Non son degno di TRE di Jon Rance

Non son degno di TRE

di Jon Rance

 

Non-son-degno-di-treTitolo: Non son degno di TRE
Autore: Jon Rance (Traduttore: A. Raffo)
Edito da: Longanesi
Prezzo: 14.90 €
Genere: Narrativa
Pagine: 368 pag.

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TramaEssere un uomo degno di tre non è facile, soprattutto se stai ancora cercando di imparare a essere degno di due. Ecco a voi Harry Spencer, professore di storia poco più che trentenne, amante del cibo spazzatura e dei cocktail dai nomi (e dagli ingredienti) più astrusi, disordinato cronico e terrorizzato dalla prospettiva di diventare adulto. E quando sua moglie Emily gli annuncia che presto (troppo presto!) arriverà un bambino, Harry non sa come affrontare la notizia. Il ruolo del futuro padre lo imbarazza e lo angoscia. Soprattutto se le tentazioni sono appena dietro l’angolo, e vestono i succinti panni di una conturbante ex fidanzata. Harry ha le spalle al muro, perché deve prendere la decisione più importante della sua esistenza: crescere e prendersi cura di un’altra vita, anzi di due vite, che non siano la sua, oppure soccombere al richiamo delle fantasie adolescenziali. Brutalmente sincero, esilarante e commovente, Non son degno di tre è il diario di viaggio di un irresistibile imbranato, nel quale moltissimi di noi – uomini, ma anche donne, che non si rassegnano a ’diventare grandi’ – non mancheranno di riconoscersi.

 

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Recensioneùdi Kristina

padrefiglioMi capita spesso di soffrire di un male terribile – la crisi del lettore – che mi rende a volte fredda e indifferente nei confronti delle storie. Più leggo e più mi sento insoddisfatta. Improvvisamente poi  arriva un romanzo che riesce ancora una volta a incuriosire la mia anima e la mia mente.

In questi anni mi sono ormai convinta che i libri che vale la pena di leggere, ma soprattutto di ricordare, sono quelli che ci fanno dimenticare tutti e tutto quello che ci circonda; quelli che, senza sforzo, ci emozionano a tal punto che non ci curiamo degli sguardi curiosi o infastiditi della gente che ci osserva leggere mentre ci lanciamo in un pianto disperato o in una forte risata spontanea.

Ho fatto un attento controllo delle opinioni dei lettori prima di accettare di fare la recensione di questo libro e devo dire che, anche se ci sono stati alcuni giudizi negativi, la maggior parte lo aveva pienamente adorato. I miei dubbi, però, sono stati alimentati dai blog italiani che hanno paragonato Harry Spencer, il protagonista di Non son degno di TRE, a Bridget Jones. Questo non sarebbe stato un problema se io non avessi una sorte di ”allergia” verso questa eroina. Credo di essere una delle poche persone che non ha mai visto un suo film, nonostante la presenza di uno dei miei attori preferiti – Colin Firth.
2°Jon Rance, però, è riuscito a cogliermi alla sprovvista. Vi confesso onestamente di non aver avuto ancora il piacere di leggere quest’anno un libro più divertente e nello stesso tempo coinvolgente con un pizzico di drammaticità qual è stato Non son degno di TRE. Ebbene sì, la storia è riuscita a catturare anche me.

Quello che ci troviamo davanti è il diario di un giovane professore che sta attraversando uno dei momenti più difficili di un uomo: il passaggio al mondo adulto, pieno di aspettative, regole e responsabilità. È una transizione traumatica per uno come Harry Spencer abituato alla propria libertà e ai propri spazi; che ama passare il tempo libero con gli amici ad ubriacarsi, a mangiare schifezze e, senza volerlo, a deludere la moglie.

Harry ha il terrore di uniformarsi. Di diventare “noioso” come alcuni suoi conoscenti che non fanno altro che parlare di bambini e di vacanze familiari, mentre il suo migliore amico (e suo idolo) passa da una avventura all’altra. Sono proprio i bambini l’elemento di costante scontro con la moglie, e quando scopre che tra nove mesi diventerà padre, senza che l’avesse minimamente programmato, tutta la sua vita sarà sconvolta.

