Millennio di Fuoco. Raivo di Cecilia Randall

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Raivo

Serie Millennio di Fuoco

di Cecilia Randall 

 

serie

1. Seija – Millennio di Fuoco 
2. Raivo – Millennio di Fuoco

 

 

 

Titolo: Millennio di Fuoco – Raivo
Autore: Cecilia Randall
Serie: Millennio di Fuoco
Edito da: Mondadori
Prezzo: 13,60 €
Genere: Narrativa
Pagine: 452 p.

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 Trama: Dopo tante battaglie e peripezie Seija, l’Eroina di Etten, è finalmente riuscita a fuggire dal castello di Raivo, l’umano convertito alla causa dei demoniaci vaivar, che tanta morte e distruzione ha seminato sul suo cammino. Eppure qualcosa in lei è cambiato per sempre. Conosce il motivo per cui Raivo ha voltato le spalle agli umani, accettando di trasformarsi nella creatura che guida gli eserciti dei demoni. Sa che lui, che il mondo adesso teme e chiama “il Traditore”, è in realtà il primo a essere stato tradito, secoli prima, il giorno in cui una congiura di palazzo ha sterminato il suo popolo e ucciso la donna che amava. Quella donna identica a lei. Quella donna che lui non ha mai dimenticato. Per questo, adesso che ha perduto le tracce di Seija, è pronto a tutto per ritrovarla. Seija, nel frattempo, come un animale in gabbia, è tenuta lontana dai campi di battaglia, destinata a sposare il principe Lothar di Svevia e a ricompattare le fila degli umani. Ma forse le cose non sono come sembrano. Forse sia nell’alto consiglio degli umani sia in quello dei vaivar, agli ordini della terribile regina Ananta, ci sono forze che cospirano di nuovo per il proprio potere personale, indifferenti all’esito della guerra. Mentre un’attrazione inesorabile come il destino spinge Seija e Raivo alla resa dei conti, tra nemici, amici, traditori, fantasmi del passato e incubi del presente, gli eserciti di uomini e demoni si preparano allo scontro più sanguinoso. Chi vedrà l’alba del nuovo millennio?

 

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Recensioneùdi Sil.lav

Dopo essere stata così entusiasta del primo, non potevo lasciarmi sfuggire il seguito. Diversamente dai soliti secondi libri, che spesso sono una delusione, questo è veramente all’altezza del precedente. Avevamo lasciato Seija in procinto di sacrificarsi per il suo popolo, pronta a convertirsi alla fede cattolica per sposare Lothar di Svezia, garantendo così al suo popolo un luogo da chiamare casa. In un certo senso questa sua decisione mi aveva deluso.

Avevo imparato ad amare il suo personaggio indomito. La decisione di immolarsi per la sua gente è un bellissimo esempio di come dovrebbe essere un capo. Fare dei sacrifici in prima persona per il proprio popolo è un gesto nobile. Un atteggiamento encomiabile. Comunque vedere un’eroina rilegata a essere solo un ornamento, chiusa in una fortezza ad imparare il vangelo cristiano attorniata da damigelle, mentre intorno a lei la guerra è nel suo pieno svolgimento, mi ha intristito. Mi sembrava di vedere un uccellino in gabbia.

Quanto coraggio aveva perso? Quanto ne sarebbe servito per battersi di nuovo ai livelli di una vera saahavi? Si sentiva imbalsamata, nel corpo e nell’anima, da quando aveva concesso la sua mano al Grande Elettore di Svevia, e se ne accorgeva tanto più ora che era chiamata di nuovo alle armi in un confronto serio.

Avevo paura che il personaggio di Seija fosse inesorabilmente cambiato, vederla così arrendevole, così pronta a diventare una comune donna, in un’epoca dove le donne non contavano nulla, mi lasciava insoddisfatta.  In suo soccorso arrivano proprio le trame dei suoi nemici. In fondo sono proprio gli intrighi, le macchinazioni di Ananta a permette alla nostra Eroina di poter tornare ad essere se stessa. Di poter andare incontro al suo destino.

