e diretta, priva di fronzoli eppure incisiva, che la caratterizza.

 

Ed ecco uno scoop!!!
Sapete chi è la figlia che ha fatto pubblicare il libro? Sappiate che io l’ho saputo solo questa sera (dopo aver letto e recensito il libro, preciso) Ebbene la figlia di Ubaldina Mascia è… Barbara Risoli! Sì, la nostra Barbara Risoli! Ecco da chi ha ripreso con la sua bravura narrativa ^^

 

 

Titolo: L’ultima donna della terra (isbn:9788863071528)
Autore: Ubaldina Mascia
Edito da: 0111 Edizioni
Prezzo: 11,10€
Genere: Adult Fantasy, Fantascienza, Spiritualità
Pagine: 92 p.
Voto:

 

Trama: Il mondo è finito, annientato dalla superbia degli uomini dimentichi di Dio. Il silenzio dilaga nella rinascita di una natura sovrana ed incontrastata. Ma qualcuno, clandestino nelle vie della vita, fuggiasco dalla morte imposta, è sopravvissuto e cammina solitario nelle strade deserte della Terra. E’ una donna, piccola e ignara del destino che l’attende; è una giovane donna senza conoscenza e senza vie di scampo e con lei qualche animale che ne fa una fedele compagna. Ma Lui non dimentica le sue creature, ovunque esse siano e da qualunque luogo luminoso esse giungano e gli occhi dell’ultima donna della Terra si alzano al giungere impetuoso di qualcuno che cerca proprio lei senza saperlo.

Ma nulla sarà facile per Rachele, ultima speranza di una razza in agonia.

Citazione: La notte a volte piangeva, il buio le faceva paura con le stelle lontane ad alimentare un profondo e doloroso odio, essendo loro la causa della sua solitudine. Quel suggestivo e muto splendore aveva da sempre drogato di sete di sapere l’umanità, portandola via per sempre dal suo mondo in un momento di overdose, e ora… a cosa sarebbe servito tutto quel fastidioso e quasi beffardo luccichio? Morta lei, nessuno le avrebbe più ammirate. E allora?
– Morta io… – disse al cielo puntellato di miraggi, perché le stelle erano sempre state miraggi per coloro che si erano definiti intelligenti e poi detentori di innegabili verità.
– …morirete anche voi, perché se nessuno vi potrà guardare… cesserete di esistere. Qualcuno ha scritto che neanche il cielo ha cura delle sue stelle – sibilò astiosa, chiudendo gli occhi in un dispetto assurdo che volle riservare alla volta notturna e restando in attesa di una sua improbabile vendetta.

 

“Cosa ne avete fatto della libertà? Non era per l’odio che voi eravate nati ma per l’amore! Cosa ne avete fatto della casa che vi ho dato? Guardatevi attorno, la Terra muore” (Qui è DIO che parla)


Opinione Personale: L’ultima donna della terra è un bel libro, davvero incantevole e scritto con maestria ed una delicatezza incredibile.

Non so se l’autrice sia un esordiente, un’autrice affermata o un emergente… Non lo so e per il momento non farò ricerche dato che ho deciso di scrivere questo commento a “caldo”.

“L’ultima donna della terra” è un romanzo fantascientifico ricco di colpi di scena, dagli incredibili risvolti riflessivi e di tematiche molto profonde che permettono il lettore di confrontarsi con argomenti molto importanti senza però obbligarlo ad accettare il punto di vista dell’autrice. È un libro per menti aperte e pronte a mettersi in discussione, ricco di simboli e di riferimenti biblici e filosofici che affascinano ma non appesantiscono mai la trama.

Apparentemente impossibile e paradossale è la scelta compiuta dagli uomini, che un domani decideranno di sbarazzarsi dei propri corpi e di tutto ciò che di “materiale” li lega alla terra per essere liberi di tornare “pensieri”.

Un suicidio di massa compiuto in nome della Scienza che soppianterò ogni altra religione con al forza e la violenza che porterà, di fatto, alla scomparsa dell’uomo e al ritorno del dominio della Natura.

Piante e animali torneranno padroni del globo ma, per quanto impossibile, non saranno soli. Lei, Rachele, rifiutando la Dea Scienza decise di salvarsi dalla distruzione e di rimanere viva, ma sola.

Gli animali, dopo anni, dimenticando le atrocità umane, l’affiancheranno diventando una sorta di famiglia che l’accompagnerà silenziosa nel suo peregrinare alla ricerca di un sopravvissuto, ma priva della compagnia dei suoi simili il turbamento la porterà ben presto vicina alla disperazione.

