Natsume Yuujinchou di Yuki Midorikawa

 

Yuki Midorikawa

Yuki Midorikawa è nata nella prefettura Kumamoto, isola Kyushu, il 23 Maggio 1976, in una  zona da cui ha dichiarato d’aver tratto ispirazione per disegnare i luoghi in cui ambientare le sue opere. Ha spesso tratto i nomi per i suoi personaggi da località di questa regione e il suo stesso pseudonimo, scelto dalla sorella, deriva dal Midori kawa (fiume verde), un fiume che scorre in quell’area.

Ha iniziato a disegnare manga alle elementari e alle medie ha inviato un primo lavoro alla rivista Hana to Yume appartenente alla nota casa editrice Hakusensha.

Nel 1998 ha vinto il Fresh Debut Prize con la sua storia d’esordio Kohi Hirari e nel 1999 l’Athena Shinjin Taishou con il racconto Akaku Saku Koe che sancirà ufficialmente l’inizio della sua carriera di mangaka.

Ha al suo attivo diversi racconti autoconclusivi, alcuni raccolti nei volumi Atsuhi Hibi e Hotarubi no mori e, altri inseriti come speciali a fine volume in altre serie. La storia di Hotarubi no Mori è stata adattata in un film uscito nelle sale cinematografiche giapponesi il 17 Settembre di quest’anno e rimasto in programmazione fino al 25 Novembre.

Prima di Natsume Yuujinchou, attualmente la sua opera più famosa e tutt’ora in corso da cui è stato tratto un anime, ha pubblicato due serie ciascuna in tre volumi: Akaku Saku Koe e Hiiro no Isu.

 

“Fin da piccolo vedo strane cose, cose che le altre persone non possono vedere. Sono creature chiamate youkai.”

Trama

Natsume Takashi è un ragazzo rimasto orfano in tenera età e che ha sempre avuto il potere di vedere gli youkai, gli spiriti giapponesi. Incapace di discriminare cosa le persone comuni potessero vedere o meno, è cresciuto venendo continuamente accusato di mentire. Affidato a parenti sempre diversi, perché dopo un periodo iniziale nessuna famiglia riusciva a sopportare le sue frequenti stranezze e quelle che venivano considerate solo bugie allo scopo di attirare l’attenzione, è accolto infine dalla gentile coppia Fujiwara. Il calore del loro affetto fa desiderare al ragazzo di poter restare a vivere con loro il più a lungo possibile e a tale scopo decide di tenere nascosta ogni cosa riguardante gli ayakashi (o youkai). 
La risoluzione presa trova però un inaspettato ostacolo nello strano interesse che gli spiriti della zona sembrano nutrire per lui. Durante l’ennesima fuga da due di essi, libera accidentalmente uno youkai sigillato in un piccolo tempio. È  questi un potente spirito, Madara, che gli svelerà come nella zona avesse vissuto da ragazza la nonna di Natsume, dotata anch’essa di poteri spirituali molto forti e che aveva usato per sconfiggere molti youkai impadronendosi dei loro nomi per raccoglierli nello Yuujinchou, libro che Takashi ha ereditato. Possederne il nome equivale ad avere totalmente in proprio potere l’ayakashi in questione che dovrà obbedire a ogni ordine impartitogli e la cui vita dipende dallo stato della pagina su cui è scritto il suo nome. Bruciarla o distruggerla significa ucciderlo. 
Saranno perciò motivazioni diverse a spingere gli spiriti della zona alla ricerca di Takashi: il timore per la propria esistenza, il desiderio di recuperare il proprio nome, la brama di dominio sugli altri.
Dopo un iniziale tentativo d’impadronirsi dello Yuujinchou, Madara, chiamato dal ragazzo Nyanko sensei, deciderà di aiutarlo, in veste di guardia del corpo, nella decisione di restituire i nomi ai legittimi proprietari in cambio della promessa di poter avere il libro con i restanti nomi alla morte di Natsume. Per restargli accanto nella vita quotidiana lo spirito assume l’aspetto del buffo maneki neko (gatto portafortuna di ceramica) in cui era stato sigillato, risultando in tal modo visibile anche alle persone prive di potere.
Natsume, divenuto in tal modo il custode dei nomi e delle vite degli youkai, scoprirà di poter vedere i ricordi di sua nonna Reiko durante la restituzione di un nome. In tal modo lo Yuujinchou diverrà per lui anche l’unico legame con un membro della propria famiglia d’origine, che imparerà a conoscere senza mai averla potuta incontrare grazie alle memorie racchiuse in ogni foglio. 
Nonostante la premessa non tutte le vicende ruotano attorno allo Yuujinchou e spesso le storie riguarderanno youkai con cui Natsume si trova coinvolto per il semplice fatto di poterli vedere e non riuscire a ignorarli. 
Invischiato in una situazione più complicata di prima, diviso tra il desiderio di preservare la sua attuale vita – che per la prima volta comprende affetti e amicizie – e portare a termine quanto si è prefisso, Takashi imparerà a conoscere meglio quel mondo invisibile e i suoi abitanti, da cui aveva sempre tentato di sottrarsi, ma anche il mondo in cui vive, le persone che ne fanno parte e, non in ultimo, se stesso.

