Moments of Eternity #5

Eccoci con la nuova puntata della rubrica “Moments of Eternity” di Sognando Leggendo! Questa volta non ci sarà una sola citazione ma, dopo aver interpellato nell’orario stabilito i membri dello staff, abbiamo ricavato per voi alcune piccole perle letterarie.

 

Cos’è Moments of Eternity?

È molto semplice… Moments of Eternity è un rubrica a cadenza casuale che permette di postare citazioni dei romanzi che si stanno leggendo nel momento della pubblicazione della rubrica stessa.

 

Come vengono scelte le citazioni?

È molto semplice! Basta guardare l’ora esatta in cui si sta postando la rubrica (esempio 3.02 ) e aprire il libro il più vicino possibile alla pagina corrispondente (302) copiando la citazione che colpisce di più. Ovviamente se il libro non ha 300 pagine non dovete far altro che ridurre a decine l’orario (esempio: 32 – togliendo lo zero -… 30 -togliendo il 2 – … metodo a scelta!). Riportate sempre titolo e autore del romanzo!

Attenzione agli Spoliers!

ORA: 17,40 
PAGINA: 174 per i cartacei // 1470 per i pdf

Nasreen con Il libro segreto delle Sirene di P. C. Cast

CC provò un misto di nervosismo ed eccitazione quando Dylan la sollevò dall’acqua e la posò con delicatezza sullo scoglio. Lei si tirò da una parte con la schiena contro la roccia e si distese su un fianco, guardandolo. Con un movimento potente, il tritone si aggrappò al bordo dello scoglio e uscì dall’acqua, spostando il peso così da giacere anche lui su un fianco, di fronte a CC. La prima cosa che CC notò fu la sua stazza: Dylan sembrava molto più grande fuori dell’acqua. Si sentì più piccola accanto a lui, anche se il corpo umano di Ondina era alto e prosperoso.
«Sei davvero grosso», disse d’impulso.
La piccola risata di Dylan contribuì ad allentare un po’ la tensione. «Christine, sono lo stesso che ero in acqua».

Hydra con Sangue dimezz’inverno di Mons Kallentoft

La prima sensazione è quella di un posto raggelante.
Ottimo avere accanto Zeke perché, se succede qualcosa, lui riesce a sistemare tutto in una frazione di secondo. Come quella volta che quel drogato di Lambohov le aveva puntato una siringa alla gola. Lei non ha avuto nemmeno il tempo di accorgersi che Zeke aveva sollevato il braccio e aveva fatto saltare la siringa dalla mano del drogato. E poi aveva visto Zeke avventarsi su di lui e prenderlo a calci nello stomaco.
E lei aveva dovuto tenerlo fermo per farlo smettere.

 

 Nihal con Green di Kerstin Gier

«Fammi vedere che cosa c’è in quel baule, e allora forse potrò aiutarti Gwenny. A evitare il peggio…» Accidenti, sapeva usare anche un altro tono di voce, morbido accattivante, quasi un po’ preoccupata. La superai con passo deciso (e muscoli dell’addome contratti). «Scordatelo, Charlotte! E stai lontana dalla mia camera, chiaro?»
«Se ho indovinato, allora sei persino più sciocca di quanto pensassi». La sua voce era tornata quella di sempre. Sebbene mi aspettassi di essere trattenuta da lei e – come minimo – beccarmi un calcio negli stinchi, mi lasciò andare. Solo il fascio della sua torcia mi seguì ancora per un po’.

 

Cricra con Le Campane di Virgin River di Robyn Carr

Le era bastato spegnere la luce per rivedere l’immagine nitida di Edmund che le stringeva le mani. Le dita sensibili. I capelli d’oro. Ma poco dopo era ricomparso il volto sciupato, sprezzante e il sonno era stato tormentato dagli stessi incubi

 

 

 

 Fanny con Between light and darkness – L’apocalisse di Iavy Drake

 I segnali c’erano tutti, i quattro cavalieri dell’Apocalisse erano arrivati.

 

 

 

 

 

 Momi con Desiderio Eterno di Larissa Ione

La femmina gli si avvicinò. Luc non la riconobbe, ma sapeva chi era. E sapeva cosa voleva da lui.
Così l’afferrò per la gola e il dolore la rese impotente. Runa si dibatté nella sua presa, ma non perché la tenesse sospesa a quaranta centimetri da terra, bensì perché aveva provato a fargli del male e adesso ne stava pagando le conseguenze. Luc non aveva mai provato l’incantesimo di Protezione e non aveva idea della sofferenza che lei stava affrontando, ma anche se l’avesse fatto, dubitava che avrebbe avuto compassione. Non c’era più niente che lo turbasse.
No, non era del tutto vero. Lo strano, malvagio legame che condivideva con quella femmina lo turbava. Gli sembrava di aver sniffato della cocaina contaminata dalla malvagità. L’ebbrezza era incredibile, ma lo era anche il crudo, esplosivo desiderio di distruggere tutto. Non si sentiva così dal giorno in cui aveva scovato il suo sire e l’aveva fatto a pezzi a mani nude.
«Lasciala andare, Luc.» Nell’avvicinarsi insieme ai fratelli, la voce di Shade era bassa e controllata, ma il suo viso era una maschera di rabbia.
«Volentieri.» Luc aprì il palmo e la lasciò cadere, ma Shade l’afferrò prima che toccasse il pavimento. Peccato.

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