L’uomo che vorrei di Kerstin Gier

Kerstin Gier

KERSTIN GIER è nata nel 1966 e vive con marito e figlio vicino a Bergisch Gladbach, in Westfalia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. I suoi romanzi, come Männer und andere Katastrophen, da cui è stato tratto un film, «Für jede Lösung ein Problem» e Die Mütter-Mafia, sono rimasti per mesi in vetta alle classifiche tedesche dei libri più venduti. Il successo planetario lo ha raggiunto con romanzi femminili estremamente divertenti, apprezzati per la loro ironia, come In verità è meglio mentire e L’uomo che vorrei, pubblicati da Corbaccio, e soprattutto con i libri della trilogia fantasy Red, Blue e Green. In Germania i suoi libri hanno venduto 4 milioni di copie e sono tradotti in quindici paesi.

Sito: Kertin Gier

Pagina FB dell’autore: Kerstin Gier

 

L'uomo che vorreiTitolo: L’uomo che vorrei
Autore: Kerstin Gier (Traduzione di Alessandra Petrelli)
Serie://
Edito da:  Corbaccio (Collana Romance)
Prezzo: 14,90 € oppure 9,99 € in formato ebook
Genere: Romance contemporaneo, fiction, commedia romantica
Pagine: 256 p.
Voto:

Trama: Kati è serena con Felix, ma dopo cinque anni di matrimonio incomincia a subentrare quel trantran che ti fa chiedere: «Sarà veramente una bella idea, quella di invecchiare insieme?» E quando conosce Mathias e se ne invaghisce, al punto di pensare a una relazione extraconiugale, la sua vita diventa parecchio più complicata. In particolare, quando scivola in stazione e cade sui binari, finendo in ospedale in coma e risvegliandosi… cinque anni prima, esattamente il giorno in cui avrebbe dovuto conoscere il suo futuro marito. Kati a questo punto pensa di avere una seconda chance e decide di giocare il tutto per tutto per dare una nuova impronta alla sua vita. Questa volta farà la scelta giusta…

Recensione
di RoRò

Ma io non ero brava a mentire e a offendere qualcuno solo perché puzzava di piedi (tra l’altro non dai piedi).

Kerstin Gier è un’autrice molto amata ed apprezzata in tutto il mondo, e dopo aver letto il suo romanzo non stento a crederlo, anzi mi chiedo come mai abbia aspettato così tanto prima di farne anche io la conoscenza. Molto prolifica ed eclettica, il suo punto forte penso sia la spiccatissima vena ironica. L’uomo che vorrei è in realtà un romanzo molto leggero che non credo si possa considerare innovativo o originale, ma scritto con una tale maestria da innamorarsene a prima lettura.

Kati è una donna in carriera, sposata da cinque anni ad uno zelante e scrupoloso medico, Felix, che non manca d’essere anche perdutamente innamorato di lei. La loro vita coniugale però sembra essere schiacciata dalla routine, dai pressanti impegni lavorativi e dall’ingombrante presenza della famiglia e gli amici di lui. Kati quindi si lascia lusingare da un innocente flirt con un cliente del suo studio di consulenza manageriale, Mathias, un uomo bellissimo e premuroso che per una strana coincidenza, o forse per un capriccioso dispetto del destino, sembra possedere proprio tutte quelle qualità che mancano al marito. Ecco che Kati si ritrova combattuta tra due fuochi: l’amore per Felix, tenero e rassicurante, o quello per l’appassionato e figherrimo, Mathias? Sarà il destino a metterci lo zampino ed un quanto mai improbabile incidente ferroviario che la catapulterà come per magia indietro nel tempo, esattamente a cinque anni prima, quando ancora doveva fare il suo incontro con Felix… e così Kati ha l’occasione di vivere senza sensi di colpi il suo amore per Mathias. Ma sarà vero?

Non mancano personaggi secondari da premio Oscar, tutti mirabilmente tratteggiati, tutti egualmente adorabili, sia i buoni che i cattivi, da Linda, la svampita e esoterica collega che si lascia sempre coinvolgere da amori impossibili — tipo quello col naturopata fedigrafo che la convince a lavarsi i capelli con estratti di urina — a Bengt, il collega ipocondriaco convinto che la cuticola sollevata sia sintomo di un adenoma epatocellulare, dal perfido Gereon, il suo ginecologo nonché migliore amico di Felix, a Florian, il suo narcisista cognato affetto di misoginia. Insomma ogni personaggio è come una calamita, nel bene e nel male cattura la tua attenzione e non manca di riservarti scene esilaranti.

Permette, Kati, 39 anni tra quattro anni, il mio secondo nome è Attiraidioti

Cover originale

Di sicuro la Gier non si è inventata nulla, il tema romantico, il viaggio nel tempo, i due contendenti, il gioco delle coincidenze sono tutti strataggemmi noti e sfruttatissimi ma che lei sa amministrare in maniera impeccabile, sfoderando una simpatia e una comicità dirompenti. Le sue trovate geniali — le note a piè di pagina, i maiuscoli per sottolineare eventi catastrofici, le battute, le stranezze dei personaggi —  rendono la lettura una piacevolissima esperienza fatta di risate e allegria incontenibile.

Questo romanzo — ma a questo punto credo tutta la sua produzione — è il classico libro che ti fa esplodere in risate irrefrenabili in mezzo ad una folla di estranei, che ti fa sogghignare da sola facendoti scambiare per pazza dal tuo vicino di posto sul treno, che ti tiene incollata alle pagine perché prima di scendere dal tram DEVI sapere come va a finire, che leggi in un paio d’ore pensando “Oddio, è finito… Ne voglio ancora!”.

Sono rimasta assolutamente appagata da questa lettura, tanto da correre subito a procurami tutti gli altri suoi romanzi. L’uomo che vorrei è la cura migliore contro ogni forma di malinconia, non lasciatevelo scappare.

 

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