Meglio Cicciona che Stronza!

pensatoio

C’era una volta il rispetto …

 

Premessa: non sono una giornalista, non sono nemmeno una blogger vera, sono una persona come tutti voi che legge, prova dei sentimenti, a volte sente la necessità di esporre un proprio parere e si incazza. Ed in questa occasione sono incazzata molto, sono nera, sono stufa, mi sono rotta la scatole e sì, sono anche volgare. Vi spiego i fatti.

clio1Pochi giorni fa durante una trasmissione su Radio2, canale audio della azienda Rai (mica pinco pallino, eh!?!), è andata in onda una trasmissione dove il “famosissimo” Giovanni Veronesi (domanda: ma chi sarebbe costui?) ha dato della cicciona alla nota MakeUpArtist e Youtuber, Clio Zammatteo ovvero Clio Make Up. Per il video cliccate QUI.

Clio ha prontamente risposto con testuali parole:

“Ma davvero, su una emittente radiofonica nazionale del livello di Radio2 in un programma popolare che parla di giovani, mi devo sentire citata solo per essere catalogata come, quoto, “cicciona”? Davvero è il modo migliore per utilizzare uno spazio di comunicazione pubblico che, in teoria, potrebbe ispirare, aprire le menti dei ragazzi che lo ascoltano? Invece no… facciamo come i conduttori, facciamoci due risate vuote, giusto per riempire il silenzio incombente, insultando una persona che neanche si conosce e dalla cui storia, forse, si potrebbe imparare qualcosa… Colgo l’occasione per consigliare al conduttore di uscire qualche volta dallo studio di registrazione e di aggiornarsi su una cosa che si chiama “Internet” che molte persone hanno iniziato ad usare da qualche anno… magari la prossima volta non gli scapperà una uscita così infelice… ‪#‎forseciccionamasicuramentenonstronza‬

scuseinutiliLa pagina Facebook di Radio2 è stata sommersa dall’indignazione (più che giusta) del popolo web, che ha trovato nel commento un puro atto di volgare cyber bullismo, un classico esempio di maschilismo becero italiano che ahimè, attanaglia la nostra patria. Dopo questa massiccia risposta del Web, il “famosissimo” Veronesi (non Umberto eh!) ha risposto con questo twitter (vedere foto accanto), peccato che pochi minuti dopo abbia bloccato la “truccarola youtuber”. Evidentemente le scuse erano così sentite e la vergogna così tanta, che Veronesi non ce l’ha fatta ad avere ancora contatti con la Zammatteo. Povero uomo, è distrutto dal dolore!

Ma proviamo ad analizzare la risposta, cosa significa veramente?blocco Che Veronesi pensa proprio questo di una donna come Clio ma che ha sbagliato semplicemente nel non filtrare il suo linguaggio prima di aprire bocca? Quindi per questo tipo, qualsiasi donna è una cicciona? Merito o meno, siamo tutto balene. Pentimento sentito? Ma dove! Insomma la pezza è peggio del buco!

Eppure non siamo ancora giunti alla fine della storia, perché a quanto pare alcuni maschietti stanno deridendo Clio online per la sua pagina e per la sua lamentela! Insomma vi dicono cicciona e voi vi offendete? Fatevi una bella risata, si scherzava no? Suvvia, quanto siete pesanti! Mamma mia!

isultiancoraMa perché quindi, noi di Sognando Leggendo ci stiamo muovendo in questo articolo o meglio in questa riflessione su carta? Perché buona parte del nostro staff è composto da donne (e uomini intelligenti, grazie al cielo!) e come donne siamo stanche di essere viste alla maniera delle vacche da comprare al mercato in base al peso. Nell’audio della trasmissione Clio viene definita Cicciona e viene schernito il suo lavoro, ma perché? Perché è una donna che non porta la 40? Perché è una donna affermata che ce l’ha fatta? Perché non è la solita bambola gonfiabile priva di personalità bionda e tettona? (per i due furboni qui accanto nello screen, Clio ha spiegato mille volte che FUN è una scelta non un errore, la sua è una Fun Page, una pagina dove divertirsi. Ci vuole tanto a leggere e capire?)

Qualcuno ci potrebbe spiegare perché Clio debba essere insultata, e così qualsiasi clio2donna o uomo di questo pianeta? Ma l’avete vista Clio inoltre? Vi sembra cicciona una ragazza del genere? Ma anche se lo fosse? Dove starebbe il problema? Chi diavolo vi da il diritto di dire ad una persona a voi sconosciuta “cicciona, balena, vacca” ecc? Siamo davvero finiti ad un punto in cui se non si ha il corpo di Kate Moss allora si finisce automaticamente nel tritacarne dell’insulto?

