Novità: Bacio Cremisi di Lara Adrian


Titolo: Bacio Cremisi
Autore: Kelley Armstrong (sito: http://www.laraadrian.com/)
Serie: The Midnight Breed
Edito da: Zorro Editore
Prezzo: 10,00€
Uscita: 20 Maggio 2010
Genere: Adult Fantasy, Vampiri
Pagine: 384 p.


Gli altri libri della stessa saga: Articolo su Sognando Leggendo

1. Il Bacio di Mezzanotte
2. Il Bacio Cremisi
3. Midnight Awakening
4. Midnight Rising
5. Veil of Midnight
6. Ashes of Midnight
7. Shades of Midnight
8. Taken by Midnight (previsto in America per settembre 2010)



Estratto del libro in anteprima:

Il bacio cremisi

Tess si svegliò di soprassalto.
Merda.
Da quanto tempo stava sonnecchiando? Era nel suo ufficio, il file contenente il caso di Shiva era aperto, sotto la sua guancia, sulla scrivania.
All’improvviso si ricordò, aveva alimentato la tigre malnutrita e l’aveva rimessa nella sua gabbia in modo da poter iniziare a scrivere i suoi risultati.
Così erano trascorse – guardò l’orologio – due ore e mezza?
Mancavano ormai solo pochi minuti alle tre del mattino.
Lei sarebbe dovuta tornare in clinica alle sette.
Tess gemette facendo un grande sbadiglio e stiracchiò le sue braccia indolenzite.
Per fortuna si era svegliata prima che Nora tornasse al lavoro, o non avrebbe mai sentito la fine del …
Un forte rumore risuonò da qualche parte nel retro della clinica.
Che diavolo era stato?
Forse era stato proprio un rumore simile a riscuoterla dal suo sonno un minuto prima?
Oh, accidenti. Certamente.
Ben doveva essere passato davanti e aveva visto le luci accese nella clinica. Non sarebbe stata la prima volta che le girava intorno guidando a tarda notte per controllarla. Davvero non aveva voglia di subire una predica sui suoi orari sconclusionati o la sua ostinata voglia di indipendenza.
Il rumore si era ripetuto ancora, un altro goffo bump, seguito da un rumore improvviso di metallo come qualcosa che colpisce uno scaffale.
Ciò significava che qualcuno era nella stanza di stoccaggio sul retro.
Tess si alzò dalla scrivania e fece qualche passo esitante verso la porta dell’ufficio, tese le orecchie per percepire qualsiasi rumore. Nella zona reception del canile, la manciata di gatti e cani in convalescenza erano inquieti. Alcuni di loro piagnucolavano, altri ringhiavano sommessamente.
“Ehi!” disse Tess rivolta allo spazio di fronte a lei. “C’è qualcuno qui? Ben, sei tu? Nora?”
Nessuna risposta. Per giunta i rumori che aveva sentito prima erano diventati ancora più forti.
Grandioso. Aveva appena annunciato la sua presenza a un intruso.
Meraviglioso, signorina Culver.
Assolutamente meraviglioso, maledizione .
Tentò di consolarsi cercando di trovare velocemente una soluzione logica. Forse era solo un barbone in cerca di rifugio che aveva trovato la strada dal vicolo verso la clinica.
Non è un intruso. Nessuno di pericoloso.
Sì? Allora, perché sentiva un formicolio alla nuca dove le si drizzavano i capelli?
Tess infilò le mani nelle tasche del suo camice da laboratorio, sentendosi improvvisamente molto vulnerabile. Sentì la penna a sfera urtare contro le sue dita. C’era anche qualcos’altro nella tasca.
Oh, bene. La siringa piena di tranquillante era sufficiente a mandare al tappeto un animale di quattrocento libbre (circa 180 Kg).
“C’è qualcuno là dietro?” » chiese, cercando di mantenere la sua voce ferma e stabile.
Si fermò alla reception per prendere il telefono. Quel dannato aggeggio non era un cordless – lo aveva comprato in saldo – e il ricevitore arrivava a malapena all’orecchio da sopra il bancone.
Tess girò intorno al grande tavolo a forma di U, guardando nervosamente alle sue spalle, mentre cominciava a digitare il 911 sulla tastiera.
“Faresti meglio ad uscire da lì all’istante, perché sto chiamando la polizia”.
“No… Per favore… Non avere paura…”
Quella voce profonda era così calma, non sarebbe dovuta arrivare alle sue orecchie, ma lo fece.
La sentì così chiaramente, come se le parole fossero state sussurrate proprio vicino alla sua testa.
Dentro la sua testa per l’esattezza, anche se sembrava strano.
Ci fu un suono gracchiante seguito da un violento colpo di tosse, sicuramente provenienti dalla camera di stoccaggio. A chiunque appartenesse la voce, sembrava che stesse soffrendo molto. Il dolore che c’è tra la vita e la morte.
