Outlandish Reviews: Il punto delle serie [Parte #2]

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Outlandish Reviews

Romanzi inediti che vorremmo sugli scaffali delle librerie

Il punto delle serie in corso [Parte #2]

 

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Recensioneùdi Gonza

The Seelie King

Torniamo a parlare di cose belle, o quanto meno carine. Decisamente accettabile, nonostante siamo arrivati a 5 (più il prequel composto da 4 libri, siamo a 9), Heather Killough-Walden tiene botta con la sua serie “The King”, non sempre tutti alla stessa altezza, ma almeno la trama mostra una certa capacità di andare al di là dell’unico libro. Punto a suo sfavore comunque sono le continue resurrezioni, voglio dire: se hai intenzione di resuscitarli tutti, che li uccidi a fare? Durante la lettura dell’ultimo libro ho avuto la sensazione che George R. Martin avesse preso il posto della bionda autrice statunitense…

HuntedAltrettanto carina, arrivata al sesto libro, è la serie urban fantasy di Kevin Hearne, che vede come protagonista il druido Atticus e il suo cane Oberon, personaggio veramente indimenticabile. In italiano è stato tradotto solo il primo libro “In fuga”, ma in questo mondo letterario strapopolato di mostri devo ammettere che i druidi aggiungono quel certo non so ché, anche perché sono contornati da divinità provenienti dai pantheon più differenti. Infatti, oltre ai vari Dei di origini celtiche e al loro contorno di fate, abbiamo Odino e Thor (che è uno sborone cattivo) più Gesù Cristo, la Madonna e alcune divinità Indù, giusto così, per non farsi mancare niente. Non voglio inoltre dimenticarmi degli Dei dei Navajo, che pure hanno un certo peso nella trama e che comunque sono interessanti per chi, come me, ne ignorava totalmente l’esistenza. A breve uscirà negli Stati Uniti il 7° libro e io non vedo proprio l’ora – anche perché l’ultima storia è finita abbastanza strana.

forgedMixed feelings, invece, per quanto riguarda la serie di Jacquelyne Frank “The world of nightwalkers”: dopo un inizio abbastanza orrido, in quanto non ho affatto apprezzato i bodywalker e la loro necessità di abitare un corpo precedentemente occupato. La svolta del 4° libro “Forged”, che vede come protagonista un simpatico Gargoyle e in cui si assiste all’incrocio delle trame con la precedente serie dei Nightwalkers, mi ha favorevolmente impressionato, quindi non è detto che la molli, anzi è più probabile che, in assenza di ulteriori suicidi, io continui a leggerla.

The Darkest CravingPollice decisamente verso per l’ultima fatica di Gena Showalter e i suoi “Lords of the Underworld” che sono diventati troppi, ma alla fine tutti uguali. La serie rasentava il banale ormai da tempo, e con il 10° volume “The darkest cravings” e la storia di Kane & Josephina, diciamo che la mia pazienza è arrivata alla fine e ho deciso di metterci un punto. Anche perché, quasi in contemporanea, ho letto il secondo volume dello spin-off (come al solito sugli angeli) e cioè la serie “Angels of the dark” che dire sia brutta è essere gentili, quindi meglio tagliare completamente con angeli e demoni e tornare a leggere altro, almeno per quanto riguarda questa autrice, che recentemente si è cimentata anche con gli zombie e Alice nel paese delle meraviglie, ma non so dirvi altro.

Reaper's JusticeNata già morta è anche, per quanto mi riguarda, la serie “Shadow’s Reaper” di Sarah McCarty, che avevo adorato per la sua serie sui rangers del Texas ai tempi del Far West – già tradotta in italiano da Harlequin, e che in lingua originale si chiama “Hell’s eight”. I Reaper sono dei fantomatici lupi mannari che non riescono, o almeno in generale non gli viene bene, a controllare la bestia in loro e che quindi prende il sopravvento se il soggetto prova emozioni forti. Il primo libro è stato talmente prolisso che più di una volta mi sono addormentata leggendolo, e quando sono arrivata alla fine ho tirato un sospiro di sollievo.

Rule BreakerDue parole finali su Lora Leigh e i suoi sempreverdi Breeds – arrivati ormai al n°29 – che, però, cominciano a essere anche un po’ troppo politici: la trama è così complicata che sono dovuta andarmi a leggere i riassunti dei vecchi libri per cercare di avere chiara la situazione, ma ovviamente non è una serie che posso abbandonare, intanto perché, a parte tutti gli impicci e i magheggi tra i Breeds e il concilio, resta affascinante e inoltre non è ancora uscito il libro su Cassie. E a quel punto tirerò le somme, non prima.

Crave The NightChi, invece, si è rinnovata e anche abbastanza bene è Lara Adrian e la sua seconda generazione dei guerrieri Breed. Siccome in italiano siamo quasi in contemporanea, dopo la prima tornata di guerrieri e i loro dieci libri, la nostra autrice che è anche gentile e simpatica (lo posso dire dopo averla incontrata qui, a Berlino, alla Love Letter Convention) ha iniziato una “quasi nuova serie” con i figli di quelli che sono i primi Breed. E devo dire che anche qui, grazie anche all’introduzione di “nuovi cattivi” oltre che di gente nuova, non si fa fatica a leggerla. Il prossimo libro uscirà il 5 agosto e vede come protagonista Nathan (finalmente), e siccome ho avuto l’opportunità di leggerlo grazie a Netgallery, devo ammettere che mi è piaciuto, anche se le mie aspettative erano decisamente troppo alte, perché era una storia che aspettavo da tempo.

Per ora, questo è quanto. A presto, per nuovi aggiornamenti sulle serie in lingua originale!

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