Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan [Lo scontro finale]

Rick Riordan;

Rick Riordan (San Antonio, 5 giugno 1954) è uno scrittore statunitense. Insegnante di inglese e storia nelle scuole medie, Rick Riordan nel 2002 riceve il riconoscimento Master Teacher Award. In Italia diventa noto nel 2010 quando Mondadori pubblica Il ladro di fulmini, primo romanzo della saga Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e dal quale in contemporanea è tratto un film. Attualmente Riordan vive nella città di San Antonio (Texas) con la moglie e i due figli.

 

Saga Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo;
  • Il ladro di fulmini  (isbn 9788804596288)
  • Il Mare dei Mostri (isbn:9788804603566)
  • La Maledizione del Titano (isbn:9788804608400)
  • La battaglia del Labirinto (isbn:9788804613411)
  • Lo Scontro Finale  (isbn:9788804616672) 

 

TitoloPercy Jackson e il ladro di fulmini
Autore: Rick Riordan
Serie: Percy Jackson e gli dei dell’olimpo, n.1
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17.00 euro
Genere: Romanzo Fantasy – Mitologico
Pagine: 368 pag
Voto:

Trama: Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell’Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l’ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull’innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l’ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell’Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale…

Recensione
di girasonia76

Percy Jackson e il ladro di fulmini inaugura una nuovissima saga che si svolge tutta tra fantasy e mitologia. Attrae il lettore e lo immerge immediatamente in quel mondo tanto nuovo quanto antico, in una dimensione tanto contemporanea quanto parallela. Se lo si legge con la consapevolezza che è stato da tanti paragonato a Harry Potter (ed è quasi sempre uscito sconfitto dal confronto), allora non lo si apprezzerà a pieno. È vero, i riferimenti ad Harry sono tanti e ad un occhio attento ed esperto potrebbero esserne davvero troppi, ma come lettrice appassionata di ogni nuova saga fantasy, e come lettrice che ama Harry Potter sopra ogni altra storia ho deciso di non tener conto degli elementi in comune e di considerarlo unico nel suo genere. (anche perché Harry è inimitabile).

Linizio della storia ha un ritmo così veloce che non abbiamo neanche il tempo di frequentare la scuola (normale) di Percy che già ci ritroviamo con lui al campo Mezzosangue, un po  frastornati dai tanti – troppi – cambiamenti giunti tutti in una volta. Eppure nonostante lincredulità, noi e Percy riusciamo ad adattarci e ad accettare la nostra (impensabile!) natura: siamo figli di un dio e di unumana! Wow! Complimenti a Rick Riordan per la trovata: rispolverare dei e mitologia è sempre una mossa azzeccata. La mitologia attira, incuriosisce e poi… chi di noi da piccolo non si è trovato ad adorare le storie di Pollon in tv? Certo qui gli dei non sono così carini e divertenti come nel vecchio cartone animato, ma ci piace avere a che fare con loro. Percy non ha il tempo di accettare la sua vera identità, che già sarà alle prese con unimpresa, unimpresa da eroi, che si può portare a termine solo se sullOlimpo qualcuno ci appoggia… e che può diventare impossibile se invece ci ostacola. Riordan sottolinea ovviamente la necessità dellamicizia, delle persone che ci stanno accanto e credono in noi, e che sono disposti a rischiare per aiutarci. E, alla fine, limpresa di Percy riuscirà grazie ad un mix di fortuna, coraggio, aiuto divino e tanta fiducia da parte di chi ti vuole bene.

Lautore ci ha raccontato una storia che ha per protagonista un bambino e i suoi amici, ma limpressione che si ricava è di leggere di qualcuno che può essere grande o piccolo, qualcuno che può essere ognuno di noi. Una volta chiuso il libro ci si può facilmente ritrovare a immaginare come potrebbe essere salire sullOlimpo (in cima allEmpire State Building *_*) e avere a che fare con gli inarrivabili, eterni, capricciosi e egoisti dei…
Non resta che sperare che i seguiti vengano pubblicati il prima possibile, non fateci crescere troppo senza Percy!