“Dannazione”.
Tess trattenne il respiro e riattaccò il telefono prima che partisse la chiamata. Camminava lentamente verso il retro della clinica, incerta su cosa l’aspettasse e desiderosa di non vedere niente di strano.
“Ehi? Che ci fai qui? Sei ferito?”
Chiese all’intruso quando aprì la porta per entrare nel magazzino. Sentì un respiro affannoso e avvertì la puzza di fumo e l’odore salmastro del fiume. Avvertì anche l’odore del sangue. Troppo sangue.
Tess accese la luce.
I neon fluorescenti stridettero prendendo vita sopra di lei, illuminando l’enorme mole di un uomo zuppo e gravemente ferito, accasciato al suolo vicino a uno degli scaffali di approvvigionamento. Era tutto vestito di nero, come una sorta di incubo gotico – giacca di pelle nera, t-shirt, pantaloni militari e anfibi.
Anche i suoi capelli erano neri, bagnati e appiccicati alla testa, teneva il viso basso per non farsi vedere. Una brutta scia di sangue mista all’acqua del fiume veniva dalla porta sul retro che era parzialmente aperta sul vicolo, nel magazzino di Tess dove l’uomo giaceva. Evidentemente si era trascinato dentro, forse incapace di camminare.
Se non fosse stata così abituata a vedere le macabre conseguenze degli incidenti automobilistici, percosse, e altri traumi fisici nei suoi pazienti di origine animale, la vista delle lesioni di quell’uomo le avrebbe sicuramente fatto rivoltare lo stomaco.
Invece, dopo essersi calmata e vinto l’istinto “combatti o scappa”, la sua coscienza l’aveva portata a tornare il medico che era stata addestrata a essere. Clinica, calma e concentrata.
“Che cosa ti è successo?”
L’uomo grugnì, scuotendo vagamente la testa scura, come se non avesse intenzione di dirle nulla. Forse non poteva.
“Sei coperto di ustioni e ferite. Mio Dio, saranno centinaia! Sei stato coinvolto in un incidente?” Lanciò un’occhiata in basso e vide che con una mano si teneva l’addome. Il sangue filtrava tra le dita da una nuova, profonda ferita. “Hai un sanguinamento intestinale – e anche la gamba. Gesù, ti hanno sparato?”
“Ho bisogno di… sangue”.
Probabilmente riguardo quello aveva ragione. Il pavimento sotto di lui era reso scivoloso e scuro da quello che aveva perso solo dal suo arrivo alla clinica. Probabilmente ne aveva perso un bel po’ di più prima di arrivare lì. Quasi ogni centimetro della sua pelle era coperto da molteplici lacerazioni – il suo volto e il collo, le mani, ovunque Tess guardasse, vedeva sanguinamenti, tagli e contusioni. Le sue guance e la bocca erano di colore pallido, spettrale.
“Hai bisogno di un’ambulanza”, gli disse, cercando di non turbarlo, ma accidenti, il ragazzo era in cattive condizioni. “Rilassati adesso. Ora chiamo il 911 per te”.
“No!” Barcollò spostandosi sul pavimento dove era crollato, allungò una mano verso di lei, preoccupato.
“Niente ospedali! Non posso… Non posso andarci… loro non… possono aiutarmi”.
Nonostante la sua protesta, Tess iniziò a correre per raggiungere il telefono nell’altra stanza. Ma poi si ricordò della tigre rubata presente in una delle sue stanze d’esame. Difficile da spiegare alla EMT o, Dio non volesse alla polizia. Il negozio di armi probabilmente aveva già denunciato il furto dell’animale, oppure lo avrebbero fatto appena aperto quella mattina, poco più tardi.
“Per favore,” ansimò l’enorme uomo che sanguinava in tutto il suo ambulatorio. “Niente medici”.
Tess si fermò, guardandolo in silenzio. Aveva molto bisogno di aiuto, e ne aveva bisogno subito. Purtroppo, lei rappresentava la sua migliore scelta al momento. Non era sicura di quello che poteva fare per lui, ma forse poteva curarlo temporaneamente, metterlo in piedi, e tirarlo fuori da quell’inferno.
“Va bene”, disse. “Niente ambulanze per ora. Senti, io sono, uh … in realtà sono un medico. Beh, più o meno. Questa è la mia clinica veterinaria. Sarebbe possibile darti un’occhiata un po’ più da vicino? ”
Lei prese la smorfia della sua bocca e il sospiro irregolare come un sì.