Il manga e l’anime

Manga

Titolo: Natsume Yuujinjou
Autore: Yuki Midorikawa
Edito da: Hakusensha, sulla rivista LaLa
Genere: soprannaturale, amicizia
Volumi: 12 attualmente usciti in Giappone. Opera ancora in corso di pubblicazione.
Voto:
Sito ufficiale del manga (in Giapponese): http://www.hakusensha.co.jp/natsume/
Pubblicazioni in altre lingue: E’ pubblicato in inglese (Viz Media), francese (Éditions Delcourt) e taiwanese (Tong Li Publishing Co. Ltd.). Attualmente inedito in Italia.

Anime

Titolo e anno di trasmissione per le quattro stagioni:
– Natsume Yuujjinchou, prima stagione (07 Luglio 2008 al 29 Settembre 2008)
– Zoku Natsume Yuujinchou, seconda stagione (05 Gennaio 2009 al 30 Marzo 2009)
– Natsume Yuujinchou San, terza stagione (04 Luglio 2011 al 26 Settembre 2011)
– Natsume Yuujinchou Shi, quarta stagione che inizierà il 02 Gennaio 2012.
Casa produttrice: Brain’s Base
Regista: Takahiro Omori
Emittente: TV Tokyo
Episodi: 13 per ogni stagione.
Sito Ufficiale dell’anime (in Giapponese): http://www.nasinc.co.jp/jp/natsume-anime/
Trasmissioni in altre lingue: E’ stato distruibito in streaming dall’azienda americana Crunchyroll e trasmesso in cinese dalla Muse Communication Co. Ltd. Attualmente inedito in Italia.

Trailer su You Tube: (con sottotitoli in inglese) http://www.youtube.com/watch?v=c0qsE4nsM5c

Recensione
by Cloud Orion

Nonostante le premesse della storia e il passato del protagonista non è un manga pesante, tutt’altro. Sono presenti anche momenti divertenti, dovuti soprattutto alle interazioni tra Natsume e Nyanko sensei, guardiano con un carattere pungente e amante del sake e del buon cibo, al comportamento di alcuni youkai, o alla scarsa abilità sociale e ingenuità che Takashi a volte mostra nel rapportarsi con le persone.

Nei primi volumi, a ogni capitolo corrisponde una vicenda a sé stante, dovuto al fatto che inizialmente il manga era pubblicato sul bimestrale LaLaDX, mentre dal quarto volume cominciano a essere presenti anche vicende di più ampio respiro che si sviluppano in più capitoli.
Tra i personaggi che affiancheranno Natsume ci saranno amici che diverranno per lui importanti e che lo sosterranno, e incontrerà persone dotate di capacità simili alle sue, ma non sempre il rapporto con esse sarà di comprensione reciproca.
Con il procedere della storia e delle vicende narrate in modo più esteso, entrano in scena alcuni nuovi personaggi e antagonisti ricorrenti che non appartengono solo al mondo degli spiriti. Uno in particolare avrà un ruolo significativo e aggiungerà una nota inquietante alla storia, ma le darà anche una svolta interessante verso una trama più ricca. In tal modo Natsume verrà a scoprire aspetti della natura umana che forse avrebbe preferito ignorare e ne verrà scosso profondamente.
Viene approfondito il passato di Takashi e ne vengono rivelati aspetti che faranno meglio comprendere alcuni risvolti del suo carattere e del suo modo di pensare e d’agire, delle ragioni profonde dietro le insicurezze che gl’impediscono di essere del tutto onesto anche con le persone a cui è più legato.

