Nessun dove di Neil Gaiman

Neil GaimanNeil Gaiman;

Neil Richard Gaiman (Porchester, 10 novembre 1960) è un eclettico autore inglese. La sua carriera inizia come giornalista, poi prosegue con la pubblicazione di racconti di fantascienza e
sceneggiature per fumetti (Sandman).
Gaiman, vincitore di numerosi premi, ha scritto romanzi, sceneggiature televisive, favole e storie per l’infanzia, drammi radiofonici e testi per canzoni (Alice Cooper, Tori Amos).
Ha tre figli e sette gatti.

Sito dell’Autore : www.neilgaiman.com

Titolo: Nessun dove 
Autore: Neil Gaiman
Edito da: Fanucci Editore
Collana: TIF extra
Prezzo:  4,50 €
Genere:  Fantasy
Pagine: 329 pag.
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Trama:  Richard Mayhew è un giovane uomo d’affari: un giorno un singolo atto di generosità lo catapulta fuori da una vita tranquilla e prevedibile e lo proietta in un mondo che gli appare al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Incontra una ragazza di nome Porta, perseguitata da persone che vogliono ucciderla, un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, un signore, Old Bailey, che abita sui tetti. Scopre che esistono ratti intelligenti e un Conte, il cui seguito vive in una carrozza di un treno della metropolitana; che un ponte nel buio fa la guardia alla pericolosa via che conduce a Knightsbridge, dove si riunisce il Popolo delle Fogne; che esiste una Bestia in quel mondo sotterraneo in cui è possibile sperimentare pericoli e piaceri che superano la più fervida immaginazione…

Avevano raggiunto l’Albert Bridge, più che un ponte un monumento kitsch che si estendeva sul Tamigi, unendo Battersea con la parte di Embankment all’estremità di Chelsea, un ponte da favola da cui pendevano migliaia di lucine gialle.
– Non avevo alcun posto dove andare e faceva così freddo – continuò Anestesia, poi si fermò di nuovo. – Dormivo per strada. Dormivo di giorno, quando faceva un pochino più caldo, e andavo in giro di notte, tanto per muovermi. Avevo solo undici anni. Per mangiare rubavo il pane e il latte davanti alle case. Odiavo farlo, così cominciai a girare nelle strade dei mercati e prendevo le mele marce e le arance e le cose che gli altri buttavano via. Vivevo sotto un cavalcavia a Notting Hill. Poi mi sono ammalata per davvero. Quando sono rinvenuta ero a Londra Sotto. Mi avevano trovata i ratti.-
– Hai mai cercato di ritornare a tutto questo? – chiese, indicando le case silenziose, calde e deserte. Le auto nella notte. Il mondo reale…
Scosse il capo.
Tutte le fiamme scottano, piccolino. Imparerai.
Non puoi. O l’uno o l’altro. Nessuno li ha mai tutti e due.-”

 

Recensione

Neil Gaiman è un autore che si è cimentato con gli strumenti culturali più diversi. E’ stato narratore puro, scrittore di fantascienza, sceneggiatore televisivo, autore di testi radiofonici, fumettista, giornalista, critico musicale. Consapevole dell’audacia del suo esperimento, egli mescola temi colti e temi popolari, fantasia e realtà, estendendo la contaminazione a stili e simboli, il tutto senza mai dimenticare che la storia, di qualsiasi genere essa sia, a qualunque tema si richiami, è sempre e soltanto al servizio del lettore e del suo diletto.

Molte delle opere di Gaiman sono scritte per poter essere rappresentate con strumenti espressivi diversi e Nessun dove è sicuramente l’esempio più eclatante di questa flessibilità.Che si legga il libro o si guardi la fiction televisiva, ci si convince che la storia sia stata appositamente ideata per l’uno o per l’altra.

La magia di questa adattabilità sta tutta nello stile, lineare, neutro, asettico al punto che anche le situazioni più paradossali, i fatti più inspiegabili, i contrasti più assurdi appaiono al lettore/spettatore come assolutamente normali. E la nonchalance con cui l’Autore racconta la sua storia garantisce la credibilità di un’avventura incredibile.

Richard Mayhew, protagonista di Nessun dove, è un antieroe, un uomo qualsiasi con una vita normale, la cui piatta quotidianità viene sconvolta nel momento in cui il cavalleresco gesto di soccorrere una misteriosa ragazza rovescia ogni equilibrio. Una Londra oscura irrompe nella realtà di Richard, che viene trascinato in un viaggio allucinante, quasi un’iniziazione alla Londra di sotto, riflesso del tutto inaspettato della tranquilla Londra di sopra, quella in cui vivono le persone “normali”. Poco a poco nel lettore si insinua un dubbio: e se la vera Londra fosse quella sotterranea, in cui gli emarginati della Londra di sopra scivolano e si perdono?

Misteriosi e affascinanti personaggi compaiono sulla strada di Richard: la fascinosa cacciatrice Hunter, il raffinato e ambiguo marchese De Carabas, lo stralunato Old Bailey. Il percorso condurrà il tranquillo e anonimo ragazzo, di goffaggine in goffaggine, a sconfiggere inaspettatamente la Bestia che terrorizza gli abitanti della Londra parallela, a diventare l’eroe del mondo sotterraneo e a non essere più capace di tornare alla routine quotidiana.

Ho amato questo libro per molti motivi. Uno dei principali è la sottile ironia con cui Gaiman dissacra archetipi e luoghi comuni del genere fantastico. Libero da ogni vincolo, l’Autore saccheggia simboli e trame qua e là, disseminando la sua storia di elementi così eterogenei da deliziare chi legge, sfidandolo a indovinare le fonti ispiratrici. Con grande abilità, lo scrittore stabilisce le regole del gioco (perché di gioco si tratta) e il lettore, una volta che le ha accettate, non può fare a meno di arrivare in fondo alla partita. E il mondo di Gaiman, la sua terrificante Londra di sotto, è così finta, impensabile ed eccitante che tutti noi, proprio come accade a Richard, non vorremmo mai uscirne per tornare alla “vera” città. Dopo aver letto questo libro, dubitereste forse dell’esistenza della Londra di sotto?

Per i palati più fini, Gaiman lascia cadere qua e là citazioni shakespeariane, richiami a grandi opere surrealiste, raffinate alchimie letterarie, come la costruzione circolare della storia. In un perfetto gioco a incastri, che nasce dalla sua voglia di divertirsi e di divertire, senza mai avere l’intenzione di fare la morale al lettore, Gaiman offre l’occasione di ripassare una lezione che tanti grandi Autori del genere fantastico ci avevano già dato, e cioè che la fantasia può essere creativa e infinita anche quando è confinata tra spazi chiusi e quotidianità.

 

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