Obsidian attraverso gli occhi di Daemon di Jennifer L. Armentrout [Oblivion #1]

Oblivion I

Obsidian attraverso gli occhi di Daemon

di Jennifer L. Armentrout

Oblivion I (copertina)Titolo: Oblivion I – Obsidian attraverso gli occhi di Daemon
Autore: Jennifer L. Armentrout
TraduttoreLeonardo Taiuti
Serie: Lux #6
Edito da: Giunti
Prezzo: 12,00 €
Genere: Urban fantasy
Pagine: 334 p.

amazon-iconTrama: Con il Progetto Ovaltine (anche detto POV) che comprende i libri Obsidian, Onyx e Opal dal punto di vista di Daemon Black, si chiude il ciclo della saga Lux.

Serie Lux:

0.5 Shadows, breve prequel, 6 novembre 2013
1. Obsidian, 26 luglio 2013
1.5 Oblivion I – Obsidian attraverso gli occhi di Daemon, 6 aprile 2016
2. Onyx, 29 gennaio 2014
2.5 Oblivion II – Onyx attraverso gli occhi di Daemon, luglio 2016 (?)
3. Opal, 12 novembre 2014
3.5. Oblivion III – Opal attraverso gli occhi di Daemon, ottobre 2016 (?)
4. Origin, 11 febbraio 2015
5. Opposition, 24 giugno 2015

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Recensioneùdi La Chain Allie

E se l’amore viaggiasse anni luce da qui?

West Virginia.
La trama è sempre la stessa.

Nei pressi delle Seneca Rocks, Daemon Black e sua sorella gemella Dee vivono indisturbati nella casa che è stata assegnata loro dal Dipartimento della Difesa, nascondendo un segreto. Daemon, sua sorella e i suoi amici sono dei Lux, esseri fatti di luce giunti sulla Terra quando distrussero il loro pianeta.
I problemi arrivano quando un’imbranata diciassettenne per nulla appariscente e drogata di libri si trasferisce nella casa a fianco insieme alla madre.
Inizialmente Daemon la spia… Gli umani sono esseri deboli, i Luxen possono fare cose che loro riescono a mala pena immaginare, ma Katy ha qualcosa di diverso, quella ragazza tutta guance la incuriosisce.
Come si incontrano è odio a prima vista: Daemon è una visione bellissima, occhi smeraldo e un fisico mozzafiato e Kat ne rimane incantata, ma appena le rivolge la parola… arrogante, insopportabile, pieno di sé.
Per tutto il libro si punzecchiano, si respingono e si riprendono… Daemon capisce che di lei si può fidare.

Le afferrai i fianchi e la sollevai. Mi cinse la vita con le gambe e ricambiò il bacio con una passione che quasi mi spaventò. Speravo che non notasse quanto mi tremavano le mani. Anzi, quanto tremavo tutto, dalla testa ai piedi. Avevo il fuoco sotto la pelle e stavo per perdere il controllo. Rischiavo di assumere le mie sembianze Luxen, e di certo non sarebbe stato un bene.
Non m’importava. Mi schiacciai più forte contro di lei e gemette di nuovo. A quel punto persi la testa, sentivo il sangue ribollirmi dentro. Non avevo scelta, dovevo liberarmi di quell’energia. Ci giravamo intorno da mesi. Sin dal primo istante.
Non avevo mai desiderato nessuna ragazza tanto quanto desideravo Kat.

La Giunti ha giocato d’astuzia dividendo il POV in tre volumi, accaparrandosene già i diritti. Questo per facilitare la lettura in quanto un libro unico che superava le 1000 pagine (com’è già stato diffuso in Ebook da Entangled Teen l’1 Dicembre 2015) sarebbe potuto risultare un mattone da digerire e il costo non particolarmente accessibile al pubblico. Sinceramente non approvo la scelta di frazionare Oblivion: la storia la si conosce già, seppure attraverso un diverso punto di vista, quindi la lettura sarebbe comunque risultata scorrevole. Dunque mi viene da pensare che abbiano optato per la divisione del tomo esclusivamente per una questione economica.

Di riflesso a questa scelta, non abbiamo una grande quantità di scene extra e le poche presenti non sono particolarmente dettagliate. Una bella idea che, però, rimane tale: i riferimenti sono superficiali e nel momento in cui la scrittrice poteva soffermarsi per arricchire la trama, questa conclude il discorso. Quando sembra che possa succedere qualcosa di eclatante, l’azione si blocca e rimane solo una bozza di quella che poteva essere una bella storia – seppur non molto originale – lasciando il lettore deluso.

«Invertire un punto di vista è più difficile di quanto possa sembrare – quando si estrapola una scena da un romanzo la si riscrive solamente nel momento in cui si è completamente disconnessi dall’intero romanzo e dal personaggio», dichiara la scrittrice. «Sono davvero contenta di potervi dare ciò che mi avete chiesto – più Daemon». Questo fa pensare che la Armentrout si sia dedicata al POV esclusivamente per accontentare i fan in quanto lo stile non viene curato, i periodi presentano spesso ripetizioni e alcune battute sfiorano il ridicolo.
Un merito però che possiamo assegnarle è il riuscire a mantenere la distinzione nella narrazione dal punto di vista maschile, senza fondere i pensieri con la protagonista femminile e senza farcela mancare. In più riusciamo ad apprezzare meglio Daemon, avendo una visione di una parte fragile e nascosta del suo essere, grazie a particolari che sarebbero rimasti sconosciuti se avessimo letto esclusivamente Obsidian.

