Millennium – Uomini che Odiano Le Donne. Il Film

 

Millennium – Uomini che odiano le donne

Titolo: Millennium – Uomini che odiano le donne
Regia: David Fincher
Sceneggiatura:
Steven Zallian
Genere
: Thriller
Durata: 158 minuti
Interpreti: Daniel Craig: Mikael Blomkvist
Rooney Mara: Lisbeth Salander
Christopher Plummer: Henrik Vanger
Stellan Skarsgard: artin Vanger
Steven Berkoff: Frode
Robin Wright: Erika Berger

Nelle sale italiane dal: 3 Febbraio 2012
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=MVXN9uTr8Wo

Trama: Aiutato da una giovane hacker ribelle, Lisbeth Salander, il giornalista Mikael Blomkvist accetta di indagare sulla scomparsa di Harriet, la nipote di un ricco industriale. Il signor Vanger, infatti, è costretto ogni anno a riaprire questa profonda ferita a seguito dell’arrivo di un dono misterioso collegato a questa scomparsa.

 

Recensione:
di Gabriella Aguzzi

E’ David Fincher a realizzare la versione USA di “Uomini che odiano le donne” e ne fa un thriller raggelato ed elegante, inseguendo quello che è il suo tema costante, la caccia al serial killer. Le tracce dei suoi spietati delitti vengono ripercorse dopo 40 anni, quando un ricco industriale incarica il giornalista Michael Blomkvist, caduto in disgrazia per diffamazione, di indagare sulla scomparsa della nipote ricercando nell’ormai lontano passato. L’indagine si intreccia con la storia dei due investigatori, Blomkvist e la giovane hacker dal passato ferito Lisbeth Salander, due opposti che si attraggono vertiginosamente fino al ribaltamento dei ruoli (è lei la combattente salvatrice).
Per buona parte il film ricalca esattamente la struttura del suo modello svedese diretto da Niels Arden Oplev. Fortunatamente non ne sposta l’ambientazione, lasciando la vicenda in una Svezia ghiacciata come i cuori di chi abita dietro una cornice perfetta e ne seppellisce le brutture. E solo sul finale se ne discosta narrativamente, spiegando forse troppo a parole e lasciando scemare la tensione che con la scoperta del killer era arrivata all’apice. Meno svedese forse nell’anima, risultando più distaccato dal teso crogiolo di orrori famigliari. 
Il primo – e più avvincente – episodio della trilogia di Stieg Larsson è un giallo in cui si mescolano violenze passate e presenti, torbidi segreti di famiglia ed efferati omicidi che seguono schemi biblici. Molti passaggi narrativi sono troppo rapidi, ma certamente dei tre libri è quello dall’impianto più investigativo, mentre in quelli a seguire l’autore vira verso altri generi, contorcendo esageratamente la trama su stessa. Ma “Uomini che odiano le donne” ha il merito di introdurre il personaggio di Lisbeth, eroicamente sola coi mostri del suo passato, simili a quelli che ora si trova a combattere.
Rooney Mara è più minuta e fragile della disperatamente aggressiva Noomi Rapace. Ma entrambe portano, nel look dark e nel corpo tatuato, le tracce e le ombre di una violenza incancellabile e continuamente subita. Daniel Craig è più avvenente ed esteticamente elegante di Micheal Niqvist così come tutto il clima rivela una patina più rarefatta e freddamente composta (ma senza orpelli: la violenza appare anzi più cruda ed esplicita). A completare il cast altri nomi di lusso, quali Christopher Plummer e Stellan Skarsgård.

Gabriella Aguzzi http://www.quartopotere.com/

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