Eppure ci sbracciamo in campagne contro il bullismo, per l’affermazione del diritto alla diversità, uccidereesistono intere campagne che cercano di far capire che ogni donna può essere come vuole, magra, bassa, grassa, alta, punk, emo, lolita e così via. Facciamo leggi, protestiamo, ci indigniamo, sbattiamo il pugno sul tavolo, siamo solidali con Vincenzo il 14enne sodomizzato a Napoli con un compressore da 4 deficienti a causa del suo sovrappeso e poi? In radio diamo della Cicciona ad una ragazza? Così tanto per ridere? E se ci lamentiamo siamo anche pesanti?!

Questa società maschilista ci chiede l’impossibile. Dobbiamo essere magre ma allo stesso tempo formose, dobbiamo avere pelle vellutata e non avere nemmeno un pelo superfluo sul corpo, dobbiamo essere sempre avvolte da nubi di Chanel bambolen°5 con lunghi capelli da principessa svolazzanti, dobbiamo ridere sommessamente con pudore per non risultare volgari, dobbiamo essere vergini per il nostro uomo per poi trasformarci in pantere da letto solo per lui (altrimenti rischieremmo di passare per prostitute), dobbiamo essere stupide e delle fallite per non far sentire inetti questi uomini privi di qualsiasi altra autostima. Dobbiamo annullarci per stare accanto a degli uomini inutili che non solo fanno danno a noi, ma danneggiano la loro intera categoria, compromettendo quegli uomini che rispettano la donna e la amano per ciò che è, senza chiedere l’impossibile.

In tutto questo ho il sospetto che l’ipocrisia sia il collante di ogni cosa. Facciamo leggi contro il bullismo ma poi alcuni senatori insultano bambine di 13 anni online per il peso, facciamo campagne di denuncia ma poi denigriamo una donna per il peso. E si potrebbe continuare all’infinito.

Quando è che per un attimo cercheremo di fermarci a riflettere? E capire che le parole sono come lame, sono coltelli che se lanciati ogni giorno ci fanno sanguinare portandoci alla morte per dissanguamento. Veronesi si è prestato ad una campagna contro la violenza sulle donne, nel video la prima parola che pronuncia è “offendere”. Esatto offendere, proprio lui che ha offeso una ragazza che non conosceva in diretta su una stazione radio della Rai. Ma allora tutte queste campagne sono di fondo vuote? Gli uomini aderiscono perché sentono davvero il problema o perché vogliono solo rimorchiare facendosi credere dolci, sensibili e comprensivi? bambina-a-scuola_thumbnailPerché il dubbio cari Sognalettori, è lecito ormai.

In una epoca in cui tutto sembra sdoganato e superato, in cui molto è accettato (finalmente!) noi siamo ancora qui a riflettere con l’acido in bocca per un cicciona detto di troppo. E magari in qualche stanza d’Italia una ragazza (o un ragazzo) si sta ficcando in gola due dita per vomitare o magari si sta tagliando, magari proprio adesso un ragazzino viene picchiato perché ha la pancetta, ma a noi cosa ci importa? L’importante è ridere, giusto Veronesi?

In conclusione vi lascio con due riflessioni. La prima di Clio, che ha scelto di mettere un punto sulla questione.