Tess si posizionò accanto a lui sul pavimento. Le era sembrato grande dall’altra parte della stanza, ma accovacciata accanto a lui, si rese conto che era enorme, probabilmente sei piedi e mezzo (circa 2 metri e 30) e duecentocinquanta libbre (oltre 113 kg)di ossa robuste e solidi muscoli. Era una specie di culturista? Uno di quei macho mangiatori di carne che trascorrono la loro vita in palestra? C’era qualcosa in lui che non corrispondeva a quello stereotipo. Con l’espressione feroce della sua faccia, sembrava più il tipo di ragazzo da poter fare a pezzi un frequentatore di palestre con i denti.
Si muoveva leggermente le mani sul viso, forse per via del trauma. Il suo cranio era intatto, ma toccandolo si accorse che aveva subito un trauma cranico lieve, in qualche modo. Probabilmente era ancora in uno stato di shock.
“Voglio solo controllare i tuoi occhi”, lo informò con dolcezza, poi sollevò una delle sue palpebre.
Porca puttana.
Il taglio obliquo delle sue pupille al centro di due grandi e luminose iridi d’ambra la colse alla sprovvista. Lei indietreggiò, spaventata dalla ciò che si presentò alla sua vista.
“Che …”
Poi le venne in mente la spiegazione, e si sentì immediatamente una stupida per aver perso la calma.
Lenti a contatto di un costume.
Rilassati, si disse. Stava diventando nervosa senza una buona ragione. Il ragazzo doveva essere stato a una festa di Halloween che era degenerata o qualcosa di simile. Non si poteva dire molto dai suoi occhi fino a quando indossava quelle ridicole lenti.
Forse era stato a un party con gruppo di amici violenti; certamente sembrava grande e pericoloso, abbastanza da far parte di una sorta di gang. Forse era stato travolto da una esplosione quella sera, lei non aveva rilevato alcuna prova che lui fosse drogato. Non c’era odore di alcol su di lui. Solo un forte odore di fumo, ma non di sigarette.
Puzzava come se avesse camminato attraverso il fuoco. Subito prima di fare un tuffo nel Mystic River.
“Riesci a muovere le braccia o le gambe?” gli chiese, mentre ispezionava le sue membra. “Credi di avere delle ossa rotte?” .
Sfiorò con le mani le sue possenti braccia, senza sentire fratture evidenti. Le sue gambe erano molto robuste, nessuna delle ferite era grave a parte il foro di proiettile al polpaccio sinistro. Guardando la ferita le sembrò che il foro del proiettile fosse stato pulito. Allo stesso modo si poteva dire di quello che lo aveva colpito al busto. Fortunatamente per lui.
“Mi piacerebbe passare ad una delle mie stanza per le visite. Pensi di farcela a camminare, se ti aiuto a sostenerti?”
“Sangue”, ansimò, la sua voce era flebile. “Ne ho bisogno… adesso.”
“Beh, mi dispiace, ma in questo non posso aiutarti. Avrai bisogno di un ospedale per il sangue. Adesso, dobbiamo distenderti su un tavolo e toglierti questi luridi vestiti. Dio solo sa che tipo di batteri hai preso nell’ acqua dove sei stato. ”
Gli mise le mani sotto le ascelle cominciando a sollevarlo, incoraggiandolo ad alzarsi. Lui brontolò, qualcosa di profondo e animalesco. Quando le parole lasciarono la sua bocca, Tess intravide i suoi denti dietro il labbro superiore arricciato.
Oh. Questo è strano.
Quei mostruosi canini erano in realtà … zanne?
I suoi occhi si aprirono come se avesse sentito la sua consapevolezza. Il suo disagio. Tess rimase istantaneamente stregata dalla brillante luce ambrata, le iridi incandescenti le provocarono un moto di panico dritto nel petto. Capì che quelle non erano lenti a contatto.
Buon Dio. C’era qualcosa di diverso in quel ragazzo.
Lui le afferrò le braccia. Tess gridò impaurita. Cercò di tirarsi fuori dalla sua portata, ma era troppo forte.
Mani inflessibili come bande di ferro si strinsero forte intorno a lei e la tirarono più vicino. Tess gridò, con gli occhi spalancati, paralizzata dalla paura, mentre lui la tirava a sé.
“Oh, Dio. No!”
Volse il suo volto martoriato e insanguinato verso la gola. Trasse un respiro profondo mentre si avvicinava a lei, le sue labbra sfiorarono la sua pelle.
“Shhh”. L’aria calda scivolò sul suo collo mentre parlava con un basso, raschio dolorante. “Non voglio…non ti farò … Male. Lo prometto….”
Tess sentì le sue parole.
Fu sul punto di credergli.
Fino a quella frazione di secondo di terrore, quando lui socchiuse le labbra e affondò i denti in profondità nella sua carne.


