Ophelia e le Officine del Tempo di Emanuela Valentini

Emanuela Valentini

Vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Da qualche mese è entrata a fare parte della Redazione diSpeechless. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vedrà la luce della pubblicazione, con il marchio GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo. Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà nell’antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

Sitohttp://labambinasenzacuore.altervista.org

Pagina FB dell’autricewww.facebook.com/emanuela.valentini.758?fref=ts

Titolo: Ophelia e le officine del tempo
Autore: Emanuela Valentini
Serie: //
Edito da: GeMS
Prezzo: 2,99 €
Genere: Romance
Pagine: 345 p.
Voto: http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle71.png

Trama: In una Londra distopica e notturna, dove i vicoli stretti e maleodoranti confinano con la maestosa luminosità dei quartieri ricchi e monumentali, qualcuno ha in mano il destino del mondo. All’ultimo piano di un elegante palazzo, il professor Eleazar Borislav Budimir costudisce il bene più prezioso: il tempo. Nell’indifferenza di una società accecata, il professore compra il tempo dei bambini del ghetto per rivenderlo ai riccastri della città. Ma è inutile comprare quello che si può rubare. E poco importa se la sua folle ricerca condurrà i donatori alla morte e gli acquirenti alla pazzia, gli ingranaggi della scienza sono implacabili e non possono essere fermati.
Sullo sfondo di inseguimenti mozzafiato, misteriose macchine volanti e fumosi locali bohémiens, la giovane Ophelia troverà il coraggio per indagare su questo mistero. E mettersi faccia a faccia con il proprio passato

Recensione
di Danylù

 “La testa le andò in mille pezzi, e non esisteva un luogo dove la sua consapevolezza avrebbe potuto trovare riparo, non c’era al mondo un posto dove potersi nascondere e aspettare la morte. Non c’era. Ophelia si alzò nell’ultimo minuto del mondo”

Il mio approccio con questo romanzo è stato molto strano. Un romanzo steampunk italiano? Ero dubbiosa e perplessa, per cui il mio approccio alla lettura è stato al quanto critico. Per questo motivo posso affermare che la mia recensione sia quanto mai obiettiva e fedele.

La prima cosa che ho notato è stata la sensibilità e attenzione verso i dettagli, capacità di romanzare anche le cose più banali rendendole interessanti (come una camera, un motore, un marchingegno qualsiasi, un guanto!).

I personaggi sono curati, caratterizzati, emozionati, ispirati, in poche parole: veri! Non sono super eroi, sono fatti di carne ed ossa, amano, odiano provano rabbia e rancore. Sono malvagi, cinici, sono quanto di più vario si può trovare passeggiando per una qualsiasi via affollata di Londra, o Milano, o Pechino!

I personaggi sono veri e per questo soffri con loro, vivi con loro e piangi con loro. Ophelia, la protagonista è una donna immensa, capace di riempire da sola pagine di interi volumi. Una donna reale, molto più vera di tante altre che si spacciano tali. Lei e la sua tuta da meccanico racchiudono così tanta grazia da rendere adorabile persino il grasso che le unge la faccia e la fuliggine che le sporca i capelli.

Una cosa che ho trovato adorabile sono gli espedienti narrativi usati dall’autrice per tenerti incollato alle pagine. Personaggi senza nome di una grandezza così palese che risulta chiaro quasi subito che nella storia avranno un ruolo, ma quale?

Intreccio narrativo chiaro e accattivante reso possibile da uno stile pulito e abbellito da abilità poetiche non indifferenti.  Capacità di rendere immagini le parole. La neve e la fuliggine, i vestiti, le inquadrature, una regia perfetta si innalza dalle pagine per invadere ogni senso.

Un altro punto fondamentale è la particolare attenzione al sociale. L’autrice abbraccia differenti tematiche cogliendo nell’intimo il lettore attento e sensibile.  Le cavie umane come poveri animali relegati nelle loro gabbie di morte. Umani come animali sfruttati dai potenti per i loro scopi, assenza di rispetto per la vita, qualsiasi sia la sua forma e manifestazione. E quanti di noi non vi riconoscono aspetti della nostra società? Dunque denuncia sociale fatta con un parallelismo fra i disagi dell’epoca e quelli della nostra. E dovrebbe farci riflettere come tante cose sono cambiate ma alcune sono rimaste nella loro barbara crudeltà, è mutata la forma, ma la sostanza resta.

Il ghetto, i poveri che solo perchè vestono stracci sono possibili colpevoli e non importa se egli stessi sono vittime, la società non gli crederà mai.

Un racconto “fantastico” dunque, calato nel reale e nelle problematiche di un’epoca passata, di una Londra post conflitto mondiale, un racconto fantastico tinto dai colori di questioni sociali nei quali ogni giorno siamo coinvolti (olocausto animale, sfruttamento di paesi sottosviluppati, la paura del diverso ecc.).

La cosa che ha permesso alla mia mente di calarsi totalmente nel “film-romanzo” è stato anche lo stile di scrittura. Chi ha letto Poe, Lovecraft, Flaubert, Goethe, Hesse ed altri grandi, sa bene come si scriveva un tempo, il modo di parafrasare, di descrivere, di raccontare e di dialogare. Ma la nostra autrice ha dalla sua l’eleganza tipica di alcune donne e la sensibilità “uterina” che contraddistingue a volte un sesso dall’altro. Così in lei cuore e testa giocano una partita ma non come avversari ma come compagni uniti e pronti a sostenersi l’un l’altro.

PS: Credo che questo sia il primo vero romanzo Steampunk italiano con il quale mi sono “scontrata-incontrata”. La sapienza con cui l’autrice rende reali e possibili le invenzioni è sconcertante, tutto sembra realmente funzionare! La descrizione delle aeronavi, dei marchingegni di Eleazar e di Shawn realmente ti fanno credere possibile un futuro a vapore!  Ho adorato quelle tinte da moviola condite da ingegneria “fantastica”  guardata attraverso Goggles, dall’odore di carbone avvolta dal vapore!

Anche se in alcuni passi la trama potrebbe sembrare “ingenua”, ci si renderà conto che è un espediente narrativo dell’autrice che talvolta crea aspettative e indica direzioni che poi in realtà scopri esser solo tue “supposizioni”. Questo è per me sintomo di grande maturità.

Le illustrazioni presenti sono state effettuate da me per Il racconto.

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