La follia sembra inevitabile quando, inaspettatamente, un giorno atterreranno sulla terra delle navicelle. Sembrano degli uomini ma allo stesso tempo non lo sono.

Rachele, sola ormai da troppo tempo, si incuriosisce e cerca un contatto per poi fuggire una volta scorta la loro “diversità”…

E se la sua salvezza non fosse frutto della casualità? E se in realtà fosse tutto già prestabilito? E cosa c’entrano questi misteriosi alieni dalle sembianze semi-umane con Rachele?

È un romanzo molto particolare che affronta moltissime tematiche con eleganza e semplicità mostrando, attraverso scenari forse irreali, alcune possibili conseguenze del nostro attuale comportamento.

La scienza e la tecnologia stanno diventando degli Dei per molta, o meglio troppa gente, spingendoci verso uno sviluppo insostenibile per la Natura che ci ospita con tanta magnanimità. Cosa accadrebbe se realmente alla fine per il mondo “troppo”?

E che dire della tematica dell’odio e della diffidenza razziale? Con quanta delicatezza è stato trattato argomento mostrandoci l’una e l’altra faccia della medaglia nelle vesti di Rachele?

Ubaldina Mascia, come ho già detto, scrive incredibilmente bene ed è un piacere scivolare dolcemente dalla mente di Rachele a quella del misterioso alieno al punto che, inevitabilmente, finiamo per fare nostro il loro dolore o la loro solitudine in un tripudio di sensazioni che finiscono per regalarci un’ultima bellissima perla che è la “speranza”. Il sacrificio è inevitabile e il dolore il giusto tributo ma, alla fine, resta comunque la speranza che per l’Uomo esista la possibilità di salvezza.

 

Dicono di questo libro:

Libro avvincente che inizia con la fine di tutto causata dalla follia degli uomini convinti di poter essere superiori a Dio. Ma qualcuno si salva, solo una donna, l’ultima, e si ritrova sulla Terra che non ha saputo rinnegare sola e dispersa, vittima della propria gioventù e della poca conoscenza che questo comporta. E qualcuno giunge da un cosmo sconfinato per realizzare una profezia e salvare una razza destinata ad infrangersi come vetro. Di chi si tratta? Da dove viene realmente questa gente bianca ed angelica? Rachele, la protagonista, è una donna dal sangue caldo e dal temperamento forte; Atlaghenes, il protagonista è un uomo che ritroverà se stesso per il dono che la Terra sa dare. Questa in sintesi la trama che non svelo per ovvie ragioni, ma l’avventura è preponderante, i colpi di scena incalzanti, i personaggi rivelano ognuno un’importanza fondamentale per il proseguo della vicissitudine. Tutto nel mondo di Rachele, che poi è il nostro, è importante, nulla escluso. Fondato su teorie realmente espresse e calcolato nei tempi con reali distanze cosmiche e temporali, questo romanzo breve di fantascienza è fuori dagli standard, niente a che fare con la fantascienza classica pur amata, ma ripetitiva per certi versi. L’autrice è un’esordiente pura, nulla ha pubblicato prima e questo esordio mi pare un buon inizio. Consigliato a chi ama il genere, a chi ama sognare, a chi crede a certe teorie e magari ne ha di proprie. Insomma, per menti aperte cresciute con il naso all’insù in attesa di un’astronave che cambi il mondo… in meglio, ovviamente.

di Barbara Risoli

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2 risposte a “L’Ultima donna della terra di Ubaldina Mascia”

  1. Barbara Risoli ha detto:

    In primis ringrazio per questo articolo in quanto ho sempre creduto nella qualità di questo romanzo (cosa che l'autrice invece non fa! Mamme!). Non nascondo il periodo difficile per me e specialmente per lei che si trova in ospedale da più di un mese per seri problemi di salute. Leggere ciò che è stato scritto di lei le ha dato uno slancio in più per resistere e per farcela. Le ho chiesto di stilare due righe e al più presto posterò una sua gentile risposta, in quanto non presente in rete se non attaverso me. Intanto invito a dare un'occhiata  a questo romanzo anche in virtù delle ultime notizie relative ad avvistamenti UFO e sulla possibilità (chissà!) di un futuro contatto con forme aliene intelligenti. Grazie ancora di cuore.Barbara Risoli

    • Nasreen ha detto:

      Grazie mille a te per avermi offerto la possibilità di leggere questo libro. Se tu non me l'avessi consigliato non l'avrei mai scoperto… Grazie, davvero. Mi è piaciuto davvero molto.

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