Mushishi di Yuki Urushibara

fumetteria

Fumetteria

Mushishi 

di Yuki Urushibara 

mangaka

Yuki Urushibara è nata il 23 Gennaio 1974 nella prefettura di Yamaguchi, all’estremo sud dell’Honshū, l’isola principale. La sua opera più nota è Mushishi, che dopo aver vinto il premio Quattro Stagioni indetto dal mensile Afternoon, segna il suo debutto con la casa editrice Kodansha e viene pubblicato sulla stessa rivista dal 1998 fino al 2008 per un numero totale di dieci volumi. Nel 2003 Mushishi vince il premio Eccellenza per i manga al Japan Media Arts Festival, indetto annualmente dall’Agenzia degli Affari Culturali, parte del Ministero della Cultura, mentre nel 2006 vince il premio Kodansha per i manga. Nel 2005 viene prodotto e trasmesso l’anime di Mushishi, composto di 26 episodi e nel 2007 viene tratto dall’opera anche un live-action movie (ossia un film con attori e non un film anime) diretto da Katsuhiro Otomo.

Trama

Il protagonista, Ginko, è un mushi-shi ossia una sorta di ricercatore/studioso dei mushi, creature a metà tra il nostro mondo e quello spirituale, vicine all’essenza stessa della vita. I mushi sono presenti ovunque, ma la maggior parte degli esseri viventi non è in grado di percepirli; a causa della loro natura estremamente primitiva, possono influire in diversi modi sulle altre forme di vita, umani compresi, provocando quelle che a volte sono viste come bizzarre malattie, più o meno pericolose per la salute, o anormalità nelle persone.

Scopo di Ginko è studiare i mushi, acquisendone una sempre maggiore conoscenza, e aiutare coloro che ne sono affetti; a tal fine viaggia per il Giappone, tornando solo occasionalmente negli stessi luoghi. Altro motivo per cui Ginko non può fermarsi troppo a lungo in un posto è anche dovuto alla rara attrazione che esercita sui mushi; infatti, per evitare che una concentrazione anomala di queste creature possa nuocere alle persone che lo circondano, è costretto a viaggiare di continuo e fumare delle speciali sigarette che le tengono a distanza.

Nel corso della storia verranno spiegati i motivi di alcune particolarità di Ginko, evidenti anche nel colore dei suoi capelli e occhi.

Il manga, l’anime e il live-action movie

Manga

Titolo: Mushishi
Autore: Yuki Urushibara
Editore: Kodansha
Genere & Temi: Avventura, Soprannaturale, Psicologico, Mistero, Dramma, Mitologia, Folklore.
Volumi: 10
Voto: 7,5
Editore Italiano: Star Comics

 

 

Anime

Titolo: Mushi-shi
Studio d’animazione: Artland
Regista: Katsuhiro Otomo
Anno di trasmissione: 2005
Rete televisiva: Fuji TV
Episodi: 26
Voto: 7

Sito ufficiale dell’anime (in Giapponese): http://www.fujitv.co.jp/b_hp/mushishi/

 

MovieTitolo: Mushishi
Regista: Katsuhiro Otomo
Sceneggiatore: Sadayuki Murai
Casa produttrice: Ogura Jimusyo Inc.
Data di presentazione al Festival Internazionale di Venezia: 8 Settembre 2006

Data d’uscita nei cinema Giapponesi: 24 Marzo 2007
Durata: 131 minuti

Nota: Non posso al momento esprimere alcun parere sul film, che non ho ancora guardato. Quando ne acquisterò una copia, almeno in inglese, completerò questo articolo.

Recensioneù

Il mondo di Mushishi è ambientato in un ipotetico Giappone di fine ‘800 dove Ginko si sposta da villaggio in villaggio, a volte aiutando persone che incontra anche lungo la strada. 

Il tratto è semirealistico e questo aiuta il lettore/spettatore a calarsi nello spirito della storia; i dettagli e gli sfondi sono piuttosto curati e alcune tavole riportano splendidi paesaggi  come fossero dipinti.