Mi stavo godendo il silenzio e la tranquillità, quando Steve ha detto, inalando il fumo di seconda mano: «Allora, Harry, vecchio mio, qual è il problema?»
«Prego?»
«Perché non vuoi avere bambini? I bambini sono fantastici!»
Avevano coinvolto anche Steve. Quella era una cospirazione. Lui era una di loro. Una donna sotto le mentite spoglie di un uomo!
«Non sono pronto. Tutto qui.»
«Neanche io lo ero, ma ora sto per avere il numero quattro e non potrei essere più felice. Ti cambiano la vita, sai.»
«Anche la calvizie ti cambia la vita, e non sono pronto neanche per quella» ho risposto, e me ne sono tornato dentro.
Il resto della serata è stato un vero disastro. Un’allusione dietro l’altra. A ogni occasione mi passavano una delle loro J per giocarci, nella speranza che capissi il mio errore e annunciassi: «Sono pronto a metter su famiglia!»

Si troverà ben presto di fronte ad un bivio: diventare finalmente un adulto rendendo felice la moglie o lasciarsi coinvolgere in una relazione extraconiugale. Harry, infatti, si ribella e combatte la realtà ricontattando la sua ex fidanzata delle superiori con la quale inizia a scambiarsi messaggi dapprima innocenti e poco dopo erotici. Il suo non è un vero e proprio tradimento anche se la possibilità di spingersi oltre è sempre presente nella sua mente, ma un modo per sentirsi di nuovo desiderato, attraente e giovane.

Riuscirà a resistere a questa tentazione o l’amore per sua moglie non sarà sufficiente? E cosa succederà se la verità venisse alla luce?

Io sono davvero felice con Emily. La amo più di ogni altra cosa al mondo, ma questo non ha niente a che vedere con Jamie. Quello che c’è tra me e Jamie sta in una parte separata del mio cervello. Jamie è molto attraente, ci capiamo al volo e abbiamo tanti ricordi in comune. È bella, intelligente, divertente e del tutto diversa da Emily. Jamie mi fa sentire giovane e indipendente, come se tutto fosse ancora possibile, mentre Emily mi dà sicurezza e serenità. Con Jamie non devo preoccuparmi di pagare il mutuo, tenermi stretto un lavoro con un capo tirannico, o diventare un buon padre. Sono libero. Non ho impegni, solo desideri. E ogni volta che parlo con lei, è come se fossi tornato il ragazzo di un tempo, l’Harry pre-Emily.
Quando ci siamo congedati, ha detto che non vedeva l’ora di risentirmi. Anch’io non vedo l’ora, ma mi sono sentito un vero bastardo. Voglio fare felice Jamie, ma non posso. Voglio essere un buon marito per Emily, ma non lo sono. Voglio tutto ma al momento sto rischiando di perdere tutto. Come ho fatto a infilarmi in questo casino?

3°La creatura di Jon Rance è unica nel suo genere. Questo giovane scrittore, infatti, ci propone un romanzo assolutamente normale con una trama e personaggi altrettanto normali, ma che sono riusciti a conquistarmi più di molte storie “sensazionali”. Non aspettatevi un eroe bellissimo e ricco, sempre sicuro di se, possessivo… in poche parole il tanto anelato da moltissime lettrici maschio alfa. Nonostante i tanti difetti sia fisici che caratteriali, Harry Spencer è uno dei personaggi più realistici e umani che ho avuto l’occasione di trovare tra le pagine dei libri.

Non son degno di TRE è uno di quei libri che sono felice di avere nella mia piccola libreria e, come potete immaginare, non posso non consigliarvi di ritagliare un po’ del vostro tempo per leggere anche voi questo piccolo capolavoro.

Voto

 

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Jon Rance

 Jon Rancenato a Southampton nel 1975, si è laureato in Letteratura inglese all’università di Londra per poi trasferirsi in Australia, dove ha conosciuto la donna che sarebbe diventata sua moglie. Beve litri di tè e passa molto più tempo del lecito con la testa tra le nuvole. 

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