 

TitoloPercy Jackson e il mare dei mostri
Autore: Rick Riordan
Serie: Percy Jackson e gli dei dell’olimpo, n.2
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17.00 euro
Genere: Romanzo Fantasy – Mitologico, Giovanissimi
Pagine: 328 pag
Voto:

Trama: La vita di un semidio a New York non è sempre facile, e quella di Percy Jackson è diventata una vera impresa da quando ha scoperto di essere figlio di Poseidone e deve trascorrere tutte le estati al Campo Mezzosangue, insieme ai suoi simili. Ma ora il campo è in grave pericolo: l’albero magico che lo protegge è stato avvelenato e non riesce più a difenderlo dalle invasioni dei mostri. Solo il Vello d’Oro può salvarlo! Ma è custodito su un’isola da Polifemo, nelle acque tumultuose del Mare dei Mostri. La missione è affidata alla figlia di Ares, ma Percy non può certo restarsene con le mani in mano… anche perché il suo satiro custode Grover è nelle grinfie di Polifemo! Accompagnato dalla fedele Annabeth e dal nuovo amico ciclope Tyson, Percy dovrà intraprendere un viaggio per mare e affrontare le mille insidie che nasconde, dalla maga Circe al canto delle sirene. E come se non bastasse, la profezia dell’Oracolo si complicherà… Chi sarà, tra i figli dei tre Grandi, a tradire gli dei dell’Olimpo?

 

Le famiglie sono sempre un disastro. E quando si tratta di famiglie composte da immortali, bé… diventa un disastro eterno.

 

Recensione
di Nasreen

Questo secondo capitolo della saga, che racconta le avventure del semidio Percy Jackson e dei suoi amici, non mi ha affatto delusa, anzi! Premettendo che si tratta innegabilmente di un romanzo per giovanissimi (allo stesso livello dei primi tre romanzi di Harry Potter come età di lettura, per capirci),  in questo capitolo la storia si spoglia di quasi tutti i legacci che la tenevano ancorata alla saga della Signora Rowling per iniziare a spiccare il volo grazie unicamente alle proprie forze.

Dal punto di vista strutturale il libro rimane altamente fedele al primo romanzo nel seguire una traccia già pronta: “trio-missione impossibile-serie di catastrofici ostacoli-colpo di fortuna-aiuto inaspettato-vittoria“. Nonostante ciò la trama risulta comunque avvincente, piacevole e perfettamente in grado di catturare lattenzione del lettore fin dallinizio, anche grazie allinnegabile ironia che pervade le pagine scritte da Rick Riordan.

I suoi personaggi non sono perfetti e mantengono unumanità –  nonostante il loro essere semidei – che spesso e volentieri scarseggia in altri personaggi interamente umani: non sono perfetti e, comè ovvio, finiscono per combinare un sacco di guai che, uniti allabilità immane di Percy di fare pasticci ogni due su tre, rende il romanzo divertente e intrigante.

Grover, Annabeth (con il suo essere saggia ma combattiva!), Clarissa e perfino il maledetto Luke, un figlio di Hermes, sono tutti fortemente stereotipati ma assolutamente godibili e interessanti! Lintroduzione di Tyson è stato un colpo da mastro per lautore che ha toccato, grazie alla presenza di questo personaggio, delle importanti tematiche come quella dei rapporti genitori-figli.

Il forte legame delle avventure di Percy con una “profezia” che sembra riguardarlo, vincola ancora in maniera troppo marcata questo autore allombra di J. K. Rowling, così come il voler puntare sulla bivalenza del ragazzo che, agli occhi di amici e nemici, non è altro che una bomba ad orologeria che aspetta unicamente di esplodere per trasformare le sue gesta eroiche nella rovina di tutti.

Il vero e proprio colpo di scena si rivela alla fine, grazie al quale tutte le certezze cadono e lasciano il lettore ad attendere il seguito con la speranza che questo si renda sempre maggiormente autonomo e indipendente da influssi di saghe precedenti ma che continui ad essere la spensierata e piacevole lettura che è stata fino ad ora.