I maggiori punti di forza di quest’opera sono a mio avviso l’ottima caratterizzazione dei personaggi, la loro evoluzione e la capacità di veicolare direttamente al cuore del lettore le loro emozioni.
È interessante notare come tutti indistintamente crescono, cambiano; i loro rapporti si approfondiscono e acquisiscono solidità, il tutto narrato in un modo fluido e armonioso che contribuisce a dare concretezza e realismo ai loro pensieri e sentimenti.

Alcune vignette sono notevoli, a mio parere, per la molteplicità di sentimenti che riescono a trasmettere con un’unica espressione, un singolo sorriso. È forse la maggiore abilità di Yuki Midorikawa quella di poter esprimere con semplicità emozioni profonde e complesse, a volte contraddittorie, come spesso avviene nella realtà. Quel che può rendere felice una persona, per esempio, non ha soltanto il calore dell’affetto o lo splendore della gioia, ma è fatto anche di ombre date da quelli che possono essere i timori e le insicurezze legati a quella stessa felicità. Provare un sentimento realmente “puro” nella sua essenza non è facile, e l’autrice riesce a esprimere perfettamente questa caratteristica di molti cuori umani.

L’unico punto debole che personalmente posso trovare a quest’opera è più che altro un limite di genere. Per coloro che preferiscono manga con un ritmo narrativo sostenuto e rapide scene d’azione, Natsume Yuujinchou può risultare lento anche per la quantità di testo relativo a personali riflessioni di Natsume, cosa peraltro inconsueta in un protagonista maschile.

Per quanto riguarda l’anime, sono stati molto ben resi l’atmosfera generale del manga , lo spirito della storia e il carattere dei personaggi. Gli sfondi, per disegnare i quali lo staff si è recato nella regione di Kumamoto e ha scattato oltre diecimila foto, e i colori rispettano la serenità presente in molte pagine dei volumi, ma anche le sfumature più misteriose di alcuni sue parti.
Davvero buone la regia e l’animazione che in alcune scene raggiungono, soprattutto nelle prime due stagioni, livelli di qualità rari da vedere. La terza ha a mio parere un lieve calo che comunque non ne intacca troppo il valore. Altra differenza rispetto alle due stagioni precedenti è il character design del protagonista, leggermente diverso e che assume un’aspetto più giovane. Questo e altri dettagli mi hanno dato l’impressione che lo staff abbia voluto avvicinare ancor più il personaggio dell’anime a quello del manga.
Anche la colonna sonora è appropriata a sottolineare i diversi momenti di un episodio.
Quel che invece rimprovero è il fatto di non aver seguito, soprattutto nella terza stagione, la cronologia originale di alcuni eventi. Sebbene gli episodi dell’anime siano per la maggior parte auto conclusivi, con poche eccezioni, invertire l’ordine di certe vicende rende meno evidente la crescita di Natsume e il significato globale che egli da a tali accadimenti.
Resta comunque un ottimo prodotto, ma non raggiunge il livello di completezza del manga nel tratteggiare la profondità dei personaggi.

 

 

Note personali

Diversamente da altri protagonisti in situazioni simili, Natsume non è il classico personaggio buono e ingenuo, pronto a sacrificarsi per chiunque senza porsi domande, e neppure quello divenuto freddo e apparentemente scostante perché teme di essere deluso dagli altri.
È al contrario uno dei personaggi più vivi e autentici che mi sia capitato d’incontrare in un manga, gentile e onesto, ma anche restìo a essere coinvolto troppo spesso in situazioni che potrebbero metterlo in difficoltà con i Fujiwara e i suoi amici. Ciononostante, una volta scelto d’agire è pronto a impegnarsi anche oltre le proprie forze per gli altri, ma con una consapevolezza di solito assente in personaggi simili, anche quando agisce impulsivamente. Avendo conosciuto la gentilezza, infatti, afferma lui stesso di voler diventare una persona gentile.

La bontà del suo carattere, comunque, non è mai artificiosa e risulta realistica e spontanea  senza scadere in stucchevoli stereotipi.

Grazie a Nyanko sensei e a volte ai suoi amici è inoltre spesso in grado d’intuire i cambiamenti che si verificano nel suo cuore, sebbene non riesca facilmente a vedere in quello delle altre persone, sopratutto quando certi sentimenti sono rivolti a lui. In questo è quasi totalmente cieco, non riuscendo facilmente a capire quanto lui stesso possa essere importante per le altre persone.

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