Millennio di fuoco – Seija di Cecilia Randall

 Seija. Millennio di fuoco

di Cecilia Randall

 

CECILIA RANDALL, è nata a Modena e ama definirsi cresciuta a “pane, libri e fumetti”. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere e un master in Comunicazione, oggi lavora felicemente come grafico web designer ed è una delle autrici fantasy italiane più apprezzate. Si è imposta all’attenzione del pubblico con i tre volumi della saga Hyperversum (Giunti): Hyperversum (2006), Il Falco e il Leone (2007) e Il Cavaliere del Tempo (2009). Nel 2010 è uscito Gens Arcana (Mondadori), romanzo fantastico ambientato nella Firenze di Lorenzo il Magnifico.

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1. Seija – Millennio di Fuoco
2. Radivo – Millennio di Fuoco (previsto per il 2014)

datilibro
Il Corsaro NeroTitolo:
Seija Millennio di Fuoco
Autore: Cecilia Randall
Serie: Millennio di Fuoco #1
Edito da:  Mondadori (Collana: Omnibus)
Prezzo: 16.00 €
Genere: Fantasy, Sentimentale
Pagine: 420 p.
Voto: http://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/2Astelle.png

  

Trama: Baviera 1999 d.C. Mille anni sono trascorsi da quando il demoniaco popolo vaivar è apparso in Europa, muovendo dalle lande desolate oltre il Volga per reclamare il possesso delle terre abitate dagli umani e cambiare la Storia per sempre. Da allora una guerra infinita strazia il continente ormai condannato a un eterno medioevo, in cui i regni nati dalle ceneri dell’antico Sacro Impero sopravvivono a fatica tra alleanze precarie, rovesciamenti di fronte ed epidemie. I vaivar avanzano con armate di creature innaturali e spaventose, i manvar: la loro marcia procede inesorabile e sono giunti ormai nel cuore della Baviera. Ed è qui che troviamo Seija, giovane coraggiosa e tenace, l’erede di un’antica stirpe di guerrieri pagani, cacciati dalle terre di Kaleva proprio in seguito all’invasione dei vaivar. Adesso il suo popolo, decimato e nomade, sopravvive offrendo ai cristiani la propria abilità militare in cambio di cibo e di un luogo sicuro in cui piantare le tende. Seija è pronta alla lotta contro l’esercito vaivar comandato dal più grande nemico degli umani: Raivo, il Traditore dalla Mano Insanguinata, stratega temibile, condottiero spietato e unico uomo a essersi venduto anima e corpo ad Ananta, l’immortale regina dei vaivar, per farsi trasformare in un demone plurisecolare e sterminare quella che una volta era la sua specie. Ma quando Seija è costretta ad affrontare il Traditore nel pieno della battaglia, il fantasma di un antico segreto cambia per sempre il suo destino.

estratto

Recensioneùby Sil.lav

I Vaivar erano sbucati dalle distese gelate oltre il Volga come uno sciame maligno, troppo alieni per essere umani, troppo organizzati per essere bestie, troppo feroci per essere figli di una qualsiasi divinità benevola.

Guerre, strategie, politica, questo libro è un susseguirsi di combattimenti e non tutti si svolgono su di un campo di battaglia. Non c’è un unico nemico, né un solo popolo coinvolto.

«la Storia ce lo insegna: finché la minaccia colpisce solo il nostro vicino, non abbiamo altra preoccupazione che l’interesse personale.» Fece una pausa. «E invece, così facendo ci condanneremo da soli. Se non troviamo un vessillo unico sotto il quale combattere insieme, i demoni ci distruggeranno.»

I Vaivar sono sotto le direttive della loro regina Ananta, che vuole soggiogare il popolo umano e ridurlo in schiavitù. Gli uomini come al solito sono disuniti, raccolti in piccoli gruppi, al posto di affrontare il nemico come un sol uomo permettono a mere questione politiche di indebolirli; sono così stolti, infatti,  che si sono creati da soli il loro più temibile avversario.