 

Rick Riordan

Titolo: Percy Jackson e la maledizione del Titano
Autore: Rick Riordan
Serie: Percy Jackson e gli dei dell’olimpo, n.3
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17.00 euro
Genere: Romanzo Fantasy – Mitologico, Giovanissimi
Pagine: 336 pag
Voto:

Trama:  Una pericolosa impresa attende Percy Jackson: insieme a Talia e Annabeth deve introdursi in una scuola di New York per portare al Campo Mezzosangue Angelo e Bianca, due potentissimi fratelli, eludendo la sorveglianza del vicepreside. Ma sotto le spoglie dell’aguzzino si nasconde un mostruoso emissario del perfido Crono, che rapisce Annabeth! Per salvarla, Percy avrà bisogno di tutto il suo coraggio, nonché dell’aiuto di un gruppo di Cacciatrici molto più toste di quanto immaginasse… Tra le zampate di un vorace leone, gli agguati di una non meno affamata torma di zombie e perfino la carica di un gigantesco cinghiale, il gruppo di eroi affronterà un viaggio pieno di insidie per giungere al cospetto di Crono. Ma prima dovrà battersi contro il suo Generale, Atlante, costretto da una maledizione a reggere il peso della volta celeste. Chi gli spiegherà che non era il caso di prendersi una pausa appoggiandola proprio sulle spalle della povera Annabeth?

 

Il venerdì prima della pausa invernale, mia madre durante la notte mi fece i bagagli uno zaino e alcune armi mortali e mi portò in un nuovo collegio. Passammo a prendere Annabeth e Talia per la strada.

Il viaggio durò otto ore da New York a Bar Harbor, Maine. Neve e nevischio coprivano l’autostrada. Annabeth, Thalia ed io non ci eravamo visti l’un l’altro nei mesi precedenti. Ma tra la bufera e il pensiero di ciò che stavamo per fare eravamo troppo nervosi per parlare. Tranne per mia madre. Lei parlava di più quando era nervosa. Per il momento arrivammo a Westhover Hall, si stava facendo buio e lei aveva detto ad Annabeth e Talia ogni imbarazzante storia che c’era da dire di quando ero bambino.

Thalia dopo aver spazzato la nebbia fuori dal finestrino della macchina sbirciò fuori. ”Oh, si. Sarà divertente.”

Westover Hall sembrava come il castello di un cavaliere malvagio. Era tutto di pietra nera con torri e finestre aperte e grandi porte in doppio legno. Esso sorgeva su una collina innevata che domina su una grande foresta gelida da un lato e il mare grigio dall’altro.

”Sei sicuro che non vuoi che io aspetti?” chiese mia madre.

“No grazie mamma” dissi “non so quanto tempo ci vorrà, saremo a posto”

“Ma come tornerai indietro? Sono preoccupata, Percy.”

Speravo non stessi arrossendo era già abbastanza brutto dipendere da mia mamma per guidarmi alle mie battaglie

”E’ tutto ok Ms Jackson.” Annabeth sorrise rassicurante. I suoi biondi capelli erano raccolti in un bianco cappuccio e i suoi occhi grigi erano dello stesso colore dell’oceano.”Noi lo terremo fuori dai guai” mia madre sembrò rilassarsi un po. Lei pensava che annabeth fosse il semidio più equilibrato. Lei è sicura che Annabeth spesso trattiene me dal farmi uccidere. Lei ha ragione, ma questo non significa che deve piacermi.

”Va bene, cari” disse mia madre ”Avete bisogno di qualcos’altro”?

”Si, Ms. Jackson” disse Talia. ”Grazie per il passaggio”

”Altre maglie? Avete il mio numero di cellulare?”

”Mamma”

”La tua ambrosia e il tuo nettare, Percy? E una dracma d’oro in caso avete bisogno di contattare il campo?”

”Mamma, sul serio. Staremo bene.  Andiamo ragazzi”

 

Recensione
di Nasreen

Terzo appuntamento con la nuova saga rivelazione per giovanissi (e non solo!) dedicata a Dei, semidei e figure mitologiche classiche, per una volta, più vicine alle nostra cultura mediterranea dei soliti vampiri e zombie (e che, nuovamente, ci siamo fatti fregare da uno statunitense!).