 “Perché sta toccando a me?” Se lo chiese forse per la millesima volta in quegli ultimi mesi. Perché uomini, mostri, il fato e persino gli dèi si accanivano contro di lei? Perché la responsabilità ricadeva sempre sulle sue spalle? Era disposta a lottare con le unghie e coi denti, a sacrificarsi quando necessario, ma non serviva a niente in quel confronto impari e disumano. Non aveva forze a sufficienza per essere sempre al centro di una guerra che durava da un millennio, non era l’Eroina di Etten, non era né strategica né scaltra o protetta dal cielo…

Nello stesso tempo Radivo sta cercando disperatamente l’eroina di Etten, la sua figura è veramente particolare: lui non si sente umano, essendo stato trasformato in qualcosa di diverso. Le sue emozioni, però non sono cosi dissimile dalle nostre. Il suo onore, i sentimenti che non riesce a reprimere per Sejia, la sua forza morale che non vacilla mai, fanno di lui un magnifico personaggio. La sua paura di avere perso umanità rimane per me un mistero, è sicuramente l’ultima persona che vedrei coinvolta in una storia d’amore, quando invece per amore è disposto a tutto.

 Se nel primo libro i due protagonisti si erano appena incontrati, anzi, per meglio dire scontrati, in questo secondo leggiamo di come cominciano a conoscersi meglio, interagendo tra loro. Non aspettatevi un racconto romantico o sdolcinato, siamo sempre in guerra. Il loro rapporto è complesso, maturato con inaspettati slanci di reciproca fiducia. Perché prima dell’amore tra loro c’è l’inossidabile sicurezza (che aumenta con il tempo) che dell’altro ci si può fidare nelle cose che contano.

“Non sono maligni” disse Seija, ma sapeva quanto fosse difficile, quasi impossibile, persuadere gli altri che leggende tramandate da secoli fossero errate. Lei stessa non aveva ancora capito l’origine di quegli esseri, come poteva convincere gli altri? “Sono creature guerriere, feroci, è vero, ma non sono demoni. Io stessa ho visto come vivono, le loro madri accudiscono i figli con lo stesso amore di qualsiasi altra madre, come potrebbero essere demoni?”
“Anche le belve più sanguinarie accudiscono i loro cuccioli” obiettò Irmeli.
“Ma non chiameresti mai demone un lupo o un orso, per quanto sanguinari essi siano” 

La salvezza dei loro popoli è nelle mani di questi due splendidi personaggi. Tutto è descritto magistralmente, c’è magia nel libro e cominciare a leggerlo dà assuefazione. I personaggi, gli eventi, tutto è veramente ben descritto e realistico. Anche i personaggi secondari trovano spicco, e non sono solo contorno alla storia.

Si vede l’attenzione che la scrittrice ha messo nello scrivere il libro, si sente il peso della chiesa nelle decisioni politiche: l’inserire una componente sovrannaturale in un’ambientazione medioevale è una scelta coraggiosa, che dà un tocco speciale alla storia. Infatti, insieme alla lotta per il territorio (situazione comune nel medioevo), s’introduce l’accettazione per una razza che è diversa da quella umana. Il tutto scritto in maniera scorrevole, difficile non arrivare alla fine. Se è piaciuto il primo libro, questo vi lascerà sicuramente soddisfatti.

Voto

   

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CECILIA RANDALL, è nata a Modena e ama definirsi cresciuta a “pane, libri e fumetti”. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere e un master in Comunicazione, oggi lavora felicemente come grafico web designer ed è una delle autrici fantasy italiane più apprezzate. Si è imposta all’attenzione del pubblico con i tre volumi della saga Hyperversum (Giunti): Hyperversum (2006), Il Falco e il Leone (2007) e Il Cavaliere del Tempo (2009). Nel 2010 è uscito Gens Arcana (Mondadori), romanzo fantastico ambientato nella Firenze di Lorenzo il Magnifico.

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