Open Grave. Il film

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Open Grave

 

Titolo: Open Grave
Regia: Gonzalo Lòpez-Gallego
Sceneggiatura: Chris Borey, Eddie Borey
Genere: Horror, Thriller
Durata: 102 minuti
Interpreti: Sharlto Copley, Joseph Morgan,
Thomas Kretschmann, Erin Richards,
Josie Ho, Max Wrottesley

Anno: 2013

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Recensioneùdi Grove

 

Un uomo dal volto coperto di graffi si risveglia in una fossa comune nel bel mezzo di una notte da lupi, e si rende conto di non ricordare più né il suo nome né come sia finito Opengrave2lì. Il mistero si infittisce quando una donna muta dai tratti orientali verrà in suo soccorso gettandogli una fune e sottraendolo al mucchio di cadaveri. Fuori, in un’abitazione in mezzo al bosco, troverà altre persone che come lui hanno perso la memoria. L’unica persona che sembra sapere cosa stia accadendo è la donna muta che però non può comprenderli né tantomeno comunicargli nulla. I ricordi di ognuno di loro riaffioreranno mano a mano che la trama avanza, ma degli assassini fuori di testa girano nei boschi circostanti, minacciando costantemente gli uomini senza memoria e facendogli capire che quello dove si trovano non è un posto dove sostare a lungo. Come se non bastasse il 18 di quel mese (ovvero qualche giorno dopo) sembra essere la data che segna la venuta di qualcuno, o di qualcosa. Il tutto diverrà una corsa contro il tempo, alla ricerca di indizi che possano permettere loro di capire cosa sia successo esattamente.

È così che avvertiamo Open Grave, trascinati in questa corsa contro il tempo che avrà ben pochi rallentamenti. La mancata conoscenza di ciò che è avvenuto ci farà dubitare di chiunque, anche del protagonista. La pazzia degli assassini spaventa e i primi posti per le scene più interessanti vanno a loro, in particolare quelle del filo spinato e delle chiavi dell’auto. Anche le scene nella fossa comune disgustano e angosciano lo spettatore, che difficilmente riuscirà ad estraniarsi dalla situazione claustrofobica, arrivando a desiderare al più presto l’uscita. I rumori dei cadaveri calpestati e allontanati sono inquietantemente reali, rivelando un comparto sonoro ben curato. Buone anche le musiche di Juan Navazo, ben integrate con la vicenda narrativa, che coinvolgono soprattutto nelle scene colme di suspense.

Open Grave utilizza intelligentemente l’ormai conosciuta tecnica cinematografica dello svelare tassello dopo tassello la trama che solo nel finale si mostrerà nella sua interezza. I colpi di scena sono molteplici, e alcuni apparentemente inspiegabili, ma alla fine tutto verrà svelato. Il film riesce ottimamente nello scopo di incuriosire lo spettatore, il problema sta nel fatto che la curiosità alla fine non viene premiata, e il labirinto mentale in cui ci troviamo gettati insieme ai protagonisti si risolve in una verità che di fronte ai molti film horror presenti in sala sul tema risulta essere molto “banale”. Molto interessante il coinvolgimento (un po’ irrealistico, a dire il vero) dell’ippocampo, una struttura cOpen Grave 3erebrale ampiamente coinvolta nel processo mnemonico, che rende più articolata e interessante la vicenda, come fece a suo tempo con il Memento di Cristopher Nolan a cui questo Open Grave deve molto. Ed è lo stesso ippocampo scombussolato però a giustificare sentimenti un po’ troppo improvvisati e di pancia dei protagonisti nelle varie parti della trama, che appunto per intuibili ragioni non possono essere criticati, ma che rivelano, tranne che per la convincente attrice cinese Josie Ho, interpretazioni sciatte che stufano già dalla seconda inquadratura. Gli “assassini” vanno alla grande invece, e potrebbero vendere un po’ della loro pazzia a molte creature di altri film horror, che tanto ne avrebbero bisogno. Quando sono presenti in scena l’adrenalina sale, e molto velocemente. Purtroppo gli viene dedicato talmente poco spazio da essere costretti a passare in secondo piano rispetto alla vicenda.

Quel che poteva sembrare qualcosa di diverso va a finire quindi ammucchiato tra i tanti horror che affollano ad oggi le sale, un po’ come i cadaveri della fossa a cielo aperto di inizio film. Il fatto che si sia classificato da solo come tale, avendo invece molte carte in mano per distinguersi dalla massa, dispiace. Si può osare, soprattutto in un genere come questo, ma bisogna trovare il coraggio per farlo.

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~ Grove.

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