Percy Jeckson è leroe che sta appassionando i nuovi lettori del 2000 e che qualcuno già giudica degno erede di Harry Potter, maghetto che ha riportato alla lettura milioni di ragazzi in tutto il mondo. Concretamente Rick Riordan non è ancora al livello di J. K. Rowling ma, con questo terzo romanzo, si sta dimostrando chiaramente sempre più un degno avversario. Lo stile di Rick Riordan è molto più semplice e leggero di quello della Rowling (soprattutto se paragonato agli ultimi romanzi della saga di Harry Potter) ma leggendolo è facile cadere in un gradevole senso di deja vu, grazie soprattutto alla sua incredibile ironia e freschezza. Sembra di leggere, come sensazioni e non come contenuti!, i primi piccoli e carinissimi romanzi di Harry Potter, quando ancora lautrice scriveva per giovanissimi e non si era buttata sul fantasy per young adult.

Riordan gioca, con destrezza invidiabile, con la mitologia classica e la porta, con ironia, nella nostra società moderna. Non è impossibile leggere di Apollo che porta a spasso il sole con una spider rossa e, nel narrarlo, lautore riesce sempre a dare una giustificazione plausibile ogni volta che scienza, religione e modernità si scontrano duramente (come appunto sulla questione del Sole intesa come stella, divinità e palla di fuoco). In poche parole lautore riesce a farci provare delle emozioni, indipendentemente dalletà, non sdegnando anche qualche lezione di crescita/vita senza mai assumere un tono saccente o paternalistico. Un ottimo autore, senza dubbio.

Il libro si apre con Percy, Annabeth, Grover e Talia impegnati a salvare due piccoli semidei, Bianca e Nico, dai mostri. Peccato che, quando cè di mezzo Percy, le cose non possono andare mai semplicemente lisce e, nello specifico, assieme al figlio di Poseidone nella missione cè anche la rediviva figlia di Zeus, perché illuderci? Le cose precipeteranno, anche piuttosto in fretta.

Infatti i nostri eroi vengono attaccati da una manticora e Annabeth, figlia di Atena, viene catturata e data per “perduta”. Sarà solo lintervento della dea Artemide e delle sue Cacciatrici che impedirà al resto della comitiva di finire a dir poco tragicamente. Sarà questo linizio che darà il via ad una nuova profezia e missione, una corsa contro il tempo per ritrovare Annabeth e la Dea Artemide, finite entrambe in mano al nemico.

Fra una fuga e laltra i nostri giovani eroi ci cimenteranno in questa missione apparentemente impossibile che li porterà inevitabilmente a San Francisco, zona di influenza dei Titani. Che ci sia il loro zampino ancora una volta?

Incontreremo vecchi e nuovi personaggi (fra cui Afrodite – interessata unicamente al lato romantico della missione -; Apollo, Artemide e le Cacciatrici) e conosceremo meglio i vecchi, finendo con scoprire che sotto ognuno di loro cè molto più di quel che pensavamo.

Senza contare che i colpi di scena non mancheranno fino allultima pagina, è assicurato! Infatti avremo modo di conoscere altri giovani eroi, figli del Trio Divino (Poseidone, Zeus e Ade), che subentreranno come possibili distruttutori dellOlimpo.

Su chi ricadrà la Profezia? Percy? Talia? I nuovi eroi? Non ci è dato ancora modo di scoprirlo, purtroppo, ma a quanto sembra l’autore ha deciso di tenerci con il fiato sospeso fino allultimo romanzo!

 

Titolo: Percy Jackson e la battaglia del labirinto
Autore: Rick Riordan
Serie: Percy Jackson e gli dei dell’olimpo, n.4
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17.00 euro
Genere: Romanzo Fantasy – Mitologico
Pagine: 346 pag
Voto:

Trama:  La guerra tra gli dei dellOlimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il suo esercito siano a un passo dallinvasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta? Per difendersi, Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, che forse nasconde una via daccesso al Campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche da combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono. Lultima sfida ha inizio… e questo è solo la prima delle battaglie.

