L’Ultima Estate a Deyning Park di Judith Kinghorn

Judith KingHorn

Judith Kinghorn è stata per vari anni direttore generale di un’importante agenzia londinese di selezione del personale. A un certo punto della sua vita, però, ha deciso di mollare tutto per dedicare più tempo alla sua famiglia e soprattutto alla sua grande passione: la narrativa. Col marito e i due figli, ha lasciato la città e si è trasferita nello Hampshire, dove ha iniziato a scrivere il suo primo romanzo, L’ultima estate a Deyning Park.

Sito: www.judithkinghorn.co.uk

Titolo: L’Ultima Estate a Deyning Park
Autore: Judtith Kinghorn
Serie: //
Edito da: Casa Editrice Nord (Collana: Narrativa Nord)
Prezzo: 16,60 €
Genere: Historical, Romance
Pagine: 400 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/3Bstelle.png

  

Trama: L’estate è la stagione più bella a Deyning Park. È come se la grande tenuta della famiglia Granville si risvegliasse dal torpore invernale per prepararsi a ospitare balli eleganti e ricevimenti sfarzosi. Anche per la giovane Clarissa l’estate è una stagione di rinascita; dopo mesi di solitudine, lei può finalmente riabbracciare i fratelli e godere di una nuova, inaspettata compagnia: quella di Tom, l’affascinante figlio della governante che, grazie all’intervento di un misterioso benefattore, ha potuto iscriversi all’università. Dapprima intimidita da quel ragazzo così taciturno e rispettoso del proprio ruolo – stare sempre un passo indietro e assistere alla vita dei Granville da dietro le quinte –, Clarissa a poco a poco stringe con lui una profonda amicizia, che poi sfocia in un grande amore. Un grande amore segreto, perché è chiaro che i suoi genitori non lo approverebbero mai. Ma Tom è ambizioso e determinato, e le fa una promessa solenne: una volta terminati gli studi, si trasferirà a Londra per esercitare la professione di avvocato e, non appena sarà diventato abbastanza ricco da colmare il baratro che lo separa dai Granville, chiederà la sua mano. Il destino, però, volta loro le spalle. Non soltanto qualcuno scopre la loro relazione clandestina, ma è il 1914, e quella sarà l’ultima estate di felicità a Deyning Park. Come una tempesta, la guerra si abbatterà sull’Inghilterra, spazzando via i sogni di Clarissa e le aspirazioni di Tom, la fortuna dei Granville e l’innocenza della giovinezza…
Attraverso la storia dell’amore «impossibile» tra Clarissa e Tom, L’ultima estate a Deyning Park tratteggia un coinvolgente affresco della società inglese a cavallo della prima guerra mondiale, tra scandali e intrighi, antiche tradizioni e nuove mode, convenzioni sociali e passioni autentiche che superano ogni ostacolo.

Recensione
di Cerridwen

Non saremmo mai più stati i due innamorati seduti sui gradini a guardare le stelle. E, se pure avessimo potuto farlo ancora, se fosse stato possibile tornare in quel posto, ritrovare quel momento, avremmo visto le stesse stelle? 

L’Ultima Estate a Deyning Park è un romanzo verso il quale ho provato una serie di emozioni contrastanti. Le prime pagine mi hanno subito fatto storcere il naso. È un inizio lento, tranquillo, quasi banale a dir la verità. La noia, sempre in agguato, mi suggeriva con forza di mollarlo e dedicarmi ad altro. Armandomi di coraggio e procedendo, però, mi sono resa conto con stupore che a un certo punto la trama prende una piega inaspettata e sicuramente più brillante. Quella che il lettore si ritrova a leggere, infatti, è soltanto all’apparenza una classica e contrastata storia d’amore ambientata fra gli anni ’10 e ’20 del secolo scorso.

L’Ultima Estate a Deyning Park è, in realtà, la fotografia di un’epoca in bilico su un precipizio. Un’epoca con alle spalle un passato d’oro e di cristallo e, davanti a sé, un abisso di dolore e devastazione. Un’epoca d’incertezza e timore. Un’epoca di grandi cambiamenti.

Da questo punto di vista, quello di Judith Kinghorn è un romanzo piuttosto notevole ma non immune da difetti.

