Mindspace. Un killer senza regole di Alex Hughes [Mindspace Investigations Series #1]

Mindspace Investigations Series

di Alex Hughes 

autrice

Alex Hughes è stata una lettrice appassionata fin dal primo libro di fantascienza che le regalò suo nonno. Da allora ama le grandi storie di qualsiasi genere esse siano: sci-fi, fantasy e thriller. Adora anche lo swing, la cucina, il tetris e le neuroscienze, non necessariamente in quest’ordine. Vive ad Atlanta.

Appassionata di fantascienza sin da piccola,
la giovane Alex Hughes ha scritto un libro molto particolare,
una divertente combinazione di Chinatown e Blade Runner.

serie

Mindspace Investigations Series;
0.1. Rabbit Trick (prequel)
1. Mindspace. Un killer senza regole (isbn:97888347227566) (Clean) 
1.5. Payoff (spin-off)

2. Sharp
3. Marked 

 

Clicca sui link dei titoli per arrivare alle recensioni.

datilibro

Titolo: Mindspace. Un killer senza regole
Autore: Alex Huger (Traduttore: Caterina Chiappa)
Serie: Mindspace Investigations, #1
Edito da: Fanucci Editore (Collana: TIF Extra)
Prezzo: 10,00 €
Genere: Fantascienza, Fantasy, Distopico, Thriller
Pagine: 336 pag.
Voto: http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle14.png

  

Trama: Lavoravo per l’Ordine dei Telepati, prima che mi buttassero fuori a calci per una questione di droga di cui io ero solo in parte responsabile. Adesso lavoro per la polizia, sono consulente della detective Isabella Cherabino, la aiuto a mandare criminali e assassini dietro le sbarre. Nessuno sa entrare come me nelle loro menti contorte, e questo fa di me il migliore negli interrogatori, ma non il più amato nel dipartimento. I poliziotti non si fidano dei telepati, e l’Ordine dei Telepati non si fida di me. Ma io sono l’unico di cui tutti dovranno fidarsi, se vogliono trovare il colpevole della scia di morte che sta insanguinando Atlanta. Anche perché bisogna trovarlo in fretta: ho appena avuto una visione del futuro in cui il prossimo a morire sarò io.

Recensioneùdi Danylu

Front cover of book entitled Clean by Alex Hughes

Sono entusiasta di questo romanzo. Il primo di una serie, la Mindspace Investigations Series, che ho intenzione di seguire.

La trama è avvincente, gli eventi “esterni”si snocciolano lentamente, creando una visione di insieme molto accattivante. Due ritmi distinti compongono l’intera storia, due strati di narrazione. La narrazione del mondo reale, fatto di cose, persone, dialoghi; e il mondo del mindspace, fatto di emozioni, visioni, sensazioni, pensieri.

Il modo in cui l’autrice descrive l’ipermente è geniale, lucido, formidabile. Avrei aggiunto altri aggettivi ma mi sembrava il caso di continuare con l’analisi del testo piuttosto che con un semplice e puro elogio. Anche se, devo ammetterlo, ancora sento sottopelle le emozioni di lotte mentali tra titani della telepatia, a cui si aggiungono telecinetici e teleporter.

Un giallo insolito e interessante, che lascia con il fiato sospeso, ma non per i soliti motivi che contraddistinguono il genere, bensì per fattori diversi, che se spiegassi, ahimè, sarebbe spoiler. Basta far sapere al lettore che, se cerca emozioni tutte mentali, questo è il romanzo che fa al caso suo.

Mi sono sentita molto coinvolta nel mondo del protagonista, di cui il nome si scopre solo nell’ultima pagina, nell’ultima riga. La cosa che mi ha lasciata senza parole per un attimo è stato proprio questo. durante tutta la lettura ti affezioni ai personaggi, al protagonista in particolare, prendi parte dei suoi drammi, “sei” letteralmente nella sua testa, lo vivi dentro e fuori, familiarizzi e nonostante tutto, non senti mai la mancanza del suo nome. Quando ho letto l’ultima riga mi sono detta: “accidenti, non conoscevo nemmeno il suo nome! Eppure l’ho amato così tanto.”

Merito della scrittrice e del suo stile pulito, deciso, ritmato al punto giusto.

I personaggi sono reali, vivono, amano , odiano, esistono nel mondo reale e la loro presenza è ulteriormente confermata nel mindspace.

Il nostro redneck (nomignolo con cui vengono definiti i telepati) è afflitto da gravi problematiche personali, legate a questioni del suo passato, che rivelerà gradualmente durante lo snocciolarsi della vicenda. La sua lotta contro la Satin, la droga che ha causato la sua espulsione dall’ordine, lo logora internamente. Una lotta contro se stesso, incessante, dolorosa, costante.

L’autrice rende benissimo, attraverso le descrizioni degli stati d’animo del protagonista, quello che è il mondo interno di ogni tossicodipendente. Ma da un messaggio importante però, fa notare come alcuni valori sono in grado di superare qualsiasi cecità. In questo caso la voglia di un uomo di riscattarsi, l’affetto verso una persona che non vuole perdere, il senso di responsabilità dato dal suo “dono”.

In poche parole, il protagonista è davvero un personaggio spesso, un character ben studiato e spalmato tra le pagine del romanzo in maniera impeccabile. Non ho amato invece la protagonista femminile: Isabella Cherabino. Forse un po’ stereotipata, la tipica donna forte, che si è fatta da sé, con un segreto, con un dolore, con un caratteraccio, che vuole ma non vuole… Insomma, non mi ha convinta: troppo capricciosa, anche se comunque di spessore. Talvolta ho trovato alcuni suoi atteggiamenti fuori luogo e poco credibili.

Altri personaggi secondari completano la rosa dei personaggi: Paulsen, donna forte, all’apice della carriera, capo del dipartimento, che gioca un ruolo fondamentale nella vicenda. Swartz, colui che come una “baby sitter” mette il protagonista dinnanzi ai suoi limiti, aiutandolo e spronandolo verso il miglioramento. Una persona semplice e forse per questo adatta al suo ruolo di mentore e pastore che riporta al gregge la pecorella smarrita. Poi c’è Kara, figura enigmatica, tutta d’un pezzo, ligia al dovere, più dolce di quanto realmente si pensa, una figura di rilievo, che si rivelerà di vitale importanza nell’intera vicenda.

Bella la descrizione dell’incontro tra il protagonista e l’antagonista, la scena è stata raccontata in modo ineccepibile, e in quel momento mi è sembrato di essere dinnanzi alla vignetta di una manga sci-fi giapponese.

Un antagonista degno di nota, un cattivo da fantascienza, talvolta stereotipato, ma comunque di grosso impatto.

Consigliato a tutti i lettori che cercano qualcosa di originale.

Aggiungo inoltre che tutta la faccenda della telepatia risulta credibile, reale, e non qualcosa di fantasy o fantascientifico. Per quanto l’origine di questi poteri non venga spiegato (ma trattandosi del primo volume di una serie, credo che sia voluto) il risultato finale è quello di un qualcosa di possibile. Anche la guerra tecnologica l’ho trovata un elemento piacevole nell’intera storia, la paura verso le macchine, soprattutto verso la condivisione di dati su larga scala, procura un certo senso di claustrofobia e ansia. Fa capire quanto la nostra società dipenda interamente dalla rete, dalla tecnologia.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi