L’ultima fuggitiva di Tracy Chevalier

Tracy Chevalier

Capitan Salgari

Tracy Chevalier è nata a Washington. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2005). Con La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002), La dama e l’unicorno (Neri Pozza, 2003) e L’innocenza (Neri Pozza 2007).

Sito: http://www.tchevalier.com/



Il Corsaro NeroTitolo: L’ultima fuggitiva
Autore: Tracy Chevalier (Traduttore: M. Ortelio)
Serie: //
Edito da: Neri Pozza (Collana: I narratori della tavole)
Prezzo: 18,00 € 
Genere:  Narrativa, Storico
Pagine: 313 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/4Bstelle76.png
  

Trama:È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull’Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol per l’America. L’aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell’istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset. Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell’Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. L’irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l’intento di lasciarsi alle spalle l’angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure. Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all’altrui compassione l’ha spinta a seguire la sorella al di là del mare. Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall’amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall’uomo e dalla cognata vedova.

Recensione
di Debora

Più di questo Honor non riuscì a cogliere, aveva troppo poca dimestichezza con le sembianze della gente di colore per poter intuire i sentimenti di quell’uomo. Non avrebbe saputo dire se era intimorito, in collera o rassegnato. A lei sembrava solo nero.

Io spero che come me non abbiate letto la trama di questa storia prima di iniziare la lettura, perché devo dire che potreste rovinarvi il piacere di scoprire in anticipo fatti e avvenimenti particolari.

Honor e Grace sono le protagoniste femminili di questa storia; Tracy Chevalier ha la stupenda abitudine di scrivere storie che trattano di donne, e spesso si tratta di donne con un gran bel caratterino, considerata anche l’epoca in cui si trovano a vivere. Infatti molte volte i suoi libri sono ambientati in altre epoche. Questa volta siamo nell’Ottocento.

Honor segue sua sorella Grace in America per dimenticare una storia d’amore fallita. Grace si dimostra subito entusiasta; non sembra avere paura delle novità che potrebbe incontrare in terra straniera. Basti pensare che ha intenzione di sposare un uomo praticamente anziano pur di andare a New York.

L’autrice ha uno stile molto descrittivo e i dialoghi sono poco presenti e spesso non sono determinanti per il significato del romanzo. Si riesce anche a ridere nel romanzo, soprattutto nella prima parte, quando nella traversata oceanica lo stomaco di Honor è un po’ in subbuglio. La Chevalier utilizza molti aggettivi ricercati e che aiutano il lettore a entrare nelle scene che descrive. Anche le metafore che utilizza sono a volte, oserei dire, quasi poetiche. Ad esempio ho molto apprezzato, nelle descrizioni della natura, il passaggio delle stagioni. Questo grazie agli occhi di Honor che forse, essendo un personaggio molto riflessivo, si dimostra meravigliata dalle bellezze che la circondano, le sente e con lei anche il lettore. Non è di certo una di quelle persone che passa a guardare senza osservare. Perché guardare e osservare sono due cose completamente diverse.

Il romanzo è anche, in minima parte, un romanzo epistolare; la nostra protagonista infatti ha l’abitudine di scrivere in patria per tenere aggiornati i genitori e la sua migliore amica sulla sua vita e sulle difficoltà che incontra. Non è facile essere accettati in una nuova comunità. Ogni capitolo è quindi aperto da queste sue lettere.

La particolarità di Honor è che sa cucire, e quindi l’autrice inserisce nel libro tutto ciò che riguarda l’arte del cucire; si sofferma sulle descrizioni dei cappelli, degli abiti e delle botteghe stesse. Tracy Chevalier in ogni suo libro dà alla protagonista qualche particolare abilità. E Honor è abilissima nel cucire le trapunte.

La tematica che attraversa tutto il libro è quella del pregiudizio e del razzismo; l’epoca in cui vive Honor è quella dello schiavismo. I sentimenti che prova Honor quando incontra un uomo nero sono difficili da spiegare. Lei stessa non capisce il misto di timore e imbarazzo, probabilmente dovuto all’ignoranza, che prova quando si trova davanti a questi uomini fuggitivi. È una sorta di timore dell’ignoto che nasce dai pregiudizi tramandati dalla cultura dell’epoca. Ma Honor non è stupida e capirà, anche se influenzata dalla sua famiglia acquisita e quindi in particolare dal marito che sposerà in America.

In fondo anche la nostra protagonista femminile si trova a vivere la condizione di  straniera e si vede anche da come si guarda in giro circospetta e considera bizzarre alcune consuetudini degli americani.

Inutile è dire che ho amato il coraggio di Honor di aiutare i fuggiaschi neri. Ho apprezzato il fatto che l’autrice esaltasse il fatto che una persona è felice e soddisfatta finché porta avanti e insegue i suoi ideali. Troveremo nel libro anche chi rappresenta il contrario degli ideali di Honor: un cacciatore di fuggitivi, Donovan. Così come la nostra protagonista, anche il lettore si troverà ad avere sentimenti contrastanti verso di lui. Sì, perché nonostante sia crudele con i neri, dimostra essere un uomo con le sue debolezze.

Un grazie a Neri Pozza che ci offre sempre delle copertine stupende, anche se potrebbe abbassare un po’ i prezzi.

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