Trama: Una sera, si presenta alla porta di Tess Culver uno sconosciuto, un uomo molto alto, vestito di nero, ferito da colpi di arma da fuoco. Sta perdendo molto sangue, e la donna tenta in ogni modo di salvarlo. Non sa che colui che le si è presentato con il nome di Dante in realtà è un guerriero vampiro, impegnato in una battaglia disperata, finché in un momento di intimità durante il quale tra i due si accende una passione irrefrenabile, Tess viene catapultata nel suo mondo, un luogo in perenne mutamento, fatto di ombre, dove bande di vampiri infestano la notte e seminano ovunque il terrore. Spaventato dalle visioni del terribile futuro che potrebbe attenderlo, Dante vive e combatte come se non avesse un domani davanti a sé. E Tess non è che un imprevisto del quale non aveva bisogno, anche se, quando anche i suoi fratelli si ritrovano sotto attacco, sarà costretto a proteggerla dalla stessa minaccia che incombe su di lui. Perché grazie a un solo bacio, avventato quanto irresistibile, lei è diventata parte del suo mondo sotterraneo… e lui, con il suo tocco, è capace di risvegliare nella donna capacità, desideri e brame che lei stessa non aveva idea di possedere. Legati dal sangue, Dante e Tess dovranno unire le loro forze per contrastare nemici mortali, anche quando scopriranno una passione che trascende i limiti della vita stessa.


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