«Abbiamo troppi comandanti. Troppe teste che credono di poter decidere pensando solo a ciò che è meglio per ciascuna di loro, mentre dovremmo combattere con una strategia condivisa, se vogliamo vincere questa battaglia.»

Prima condottiero umano, poi  loro implacabile nemico, Radivo ha venduto la sua anima all’oscura regina, diventando cosi il suo più temibile capitano; “La mano insanguinata”, “il Traditore”, lo stratega più abile ai suoi  ordini, colui che le ha permesso di vincere innumerevoli battaglie, di mietere decine di vittime per allietare la sua voglia di sangue, permettendole così di consolidare il suo potere. Cosa ha portato questo uomo ha tradire tutto ciò in cui credeva, a vendere la sua anima al nemico?  I Manvar sono davvero dei senza anima, dei Demoni? Queste e altre domande ti frullano per la testa nel proseguire la lettura, purtroppo non tutte trovano piena risposta in questo libro, ma vengono dati vari indizi.

Era semplicemente incapace di definire i nemici in modo diverso da come le era stato insegnato fin da bambina: mille anni di cronache, di discorsi di storici e predicatori, di ammonimenti tramandati dai genitori ai figli non potevano essere fondati su un concetto falso.

Tutto è descritto magistralmente, la trama centrale si dipana in tante sotto storie che poi si riallacciano e ti permettono di avere un quadro generale più ambio, la storia ti si costruisce intorno e piano, lentamente si vedono i tasselli che compongono la fitta trama, ma nel momento in cui ti sembra di aver intuito la direzione da seguire, nuove informazione rimettono tutto in gioco.

Nel mezzo di tutto Seija, una degna esponente degli Saahavi, non una fragile fanciulla bisognosa di un eroe, ma una combattente, un capo per la sua gente. Un popolo senza terra, alla continua ricerca di un posto in cui finalmente poter mettere radici. Una razza guerriera, che può utilizzare solo se stessa e la capacità nel forgiare “lame di fiamma”, come merce di scambio per avere almeno un luogo temporaneo dove potersi accampare. Pagani in terra cristiana, faticano a trovare un luogo da definirsi casa, ostracizzati dai loro alleati e sterminati dai nemici. Sono una tribù in declino ma forti e determinati. Seija ne è un fulgido esempio: spesso nel libro la vediamo quasi sconfitta, senza prospettiva, ma determinata a sopravvivere; certo, un pizzico di fortuna non le manca, se così si possiamo chiamarla, ma la sua voglia di andare avanti, di aiutare le sue genti la portano a superare ogni genere di difficoltà.

«Riusciremo mai a fermarci davvero da qualche parte?» mormorò Seija con gli occhi al pavimento. «Siamo come nuvole. Ogni volta un soffio di vento ci spazza via.» «Le nuvole si disperdono, i saahavi volano via insieme, forti come le sterne. Lo stormo è compatto e il vento non ci spaventa»

I personaggi sono profondi, descritti minuziosamente, e anche i personaggi secondari hanno spessore, non sono solo nomi e descrizioni, ma persone che vivono, respirano e soffrono, senza però mai lasciarsi sopraffare.

E là dove un umano si lasciava prendere dal panico e indietreggiava, altri dieci imitavano subito il suo esempio, così come la mandria reagisce per contagio alla paura di un solo animale; e più gli umani fuggivano e morivano, più i suoi manvar acquisivano la feroce esaltazione dei lupi in mezzo al gregge.

Ero restia all’inizio, la miscela medioevo e fantasy non mi convinceva totalmente, ma devo dire che nella lettura non mi ha disturbato per nulla. Nomi noti, con un ambientazione fantastica, hanno spazzato via ogni mia ritrosia e sono arrivata alla fine del libro con la voglia di avere già il successivo tra le mani. Sarà dura aspettare un intero anno per concludere questa bellissima storia.

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