 

Recensione
di Nihal

Ed eccoci ormai al quarto capitolo della saga che ha stregato giovani lettori e non, riportando in auge un argomento considerato spesso antiquato e noioso come la mitologia antica, con una ventata di modernità. Devo essere onesta: quando ho comprato il primo libro, da potteriana convinta, ero molto scettica, ovviamente le somiglianze col mio Harry erano troppe e questo certo non deponeva a favore del giovane eroe che, a mio avviso, cercava di usurpare un posto che non gli spettava nel panorama fantasy e nei cuori di molti giovani lettori. Già a metà del primo libro ho dovuto ricredermi, certo le somiglianze ci sono ed è innegabile, ma quale libro fantasy per ragazzi non ha un protagonista con una missione da compiere, una profezia da scongiurare e due amici un po strani come spalla?

Ma torniamo a noi e al nostro quarto capitolo, la battaglia del labirinto. Stavolta Riordan si è confrontato con un mito molto conosciuto, Dedalo e il suo Labirinto, riuscendo anche in questo caso a rielaborarlo in chiave moderna ma lasciando la storia pressoché intoccata (elemento dello stile di Riordan che ammiro e invidio in egual misura). Percy, Annabeth &co. Stanno crescendo e si trovano ad affrontare situazioni che portano a sempre più a un maggiore approfondimento psicologico dei personaggi: tutto il libro infatti è basato su una serie di scelte che ognuno è costretto a fare e le conseguenze a cui queste scelte portano. Affrontare la realtà che li circonda diventa sempre più difficile e il nostro giovane eroe inizia a chiedersi come sarebbe una vita normale, senza dei da accontentare e mostri da cui scappare.

Il labirinto diventa così metafora della vita degli eroi: un luogo oscuro pieno di insidie in cui  le strade sono tante il rischio di perdersi è troppo alto e tutto ciò che ti circonda è una grande illusione che rende sempre più difficile raggiungere lobiettivo che ti sei posto, ma se sai giocare bene le tue carte, se hai una buona guida e dei compagni fidati, ogni cosa (anche il nascondiglio di Pan) è raggiungibile.

É senza dubbio un libro cruciale per la formazione dei personaggi che abbiamo imparato ad amare, che iniziano ad essere più consapevoli e a lottare per qualcosa di concreto, per degli ideali che gli appartengono e non per un fato che fino ad ora hanno accettato quasi con passività.

Come al solito Riordan non delude, affronta ogni argomento con lironia che caratterizza la saga e uno stile semplice e chiaro adatto al pubblico a cui si rivolge,  i giovanissimi, ma che può risultare un po  povero per i lettori più adulti che perdonano questa piccola mancanza (che mancanza non è  poiché si tratta di un libro per ragazzi) in vista dello straordinario mondo che è riuscito a regalarci.     

  

Titolo: Lo scontro finale
Autore: Rick Riordan
Serie: Percy Jackson e gli dei dell’olimpo, n.5
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17.00 euro
Genere: Romanzo Fantasy, Mitologico, Giovanissimi
Pagine: 361 pag
Voto:

Trama: Al Campo Mezzosangue Percy Jackson e i suoi amici si sono preparati tutto l’anno per la battaglia contro i Titani, sapendo che le probabilità di vittoria sono minime. L’armata di Crono è infatti più forte che mai, soprattutto da quando alcuni dei e semidei traditori si sono arruolati nelle sue file, accrescendo il suo potere. Mentre gli dei sono impegnati a contenere l’assalto del mostruoso Tifone, Crono avanza verso New York, dove il Monte Olimpo, apparentemente incustodito, aspetta solo di essere espugnato. Sarà compito di Percy e del suo agguerrito seguito di semidei fermare l’ascesa del Signore del Tempo e difendere la divina dimora dalle sue brame. Ma non sarà la sola minaccia che dovrà affrontare, perché l’attesa profezia che grava sul suo sedicesimo compleanno si avvererà. E mentre per le strade di Manhattan si combatte una guerra per la salvezza del mondo, Percy si troverà faccia a faccia con un terribile presentimento: che il nemico più forte contro cui sta lottando sia il proprio destino. 

