Norwegian Wood di Haruki Murakami

Norwegian Wood

di Haruki Murakami

Titolo: Norwegian Wood
Autore: Haruki Murakami
Edito da: Einaudi
Genere: Narrativa contemporanea, Introspettivo
Pagine: 399 p. || Prezzo: 6,99€ book – 11,90€ cartaceo

Trama dell’editore:

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Recensione

di Persefone

“Era Norwegian Wood dei Beatles. E come sempre mi bastò riconoscere la melodia per sentirmi turbato. Anzi questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto.”

Norwegian Wood è un romanzo doloroso e di forte impatto. È il primo libro di Murakami che ho avuto il piacere di leggere e mi ha lasciata profondamente colpita.

I temi principali del racconto sono la solitudine e la desolazione della condizione umana, resi narrativamente dalla malattia mentale e il suicidio. Infatti tutti i personaggi, nessuno escluso, sono impossibilitati a vivere, si sentono spaesati e profondamente vuoti. 

Il protagonista è Toru Watanabe, il quale attraverso un flashback lungo l’intero romanzo, ripercorre il suo passaggio nella vita adulta e i suoi anni più tetri, su un aereo sotto le note della celebre Norwegian Wood dei Beatles. Di lui sappiamo che ha sempre condotto una vita mediocre, priva di reali scelte e svolte. Toru stesso si definisce una persona banale e ordinaria.

Gli altri protagonisti del racconto sono l’amico Kizuki e la fidanzata di quest’ultimo, Naoko. I tre trascorrono il loro tempo insieme, fin quando un pomeriggio Kizuki si toglie la vita a 17 anni. Toru ne rimane fortemente sconvolto, così come Naoko, ma nessuno dei due ne parla e i due si separano continuando con le loro vite.

” La mia mente andò a tutte le cose che avevo perduto nel corso della vita. Il tempo passato, le persone morte o mai più tiviste, le emozioni che non possono rivivere”

Toru e Naoko si rincontrano qualche anno dopo, entrambi universitari, e ricominciano a frequentarsi. Nelle loro conversazioni fatte per la maggior parte di silenzi, Kizuki e il dolore della sua perdita non vengono mai menzionati. I due giovani si avvicinano a tal punto da iniziare una relazione, più per sconfiggere il vuoto che hanno dentro, che per un reale affetto. Credo che alla fine i due provassero realmente amore, ma il motivo che li ha spinti ad avvicinarsi è stato così nocivo, che non ha permesso lo svilupparsi di una relazione salutare.

Nei suoi anni da universitario Toru lega solamente con un suo compagno di dormitorio, Nagasawa, il quale conduce una vita fuori dalle regole, privo di limiti o scrupoli. Toru si isola, non si sforza di superare il blocco che lo tiene imprigionato nel passato: lascia la vita scorrere, incapace di reagire. Non ha superato la morte del suo migliore amico e forse mai lo farà.

La situazione peggiora quando Naoko viene trasferita in una clinica, dove spera di poter superare la sua depressione cronica e la sua sociopatia. Toru è legato a lei, forse perché crede che sia l’unico legame rimasto con Kizuki, e trascura le sue poche conoscenze per concentrarsi su Naoko.

L’epilogo è tragico e doloroso per Toru, che si ritrova ad affrontare il mondo nuovamente da solo.

“Sono già passati due anni da allora e lui ha ancora diciassette anni. Ma questo non significa che il suo ricordo dentro di me sia sbiadito”

Ciò che mi ha colpito del romanzo è il profondo senso di vuoto provato da tutti i personaggi: da Toru e Naoko che non riescono a superare la morte di Kizuki, da Nagasawa che spera di soffocare la sofferenza in avventure di una notte e dalla fidanzata di quest’ultimo, Hatsumi, che non sentendosi all’altezza commette un atto estremo. Nessuno riesce a superare il senso di abbandono e isolamento.

In particolar modo ho trovato sconvolgente la scelta di Muraki di utilizzare così spesso il suicidio come forma di rappresentazione del disagio dei personaggi. Nel romanzo ne sono presenti quattro, un numero a mio avviso eccessivo. Naturalmente il togliersi la vita comunica nel modo migliore l’agonia e l’isolamento che spingono i personaggi ad un gesto simile, ma spesso le motivazioni non sono approfondite e il lettore prova solamente un senso di vuoto.

Tuttavia Murakami narra anche che, nonostante le difficoltà e il dolore, è possibile accettare la morte e continuare a vivere. Ne sono esempio Reiko, paziente ricoverata insieme a Naoko, e Midori compagna di corso di Toru. Quest’ultima riesce ad affrontare numerose perdite, ma decide lo stesso di continuare a godersi la vita: cercherà di insegnarlo anche a Toru e cercherà di fargli capire che l’amore deve scaldarti e renderti vivo, non il contrario.

Una nota finale è riservata alle numerose scene di sesso presenti nel romanzo, che  sono descritte, a mio avviso, in modo asettico e sterile. Ma credo che questo sia legato ad un fatto culturale, più che ad una scelta stilistica.

Norwegian Wood è una lettura matura, spesso pesante, che va affrontata con una certa consapevolezza, ma che offre spunti per riflettere sulla moderna condizione dell’uomo.

“La morte non era più qualcosa di opposto alla vita. La morte era compresa intrinsecamente nel mio essere”

Voto:

Haruki Murakami, è uno scrittore e saggista giapponese, nato a Kyoto nel 1949. È stato tradotto in circa cinquanta lingue e i suoi best-seller hanno venduto milioni di copie. I suoi lavori di narrativa si sono guadagnati l’acclamazione della critica e numerosi premi, sia in Giappone che a livello internazionale, come il World Fantasy Award (2006),  il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).

Editing by CriCra

 

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