“Ciao ragazzi, vorrei davvero ringraziarvi per tutto l’affetto e il sostegno che mi avete dimostrato in questi giorni, vi confesso che in un primo momento, pensandoci da sola, avevo deciso di non fare nulla, di lasciare stare, come ero abituata a fare da piccola quando mi trovavo in una situazione simile…mandavo giù raccontando a me stessa che non era vero, che erano solo parole, ma in realtà poi ci soffrivo davvero. Fortunatamente ora ho a fianco a me una persona che mi ama per quello che sono e, vedendo la sua reazione, ho deciso di prendere in mano la situazione per me, ma soprattutto per tutte le persone che vengono insultate, discriminate ogni giorno con leggerezza, col sorriso sulla bocca, tanto è solo uno scherzo, tanto è solo “satira”… io rispetto moltissimo la Satira, quella con la S maiuscola però, quella in cui il debole sconfigge il forte col potere della risata libera, ma in questo caso siamo di fronte ad un semplice insulto, una mancanza di rispetto, allo sfregio del più forte su chi appare debole… per di più in diretta radiofonica nazionale su una rete pubblica. Tra la valanga di commenti di supporto, di cui ancora vi ringrazio tantissimo, ne ho notati alcuni, inspiegabilmente proprio da delle donne, che mi accusano di fare la vittima, o di essermi montata la testa perché non ho accettato le “scuse” del mio non-interlocutore, che da carnefice, a poco a poco, si sta trasformando in vittima… A questi commenti rispondo che è vero, non sono una vittima, perché fortunatamente sono riuscita nel corso degli anni a costruire un rapporto con milioni di persone, un rapporto basato sulla fiducia, sulla stima e sull’aiuto reciproco… ma se fossi stata una ragazza sola, tirata in ballo in quel modo ingiusto da un personaggio pubblico, senza possibilità di replica perché senza voce sui vari canali di comunicazione, cosa avrei fatto? come mi sarei sentita? Lo so cosa avrei fatto… avrei fatto come al solito, avrei fatto finta di nulla, tanto non è vero, tanto sono solo parole… però in realtà ci avrei sofferto davvero. Grazie ragazzi, vi voglio bene.” ClioMakeup Fun page

La seconda è mia, una personale chiusa. Ragazze e ragazzi, qualsiasi maleducato vi offenda per il peso, per il colore della pelle, per i vostri capelli, per l’abbigliamento o per qualsiasi altro squallido motivo, non chiudetevi in voi stessi e non fate finta di niente. Basta star lì a piangere, non è colpa vostra, prendete in mano la situazione e mandate al diavolo il poveraccio. Siate ciò che vogliate essere!

Ps: ringrazio tutto lo staff e le mie adorabili Boss Cristina e Debora per avermi concesso questo spazio, ringrazio una mia “amica” di Fb, Debora Attanasio perché lei non sa quanto molti dei suoi post (con tanto di eject) abbiano cambiato ed ampliato molte delle mie precedenti opinioni ed infine ringrazio anche Clio per non aver lasciato correre come fanno troppe e troppi, ed anche per essere sempre cosi solare ed allegra 😀

Adesso la parola la lascio a voi, miei cari Sognalettori 😉

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Una replica a “Meglio Cicciona che Stronza!”

  1. andrea-tortellino ha detto:

    Simona Gagliesi Greco ha così commentato: nessuno che pensi che le parole sono macigni.
    Ha ragione, ed è su questo assunto che si poggia l’articolo di Missmarilux: le parole che gli uomini usano per offendere e mortificare le donne. Parole usate in contesti di superiorità, e rivolte verso donne che non rispettano i parametri di estetica (e non solo). Ma cosa sono questi parametri, chi li pone, perché, a che scopo? Sono retaggi di maschilismo che ad oggi ancora vivono, grazie al bieco sfruttamento della donna per la pubblicità, per esempio. Copertine con modelle (e non donne) sempre più magre, spot televisivi dove la donna dev’essere perfetta, magra, vestita (o svestita) in un certo modo. Perché il corpo della donna attrae l’uomo, che è colui che decide. Quindi per avere la sua attenzione devi colpirlo.
    L’intervento di Veronesi è stato del tutto fuori luogo, in virtù del fatto che lui è stato testimonial di una campagna contro la violenza alle donne. Ma la violenza non è solo fisica, è anche quella morale. Quella che depaupera la dignità della persona. Che la colpisce nell’intimo, e che colpisce chi ha già subito affronti simili. Quindi sensibile.
    Clio ha avuto la fortuna e la possibilità di ribattere grazie al suo lavoro, alla sua abilità, con la sua FAN PAGE. Quindi facendosi sentire da molte persone, e così facendo ha evidenziato la parola usata contro di lei da una persona sconosciuta. Cicciona. Ma come ti permetti, chi sei tu per offendere? Il movimento di dissenso creato ha “obbligato” le scuse. Questa è un’altra cosa che mi fa pensare e mi ferisce. Che le scuse sono state poste SOLO dopo aver sentito che c’erano molte persone offese e in battaglia. Ma come sarebbe, e se non si fossero levati gli scudi allora? Non ci sarebbe stata nessuna scusa pubblica, né da chi ha pronunciato la frase, né dai conduttori…
    Ricordiamo sempre, le parole sono come macigni. E non abbiamo nessun diritto di lanciare macigni. A maggior ragione verso chi, in passato, ne ha subito i colpi.

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