 

Recensione
di Nihal

Sono sempre triste quando finisce una saga, soprattutto una che ho amato tanto come Percy Jackson. Quando poi le cose rimangono un po’ sospese, come in questo caso, ci rimani ancora più male e vorresti rintracciare lo scrittore e fargli scrivere subito un altro libro sotto minaccia di morte (Kathy Bates insegna). Ma vediamo prima cosa ci riserva questo libro.

New York è messa sotto assedio da Crono e il suo terribile esercito, fatto da divinità minori, semidei, titani, demoni e mostri di ogni sorta. Il nostro amato Percy avrà molto su cui lavorare: oltre a dover affrontare vecchie mostruose conoscenze e prendere delle decisioni molto difficili, mettendo a repentaglio la sua anima per la salvezza del mondo, la Grande Profezia, che finalmente gli viene rivelata per intero, gli prospetta un futuro non molto allegro. Gli dei sono occupati a respingere Tifone, il più potente dei Titani, per questo toccherà ai mezzosangue difendere l’Olimpo, o meglio l’Empire State Building, dagli attacchi nemici, guidati da Percy e Annabeth, confusi come non mai sui loro sentimenti. Ma non c’è tempo per queste cose: le morti di eroi valorosi si susseguono e l’esercito di Crono non sembra diminuire nonostante le perdite; dall’altra parte il fronte dei mezzosangue è spaccato e anche gli dei sono divisi, accecati dai loro interessi. Tra formidabili combattimenti e morti strazianti, Rick Riordan, come un perfetto creatore di miti, ci regala la sua morale: a volte bisogna rinunciare a qualcosa, anche se ci è caro, se si vuole acquisire qualcos’altro di più grande; ma ci insegna anche che spesso è nelle cose più insignificanti, quelle che diamo sempre per scontate, che si trova ciò che davvero conta.  

La saga di Percy Jackson finisce in modo straordinario tra battaglie sanguinose, morti inspiegabili e tanti miti e “citazioni” epiche. Un ruolo fondamentale, in questo libro, ce l’ha il vaso di Pandora e ciò che è rimasto all’interno; sebbene l’oggetto non compaia che un paio di volte nel racconto, la speranza, ciò che rimane agli uomini quando tutti i mali vengono liberati per il mondo, ci aleggia sempre intorno come una presenza evanescente. La speranza per un amico che non si vuole credere spacciato, per una promessa che si vuole a tutti i costi mantenere (ma soprattutto far mantenere), per un’impresa che i più considererebbero persa e per un amore non solo difficile, ma quasi impossibile. Speranza e amore è ciò che ci regala l’autore in quest’ultimo volume,  non solo amore romantico, presente nelle dosi necessarie a questo genere di romanzo, ma anche amore tra genitori e figli, siano essi figli biologici o acquisiti, che spesso ci costringe a sopportare grandi dolori, a fare scelte sempre più difficili, per non intromettersi nel loro destino. 

Vorrei sottolineare l’importanza che ha la figura di Achille in questo volume, ripreso non solo dal personaggio di Percy, che si vedrà costretto a seguirne le orme, ma anche da Clarisse, la guerriera, forse, più forte di tutto il campo mezzosangue, che come Achille si rifiuta di combattere e di far combattere i figli di Ares, a causa di un bottino, a suo giudizio, mal distribuito. Riordan riprende l’episodio di Patroclo che ruba le armi ad Achille e, fingendosi l’eroe, guida il suo esercito in battaglia; anche qui ci sarà bisogno di un coraggioso sacrificio per riportare Clarisse in guerra e farle capire il suo peccato di orgoglio.

L’autore non si smentisce e con lo stile semplice e ironico che lo caratterizza ci porta alla conclusione di questa saga, lasciandosi non una porta, ma una voragine aperta per un seguito: una nuova Grande Profezia. A parte questo, non è un senso di compiutezza quello che ti lascia la fine di questo libro: troppe cose rimangono sospese e molte non vengono chiarite del tutto. I fan più nostalgici possono ben sperare in una nuova saga che completi le cose  non concluse, oltre a mostrarci gli eroi protagonisti della nuova Grande Profezia.

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2 risposte a “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan [Lo scontro finale]”

  1. Titi ha detto:

    Sono molto belli tutti ma soprattuto il 4

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