Nuove uscite di Giugno, firmate Mondadori

Novità

Dal 6 Giugno la casa editrice Mondadori presenta:


Titolo: Atlas Obscura
Autore: Joshua Foer, Dylan Thuras, Ella Morton
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: Ebook 16.99 € // Cartaceo 35.00 €
Uscita: 6 Giugno 2017

TRAMA: Nato da un popolarissimo sito web, Atlas Obscura raccoglie oltre 600 luoghi tra i più bizzarri e misteriosi al mondo. Un compendio di prodigi naturali e architettonici in grado di ispirare al tempo stesso meraviglia e il desiderio irrefrenabile di viaggiare. Dal pozzo a gradini in India che ricorda un’opera di Escher alle grotte delle lucciole in Nuova Zelanda, dal gigantesco baobab in Sudafrica che ospita al suo interno un bar alla “festa del salto del neonato” in Spagna, Atlas Obscura ci delizia mostrandoci tutto quanto, al mondo, è inaspettato, misterioso, nascosto. E ancora, il grande organo a stalattiti in Virginia, il cratere in Turkmenistan – detto la “Porta dell’inferno” – che brucia da oltre 45 anni, le bare appese alle pareti rocciose di un promontorio nelle Filippine, o il “pronosticatore di tempeste” azionato da sanguisughe conservato nel Devon, in Inghilterra… Più Wunderkammer che guida tradizionale, Atlas Obscura è dedicato al viaggiatore da poltrona come all’amante delle avventure più estreme. Con descrizioni accurate e avvincenti, centinaia di fotografie, grafici e mappe di ogni regione del mondo, è un libro da aprire dove capita e leggere. Con un’unica avvertenza: una volta cominciato è impossibile smettere.
Contiene una sezione ampliata dedicata alle destinazioni in Italia..

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Titolo: Quanto basta
Autore: Lisa Casali
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: Cartaceo 19.90 €
Uscita: 6 Giugno 2017

 

TRAMA: Q.b. Quanto basta. L’abbiamo trovato scritto nelle ricette una miriade di volte. Ma “quanto basta” non indica solo la giusta quantità di un ingrediente: è una vera filosofia per approcciarsi alla cucina, al cibo, alla vita. Un nuovo modo di fare la spesa, cucinare e mangiare che apporta benefici alla salute, al portafogli e all’ambiente. È la rivoluzione raccontata da Lisa Casali – presenza quotidiana sulle frequenze di RDS e curatrice del blog “Ecocucina” – nel suo libro precedente, Tutto fa brodo, scritto all’insegna del motto: “In cucina non si butta nulla”. In queste pagine Lisa va oltre e ci suggerisce tanti modi intelligenti per combattere l’usa e getta, a cominciare dal momento più critico (e spesso trascurato): la spesa. Impareremo così a pianificare il menu settimanale, con un occhio al risparmio ma senza perdere di vista la qualità degli alimenti, la loro provenienza e tracciabilità, privilegiando produttori locali e frutta e verdura di stagione. E quando la spesa l’abbiamo portata a casa? Gestire le scorte di cibo e conservarlo adeguatamente sono fasi importanti quanto l’acquisto, e Lisa ci insegna tutti i trucchi per organizzare e tenere sotto controllo frigorifero e dispensa. Apprenderemo poi metodi di cottura alternativi ed ecologici (sapevate che si può cucinare nella lavastoviglie?), scopriremo l’esistenza di ingredienti nuovi e sperimenteremo ricette in cui i protagonisti diventano gli scarti e gli avanzi (persino le acque di cottura), dando una nuova, sana e gustosissima chance a ciò che abitualmente finirebbe nella pattumiera. Ma, soprattutto, ci divertiremo un sacco: perché Quanto basta non è il solito saggio sulle nuove scoperte dei nutrizionisti, né il manuale che riporta l’ultima dieta di moda, né tantomeno un classico ricettario. È un libro interattivo, pieno di test, disegni (fatti dall’autrice stessa), pagine da personalizzare, uno strumento pratico che consente di tracciare il proprio percorso personalizzato e ricco di indicazioni utili a individuare e correggere le cattive abitudini alimentari tenendo conto delle diverse esigenze (lavoro, famiglia, bambini…), per conciliare salute, risparmio e rispetto ambientale con la buona tavola.
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Titolo: Sono stato più cattivo
Autore: Enrico Ruggeri
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: Cartaceo 18.00 € // Ebook: 8.99 €
Uscita: 6 Giugno 2017

