Occhi gialli-neri di Paola Beatrice Rossini

Paola Beatrice Rossini;

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Paola Beatrice Rossini è nata a Firenze il 27/07/1971. E’ sposata e ha tre figli. Laureata in Pedagogia, è insegnante di scuola primaria e lavora con bambini che hanno difficoltà di apprendimento. Appassionata della lettura; le piace essere creativa nel lavoro e nella scrittura (che spesso mescola insieme) di filastrocche, poesie, racconti e adesso un romanzo. Due sue poesie sono state pubblicate: una nell’antologia “Habere Artem” vol. XIII Aletti Editore, l’altra nell’antologia “La Notte” di Poesiaèrivoluzione. Ha partecipato con entusiasmo al libro “Nano-scrittori ai tempi di Facebook Un romanzo di dieci parole” di Franco Coda e “Scrivi una pola in dieci parole” Nanowriters meet polaroiders.

Occhi gialli-neriTitolo: Occhi gialli-neri 
Autore: Paola Beatrice Rossini
Edito da: Ciesse Edizioni
Prezzo: 12,50 €
Genere:Yang Adult, Paranormal Romance, Demoni
Pagine: 138 p.
Voto:1Astelle.png

 

Trama:

 “Vagava nel cielo

un angelo nero

Il suo lungo mantello

un oscuro fardello…”

Dafne esce da un locale arrabbiata e delusa per quello che ha appena scoperto. Presa dalla rabbia, non si rende conto di camminare da sola per le strade buie di Londra. Due loschi individui cercano di approfittarsi di lei e, all’ultimo minuto, sarà salvata da “qualcosa” di non umano. La ragazza è salva ma quella cosa vuole avere più informazioni su di lei; poiché, tutte le volte che tenterà di ucciderla, un’assopita emozione lo bloccherà, rendendolo vulnerabile e diverso da quello che è. Da quel momento si scatenerà in lui una lotta interna che lo porterà indietro nel tempo, all’origine della sua dannazione. Un intreccio fra realtà e fantasia che tocca anche tematiche importanti della nostra attualità.

 

Recensione:

Occhi gialli-neri è un paranormal-romance nostrano ambientato a Londra un paio di anni fa. Caratteristica principale del romanzo sono sicuramente le poesie che aprono alcuni capitoli e che, a mio parere, sono molto più evocative della storia stessa. Infatti, la narrazione della Rossini ha questo grande difetto: è piatta, non ha cambiamento di ritmo e spesso è troppo dolce e pacata per suscitare davvero le sensazioni che vuole descrivere. Nei primi capitoli le scene sono completamente scollegate tra loro, si passa dal passato al presente, da Londra a qualunque altro posto nel mondo in modo sconnesso. Invece, all’incirca a metà libro, la narrazione diventa fluida e scorrevole.

Un altro limite della narrazione sono i personaggi troppo poco approfonditi. Al di là di Laghor, che è il personaggio più complesso (ma, a mio parere, anche lui troppo semplificato), tutti gli altri sembrano non avere una vita prima dell’inizio del racconto e sono completamente inutili: se non ci fossero, la storia andrebbe avanti senza molti problemi. Insomma, ci si affeziona appena ai protagonisti, di tutti gli altri personaggi ti interessa così poco che alla fine del libro a mala pena ti accorgi che non hai la minima idea di che fine abbiano fatto.

Il tema, ovviamente, è sempre quello: un amore impossibile tra una bella ragazza londinese, Dafne, e Laghor un demone antico, prediletto di Mefistofele, mandato a ucciderla. Ma qualcosa glielo impedisce: un sentimento che credeva di aver dimenticato torna violento a dire la sua, costringendo il demone, che dovrebbe essere insensibile a qualunque emozione, a violentare il suo essere e ad amare e proteggere la creatura che avrebbe dovuto distruggere. Così, piano piano, Laghor inizia a farsi delle domande, a ricercare il se stesso perso da millenni, a scavare per riportare a galla le tragedie che lo hanno fatto diventare il demone spietato che è oggi. Nonostante i suoi duemila anni al servizio di Mefistofele, impara solo ora che il Male tradisce sempre, mentre il Bene è sempre pronto a darti un’altra possibilità anche se per secoli le hai rifiutate.

E quindi, anche se la storia è interessante e a tratti originali, il modo in cui viene raccontata non coinvolge e lascia insoddisfatti: manca l’azione, manca il ritmo serrato nella grande battaglia tra Laghor e Mefistofele, manca la confusione e la frustrazione di un demone snaturato e di una ragazza sedotta e abbandonata. Leggendo sembra di guardare la storia da lontano senza riuscire a farne parte.

 

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Una replica a “Occhi gialli-neri di Paola Beatrice Rossini”

  1. Luna ha detto:

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