Le vicende narrate possono a volte essere molto tristi e mettere i personaggi coinvolte di fronte a scelte difficili. Non sempre la conclusione porterà a un lieto fine, nonostante gli sforzi di Ginko, ma questo rende l’atmosfera dell’opera e i sentimenti dei personaggi rappresentati più credibili.

Il passato del protagonista e il motivo di alcune sue particolarità verranno svelati gradualmente in rari episodi che mostreranno parti della sua infanzia come fossero tasselli di un puzzle.

La natura episodica del manga è riproposta nell’anime e i personaggi che appaiono più di una volta sono piuttosto rari, come un medico collezionista di oggetti che hanno a che fare con i mushi, e amico di Ginko.

I colori sono tenui e smorzati, adatti a descrivere, a mio avviso, la storia di un viaggiatore solitario e dei suoi incontri.

L’anime segue il manga piuttosto fedelmente, coprendo però soltanto la metà dei volumi e al momento sembra piuttosto improbabile che in futuro venga prodotta un’ulteriore stagione.

La fine del manga, sebbene narrata in una storia in due parti, al contrario del solito, non pone una conclusione definitiva alle avventure di Ginko, lasciando nella mente del lettore l’idea che ancora molte saranno le strade che percorrerà.

Nel complesso è una storia che alcuni potrebbero trovare pesante, per la mancanza di azione, propria degli shonen, o di romanticismo in senso classico, proprio degli shoujo. Mushishi è una storia adulta, in cui i sentimenti dei personaggi sono rappresentati in modo semplice e in un certo senso “quieto”, anche quando sono molto profondi, senza le estremizzazioni o i tormenti presenti in manga destinati a un pubblico più giovane.

È comunque una serie piuttosto interessante, che potrebbe appassionare inaspettatamente anche chi non è abituato a un ritmo più lento o a certe atmosfere realistiche eppure velate di poesia.

COMMENTO PERSONALE

Una cosa che ho particolarmente apprezzato di questa serie è il rispetto che Ginko mostra per i mushi. Sono creature primitive, e spesso causano problemi agli esseri umani che Ginko spera di poter risolvere, ma sono sempre e comunque forme di vita e l’approccio del protagonista è quello dell’autentico ricercatore, interessato a studiarli, a comprenderli, conscio della loro potenziale pericolosità, ma anche affascinato da essi. Ginko non odia i mushi, sebbene a volte gli effetti da essi provocati possono portare a gravi conseguenze; è per tentare di arginare tali effetti che non lesina spiegazioni a quanti si trovano loro malgrado coinvolti, nel tentativo di renderli consapevoli della presenza di queste creature e del loro modo d’agire, ma senza mai cercare di suscitare paura o repulsione per essi. Non sono creature senzienti, non sono buone o malvagie, e le loro azioni sono dovute al semplice istinto di sopravvivenza che ogni essere vivente possiede.

In internet ho spesso trovato associati, come opere simili, Natsume YuujinchouMushishi. In tutta sincerità però credo che quanto possano avere in comune sia molto poco, come la presenza di creature soprannaturali e un qualche aspetto dell’atmosfera che trasmettono, ma almeno per me sono più evidenti le differenze rispetto alle somiglianze.

Mushishi è, forse anche più di Natsume Yuujinchou, un’opera sui generis, che per alcuni elementi potrei assimilare più facilmente a certi aspetti soprannaturali presenti nelle opere dello Studio Ghibli, come Mononoke Hime, per quanto anche qui siano molto poche ulteriori affinità.

Ciò non toglie che quanti hanno amato Natsume potrebbero facilmente apprezzare Mushishi e viceversa, o almeno questa è stata la mia esperienza parlando con fan di entrambe le serie.

Un piccolo commento finale riguarda l’edizione italiana, abbastanza buona rispetto ai normali standard, e con i testi che non riportano quegli orribili errori di grammatica o di uso errato dei tempi verbali, che a volte capita d’incontrare e che spesso mi fanno optare per l’acquisto dei volumi inglesi.

trailer 

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