È interessante leggere questo retelling, dunque, proprio perché riusciamo a comprendere le diverse scelte compiute dal protagonista.
Nel primo libro lo vedevamo scostante, insopportabile, distaccato e solo in Oblivion scopriamo un Daemon più maturo, più riflessivo, la cui arroganza cela un carattere combattuto tra l’allontanarsi da Katy per proteggere Dee, l’ultimo membro della sua famiglia, e il seguire i sentimenti che lo portano verso l’unica umana che gli abbia mai rapito il cuore…

Dee è la sua unica priorità. Dopo aver perso il fratello Dawson per colpa di un’umana, capisce che questa nuova vicina è un pericolo e fa di tutto per tenerla a distanza. Ha una devozione totalizzante per la sorella, per questo all’inizio prende delle decisioni scomode.

Il problema è sempre il modo in cui il tutto viene messo su carta. La Armentrout tratta il suo personaggio in modo superficiale, banalizzandolo nella maniera di un bad boy (come viene definito da Katy in Obsidian), bello e tenebroso che cade spesso nel volgare. Dunque, anche sul protagonista si sarebbe potuta fare una caratterizzazione più dettagliata o una resa migliore, in quanto Daemon risulta un bel personaggio, ma ancora “scheletrico“.

In questo POV vediamo quindi Daemon sotto una nuova luce. È stata una novità scoprire che si è sentito attratto da Katy già prima della catastrofica conoscenza:

Chiusi gli occhi, irritato da quello spettacolo. Riuscì ad arrivare ai gradini di casa, ma ero certo che non ce l’avrebbe fatta a portare dentro lo scatolone senza cadere e rompersi l’osso del collo.
Alzai un sopracciglio.

Se si fosse rotta l’osso del collo, be’… ecco risolto il problema dei nuovi vicini. […]
La ragazza incespicò e lo scatolone barcollò pericolosamente, producendo un tintinnio di vetri.
E, siccome gareggiavo per diventare il più grande idiota del pianeta, rimasi lì tra gli alberi, lo stomaco che brontolava come un motore, e la aiutai a trasportare dentro uno scatolone dopo l’altro senza che neanche se ne accorgesse.»

È un ragazzo caparbio, il Lux più forte e coraggioso… eppure è la parte umana, quella nascosta che affascina. Attraverso lo scontro con l’Arum – un essere fatto di tenebra -, realizziamo che Daemon farebbe e fa qualsiasi cosa per Kat, addirittura mettere in pericolo se stesso e i suoi cari per salvarla. Questa è una scena ricca di azione decisa e concisa nel quale quel barlume di amore che lui stava combattendo ha la meglio e non può fare altro che venire travolto da quei sentimenti che tanto voleva respingere.

«Kat?»
Era sdraiata sulla schiena e il suo petto… si muoveva a malapena. Mi precipitai accanto a lei, buttandomi in ginocchio. Emise un rantolo e il panico mi serrò la gola.
Eravamo arrivati così lontano… L’avevo salvata, aveva preso tutto quello che avevo potuto darle, e invece di scappare via, mettersi al sicuro, l’aveva usato per salvarci.
Si era sacrificata per noi.

Non me lo meritavo. No, non me lo meritavo affatto.
La strinsi forte tra le braccia e mi sembrò leggera come l’aria, come se una parte di lei fosse già svanita. «Kat, resta con me, dì qualcosa, forza!»
Dee si alzò in piedi a fatica, il panico nella voce. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo da Kat. Le accarezzavo il viso con la punta delle dita per asciugare il sangue… ma ce n’era così tanto. Sotto il naso, agli angoli della bocca, nelle orecchie… e perfino sotto gli occhi.
Non era giusto.
Capii che cosa dovevo fare. «Dee, torna subito a casa, Contatta Adam… dev’essere là fuori, da qualche parte.»
«Non voglio andare via» protestò Dee abbracciandola all’altezza della vita. «Sta sanguinando! Dobbiamo portarla all’ospedale.»
Kat mi guardava, ma non si muoveva. L’orrore mi serrava il petto come una morsa.
«Torna a casa! Va’» urlai, poi provai a calmarmi. Dee non poteva sapere cosa stavo per fare. «Ti scongiuro. Va’ via. Lei sta bene. Ha solo… bisogno di un minuto.»

Dalle prime pagine di Obsidian ho ritrovato una eco della saga di Twilight, come anche l’idea di ripresentare il romanzo dal punto di vista di Edward Cullen (Midnight Sun, lasciato incompiuto per aneddoti che direttamente non ci riguardano) avuta sempre da Stephenie Meyer, ma lasciamo perdere.

Consiglio questo libro? Sì, poiché una lettura scorrevole, anche se non articolata, rilassa sempre, inoltre è stato interessante rivivere la conoscenza dei due protagonisti. Penso che potrebbe essere un bell’esperimento leggere prima Obsidian e di seguito Oblivion I per avere immediatamente entrambi i punti di vista dei personaggi principali e una visione a 360° sulla storia.

VOTO:
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Jennifer L. Armentrout, vive a Martinsburg, in West Virginia. Tutte le voci sentite sul suo conto non sono vere. Beh, per la maggior parte. Quando non è duramente impegnata a scrivere, passa il tempo leggendo, elaborando, e guardando brutti film di zombie, fingendo di scrivere. Divide casa con suo marito e ama passeggiare con lui e con il suo Jack Russel, Loki. I suoi sogni di diventare una scrittrice sono cominciati durante le lezioni di algebra, quando passava il tempo scrivendo storie brevi, il che potrebbe spiegare i suoi deprimenti voti in matematica. Jennifer scrive urban fantasy e romance, sia young adult che adult.

 

by La Chain Allie
Articolo corretto da Nasreen

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