Mi piace vederti felice di Rossella Rasulo

Rossella Rasulo

Rossella Rasulo è nata a Roma il 22 aprile del 1980.  A ventiquattro anni ha aperto il suo primo blog che, in breve tempo, è diventato uno dei più visitati della rete. Nel 2010 ha vinto un Macchianera Blog Award (i premi della blogosfera italiana) come personaggio femminile più desiderabile della rete. Sempre nel 2010 ha esordito come scrittrice con il romanzo per ragazzi Ti voglio vivere

Sito: Rossela Rasulo


Titolo: Mi piace vederti felice
Autore: Rossela Rasulo (Traduttore://)
Serie: //
Edito da: Mondadori (Collana: Chrysalide)
Prezzo: 16.00 € 
Genere:  Narrativa
Pagine: 252 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
  

Trama: Per la vacanza dei suoi diciotto anni Aura progetta un’estate al mare coi suoi migliori amici, Paola e Alessio, e un quarto incomodo, Lorenzo, il fratello di Paola. La meta è l’isola d’Elba, luogo in cui era solita andare in vacanza con i suoi genitori. A Marciana Marina, nella vecchia casa di famiglia, il ritrovamento del diario di sua nonna svela a poco a poco un segreto che sconvolgerà tutta la sua vita. Mentre i ricordi affiorano tra i vicoli del paese, nell’antica torre del molo e lungo le spiagge assolate, nuovi sentimenti si intrecciano a misteri dimenticati, e al ritorno nulla potrà essere più come prima.


Recensione

di Talia

Mi piace vederti felice è il secondo libro di Rossella Rasulo, un autrice romana che attualmente divide i suoi impegni tra marito, figli e lavoro. Pioniera dei blog da quando aveva 24 anni, la Rasulo è fortemente influenzata da uno stile narrativo “Mocciano“, che ahimè, può o non può risultare gradevole. Personalmente ritengo che il libro non sia scritto male, ma non condivido la linea di pensiero dell’autrice che vuole sviluppare troppi temi senza però soffermarsi ad approfondirli per bene.

Ed anche la suddivisione dei capitoli, della lunghezza media di circa 4-5 pagine, danno ancora più discontinuità alla storia. La trama, che di per se non è male, viene, però, condensata troppo. Il libro parla del viaggio estivo che la protagonista Aura organizza con i suoi quattro amici, in occasione del suo diciottesimo compleanno. La destinazione prescelta è l’isola d’Elba dove la nonna di Aura, ormai deceduta, le ha lasciato una casa.

Gli amici che sarebbero dovuti partire con lei sono Paola, la sua migliore amica, Alessio e Federico, che però da buca all’ultimo minuto. Al suo posto si aggiunge Lorenzo il fratello di Paola. È scontato dire che Aura non ha mai avuto un rapporto idilliaco con Lorenzo, forse anche a causa della differenza di età. E questo guarda caso (secondo la logica comune oserei dire) è condizione necessaria e sufficiente a far scattare il colpo di fulmine tra i due.

Comunque, all’interno della vecchia casa, Aura ritrova il diario segreto della nonna e, dopo averlo letto, il suo mondo cade di colpo a causa di una bruciante verità. In più se ci mettiamo i continui tentativi di stalker da parte del suo ex ragazzo che si trascina fino a Marciana Marittima solo per farsi riaccogliere dopo un tradimento e l’inizio di una relazione in sordina con Lorenzo, che mina l’amicizia con Paola, il gioco è fatto. Un enorme calderone di idee, che ripeto, non sono male, ma rifinite al minimo dell’accettabile.

Onestamente non avrei sdegnato una qualche descrizione in più, come anche un dialogo o un approfondimento. Per assurdo l’isola d’Elba è un luogo meraviglioso e magari l’autrice avrebbe potuto soffermarsi sui colori, sui suoni e su tutti gli altri sensi che la protagonista avrebbe potuto trasmetterci. In altre parole il libro mi risulta completamente asettico. Non mi da niente che una lettura vagamente piacevole, con le potenzialità giuste ma mal sviluppate. La casa editrice Mondadori, comunque, in barba alla logica, crea un libro pomposo in copertina rigida, pagine belle spesse e grandezza del testo e interlinea leggibilissimi da tutti. E poi ovvio, ci rincara sopra. Così fan tutti…

Per quanto riguarda l’autrice non mi sento di colpevolizzarla troppo. In fin dei conti è solo il secondo libro che pubblica e tutto sommato ha ancora molta strada da fare prima di riuscire a trovare il giusto compromesso tra ciò che pensa e ciò che scrive. Se mi posso permette, l’unico suggerimento che darei è quello di non farsi prendere troppo dalla foga della consegna, ma di soffermarsi di più su ogni dettaglio che può essere piacevole, rilevante, divertente o riflessivo nella storia e di pensare che il lettore legge la carta e non la sua mente. Pertanto buon lavoro e al prossimo romanzo.

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