TRAMA: È il 1975, siamo in una discoteca di Londra. La serata sta per finire, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza. Vuole fare colpo. «Sono un musicista» le sussurra all’orecchio nel suo inglese stentato, «forse un giorno qualcuno ballerà con una delle mie canzoni». L’inglesina non alza nemmeno lo sguardo. «I don’t think so», non credo proprio, risponde con una smorfia. Due anni dopo, quel ragazzino firmerà il contratto per il suo primo disco. Dodici anni dopo, conquisterà la prima vittoria al festival di Sanremo e un disco di platino. La rabbia per quelle parole londinesi – e per molte altre cose che gli erano già successe – è stata, confessa oggi, un motore straordinario. In occasione del suo sessantesimo compleanno, Enrico Ruggeri, per la prima volta, decide di raccontare la sua vita. E lo fa partendo dal principio, dalla sua infanzia milanese, la depressione del padre – uomo intelligente e affascinante che però non riusciva ad andare a prenderlo a scuola tanta era la fatica di alzarsi e uscire da casa – e l’abbraccio di due generazioni di donne forti e iperprotettive che, con le migliori intenzioni, contribuivano alla sua solitudine. Si continua con gli anni del liceo, nella Milano dei ’70, in cui era quasi impossibile sfuggire al conformismo della contestazione, che nell’imporre mode e gusti alternativi passava in un attimo dal grottesco alla violenza. Intanto c’era stata la prima delusione amorosa e, soprattutto, l’incontro con la musica – i 45 giri dei Beatles, di Lou Reed, dei Roxy Music da ascoltare in loop tutto il pomeriggio – e il sogno di fondare una band. Si arriva così all’università, alla comparsa dei Decibel sulla scena punk milanese, alla nascita di sodalizi musicali indissolubili come quello con Luigi Schiavone, alla lunga, altalenante cavalcata verso l’affermazione. Con la rabbia, la sete di riscatto e la voglia di andare controcorrente come inseparabili compagni di avventura. Partendo dalla convinzione che siamo quello che viviamo, nel bene e nel male, e che “scrivere può salvarti la vita”, Ruggeri compone uno splendido memoir letterario onesto e spietato, una corsa sulle montagne russe che, ripercorrendo con affetto e durezza la sua vita, tappa dopo tappa, illumina tutti i successi e i fallimenti, le cadute e le rinascite.

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Titolo: Sei Quattro
Autore: Hideo Yokoyama
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: Cartaceo 20.00 € // Ebook: 8.99 €
Uscita: 6 Giugno 2017

 

TRAMA: Se Mikami Yoshinobu, il capo ufficio stampa della polizia regionale, potesse trasferire lo sconforto che prova nel corpo di un suo nemico, quest’ultimo stramazzerebbe di schianto per il dolore: sua figlia Ayumi è scappata da casa, a soli sedici anni, e da tre mesi è introvabile. L’ultima volta che Mikami l’ha vista era accovacciata al buio in un angolo della sua stanza e si colpiva il volto con i pugni, se lo graffiava. “Non la voglio questa faccia” gridava. Ayumi era convinta di avere un viso bruttissimo, come quello del padre. Questo straordinario crime giapponese, paragonato dal «Guardian» ai romanzi di Stieg Larsson, si apre con una scena all’obitorio dove Mikami, appunto, è stato chia- mato per identificare un corpo di ragazza, forse quello della figlia. Che non è, con sollievo dell’ex ispettore. Per ovvie associazioni, dolorosi ricordi si fanno strada nella mente del poliziotto riportandolo al 1989, il sessantaquattresimo e ultimo anno dell’era Shúwa, e a un problematico caso che la polizia all’epoca non era riuscita a risolvere. Una bambina era stata rapita e uccisa, nonostante il pagamento del riscatto richiesto. I colpevoli mai trovati. L’impopolare caso Sei Quattro, come era stato chiamato, che da anni ormai aveva steso un’ombra sulla credibilità del dipartimento e delle istituzioni, in una società dove il primo comandamento è quello di “non lasciare mai un crimine impunito”. Un caso che riemerge drammaticamente ora, dopo quattordici anni, dal momento che il capo della Polizia nazionale vuole venire in visita per scusarsi ufficialmente con la famiglia della fanciulla uccisa. Piccoli fuochi si accendono nella memoria di Mikami, forse un’anomalia nelle procedure, forse alcuni comportamenti non chiari dei colleghi, forse alcuni vuoti nel ca- stello di una burocrazia vasta e complessa. Lentamente, in modo inesorabile, la maledizione del caso Sei Quattro riprende la sua forma più spaventosa per attirare nuove vittime nella tenebra.. Romanzo epico sul raffinato sistema dei rapporti relazionali ed etici all’interno della società e delle istituzioni giapponesi – una cultura comportamentale a noi sconosciuta –, il libro è stato confrontato, per la sofisticata costruzione, a una torre Jenga – in cui ogni elemento, anche il più periferico, deve essere mantenuto perché l’equilibrio della struttura non venga compromesso. Anche per questo ormai si parla di Sei Quattro come di un bureaucracy thriller, unico esemplare di un nuovo genere.
Sei Quattro ha venduto, in Giappone, un milione di copie in sei giorni dall’uscita ed è stato recentemente pubblicato da prestigio- si editori, in Inghilterra e in America, divenendo un caso editoriale.
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