Il principale punto debole del romanzo è certamente rappresentato dalla sua protagonista e voce narrante. Clarissa Granville è un personaggio statico, privo di carattere e privo di fascino. È una ragazza noiosa, una figlia obbediente e, da adulta, una donna senza spina dorsale. Ci viene descritta come bellissima e, in effetti, la bellezza sembra essere l’unica sua qualità chiaramente distinguibile. Appartenente a una ricca famiglia della borghesia inglese, con le sue rigide regole e le sue convenzioni sociali, Clarissa non mostra alcuno spirito critico o anelito all’indipendenza. Il mondo che si estende al di fuori dei cancelli che circondano Deyning Park sembra non interessarla e, anche quando il corso della Storia distrugge la campana di vetro dentro cui si nasconde, Clarissa non sfrutta l’occasione per prendere finalmente in mano le redini della propria vita. Al contrario, come una foglia in balia del vento, si lascia trascinare dagli eventi senza opporre alcuna resistenza. Non combatte, non si dispera, non difende la propria speranza di felicità. Il problema principale del suo personaggio è proprio questo: Clarissa non agisce e si limita a lasciare che la vita le scivoli semplicemente addosso. Non è una figura facile da apprezzare così come, per certi versi, non lo è quella di Tom. 

Tom Cuthbert, figlio della governante dei Granville, non è quel personaggio ribelle che ci si potrebbe aspettare. Come Clarissa, è restio ad abbandonare il percorso che in qualche modo sembra essere già stato preparato per lui. In questa prima parte del romanzo si respira un’aria di struggente rassegnazione. Il confine che separa il mondo di Tom da quello di Clarissa è marcato col fuoco ed è del tutto invalicabile. La giovane figlia dei Granville è, per un uomo di estrazione così bassa e oscura, un miraggio nel deserto. Clarissa, agli occhi di Tom, è vicina e allo stesso tempo irraggiungibile. La differenza di classe impone ai due giovani un’inevitabile distanza ma ben presto entrambi si ritrovano coinvolti da un sentimento tanto intenso e profondo quanto impossibile da respingere. È la guerra che interviene al loro posto per rimescolare le carte in tavola e infrangere l’atmosfera di rarefatta imperturbabilità propria di un mondo ormai destinato a sparire. Tom e Clarissa girano uno intorno all’altro per anni, scontrandosi e cercandosi, perdendosi e ritrovandosi. Le loro vite rimangono intrecciate e nonostante il lento trascorrere del tempo, la guerra e le ferite del corpo e dello spirito, che quest’ultima infligge a due ragazzi costretti a crescere in fretta, Clarissa e Tom non smettono un attimo di amarsi.

Non è un romanzo sulla prima guerra mondiale, quanto piuttosto sui suoi effetti sulla gente comune, lontana dal fronte e quindi non troverete nessun approfondimento di quello che doveva essere la vita in trincea o lucide inquadrature degli orrori dei campi di battaglia. Il punto di vista rimane per tutto il tempo quello di Clarissa ed è attraverso il suo sguardo, prima ingenuo e poi sempre più consapevole, che assistiamo all’evolversi del conflitto giorno dopo giorno e soprattutto al suo impatto sul fragile e altamente impressionabile animo umano.

I morti erano morti e non sarebbero mai tornati a casa. Sarebbero rimasti seppelliti nel fango rosso di sangue di un altro paese per tutta l’eternità.

Lo stile di Judith Kinghorn è semplice ma riesce a tratteggiare alla perfezione il crepuscolo di un mondo e lo sgomento della fine. Alcuni passaggi sono particolarmente suggestivi e rendono bene l’atmosfera di malinconia e inquietudine che doveva caratterizzare quegli anni. Devo confessare che non ho apprezzato il finale della storia e il messaggio dal gusto agrodolce che questa sembra trasmettere.

Se, ritrovandovi a vagare per le librerie, vi venisse in mente di sbirciare qualche pagina, non fatelo. Una buona parte del piacere nel leggere L’Ultima Estate a Deyning Park deriva proprio dal non sapere cosa accadrà da un capitolo all’altro. Le fan di Downton Abbey troveranno in questo romanzo una lettura piacevole, anche se non eccessivamente accurata dal punto di vista storico. In questa storia la fanno da padrone i sentimenti e le emozioni e, delle volte, questo è abbastanza.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi