Quello che sei per me di Rachel Van Dyken [Serie The Bet #1]

Quello che sei per me

Serie The Bet

di Rachel Van Dyken

 

quello che sei per meTitolo: Quello che sei per me
Autore: Rachel Van Dyken
Traduttore: Giorgia Di Tolle
Serie: The Bet #1
Edito da: Nord
Prezzo: 16,90 € //ebook 9,99 €
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 352 p.

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Trama: È bastata una notte per mandare in frantumi l’esistenza di Kacey Jacobs. Da allora, lei ha abbandonato gli studi, si è trasferita in un’altra città e ha trovato un lavoro. Ma, proprio quando pensava di essersi lasciata tutto alle spalle, ecco che il passato torna a bussare alla sua porta. Letteralmente. Jake Titus si presenta da lei e per chiederle aiuto. D’istinto, Kacey vorrebbe cacciarlo subito via, ma come rifiutare un favore al suo unico, grande amore? In fondo si tratta di andare a casa dei genitori di Jake e di fingersi la sua fidanzata per un weekend. Un weekend in cui, magari, Kacey potrebbe fargli capire di essere davvero la ragazza giusta per lui. Purtroppo nessuno l’ha informata che tra gli invitati ci sarebbe stato pure Travis, il bellissimo – e odioso – fratello maggiore di Jake… È solo un’occasione tutto ciò che desidera Travis Titus. Da bambino, ha scommesso con Jake che, una volta diventato grande, avrebbe sposato Kacey. E, nel corso degli anni, le ha provate tutte per fare colpo su di lei: inutilmente. Anzi, sembra proprio che Kacey non lo possa sopportare. Ma adesso lui è una persona diversa, e vuole confessare a Kacey i suoi sentimenti. Saranno sufficienti due giorni per conquistare il suo cuore, o dovrà rassegnarsi a guardare la donna della sua vita cadere tra le braccia del fratello?

The Bet Trilogy:
 
1. Quello che sei per me, 2014 (The Bet, 2013)
2. Cosa non farei per te, 2014 (The Wager, 2013)
3. The Dare, 2014 (in uscita originale a Luglio)

Cliccare sui titoli per leggere le altre recensioni pubblicate.

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Recensioneùdi RoRò

Non so davvero da dove cominciare nel mettere nero su bianco quanto penso di questo libro, tante e tali sono le cose che avrei da dire. Quando ci si imbatte in simili idiozie, è praticamente impossibile riuscire a rendere la fedele analisi di tutta una miriade di baggianate di cui questa storia è imbastita. Da dove dovrei partire per farvi comprendere? Dal registro assurdo e strampalato? Dai personaggi ridicoli e sconclusionati? Dalla trama e la sua, quanto mai, inconsistente pretesa di apparire come una brillante commedia romantica? Miei cari, qui, ci troviamo di fronte ad un ammasso di insulsaggini delle peggiore risma, un’accozzaglia di bestialità che mai nella mia vita mi sarei sognata di trovare tutte insieme nella stessa storia.

spoiler-alert

Kasey è un’universitaria ventiduenne che naviga in cattive acque per cui, quando si presenta al proprio cospetto il suo vecchio amore, Jake Titus — lo stesso ragazzo che due anni prima le ha spezzato il cuore — con una proposta indecente, non può rifiutare. O almeno, questo è quello che vorrebbe farci credere la Van Diken. La realtà è ben diversa, perché Kasey subisce ancora il fascino del suo ex-migliore amico, nonostante lui l’abbia “scopata” sul divano del proprio modesto appartamento e successivamente abbandonata senza nemmeno una parola. Niente di nuovo sotto il sole, di romantiche “Teste di cazzo”, come Jake Titus, ne è piena zeppa la letteratura rosa… dubito, però, che si possa trovare un altro romanzo in cui sia così bene accompagnato.

Kasey naturalmente accetta, seppure riluttante (sempre secondo la Van Diken, ndr.), il danaro di Jake, il quale a soli 22 anni è già laureato, miliardario, scellerato e prossimo alla gestione del colosso industriale di famiglia. Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe il compianto principe De Curtis. In cambio dovrà fingere, agli occhi della Pubblica Opinione e della famiglia Titus, di essere la sua fidanzata; decide quindi di seguirlo a Seattle nella lussuosa dimora di famiglia per tre lunghi giorni, durante i quali dovrà convivere con i suoi futuri suoceri, la nonna e il fratello di Jake. In breve vi ho riassunto il primo capitolo, l’unico che possa considerasi accettabile in tutta la storia giacché, a partire dal successivo, ci sarà un’incredibile serie di incongruenze, ridicolaggini e bestialità di ogni genere, una riga sì e l’altra pure.

A cominciare dalla scena in aereo, in cui Kasey si scopre avere il terrore di volare e Jake non manca di mostrarsi in tutta la sua imbecillità proponendole di limonare, con uno scambio di battute ai limiti della demenza. In realtà tutti i dialoghi della Van Diken sono totalmente e brutalmente demenziali, così come gli stessi personaggi, tutti caricaturali e incoerenti, dalla prima all’ultima pagina.

Ci ritroveremo, perciò, a sorbirci interi e interi capitoli sulle masturbazioni mentali di Kasey (al punto da ridurcelo a torroncino, ndr.) su quanto ami Jake e su come Jake, dal canto suo, fatichi a tenerselo nelle mutande per quanto la trovi appetitosa, salvo smentirsi poi, esattamente due righe dopo, quando pensa che seppure se la scoperebbe volentieri non vorrebbe crearle, e crearsi, false illusioni. Insomma, penserete voi, è davvero uno sporco bastardo questo Jake Titus. Ebbene, io direi piuttosto bipolare. La Van Diken, infatti, nel tentativo dilettantesco di stemperare la sua ottusa tronfiezza, due proposizioni dopo, gli fa asserire di agire per la salvaguardia della propria incolumità mentale perché non vuole più rischiare di spezzarsi nuovamente il cuore…

Jake aveva usato un tono sgarbato, ma era l’unico modo per non farle venire strane idee. Aveva bisogno di starle lontano e, per riuscirci, doveva comportarsi da stronzo totale. Così almeno non avrebbe rischiato di trovarsi col cuore a pezzi per la seconda volta e, con un po’ di fortuna, anche quello di lei sarebbe rimasto intatto.

Ma de che!??!?!?!?!! Proprio lui, che dopo aver deflorato la sua migliore amica è sparito per due anni??!?!?!?!?!?
Jake Titus è il classico donnaiolo impenitente e vanaglorioso e la Van Diken vorrebbe farlo apparire come lo scapolo d’oro, ambito in tutta l’America… talmente ambito che è costretto a pagare delle spogliarelliste per fare sesso, scatenando così lo scandalo pubblico che poi lo costringerà a chiedere l’aiuto di Kasy. A ventidue anni? Mah… Prendiamola per buona…
Kasey non è da meno, millanta amore e devozione per quest’uomo “stra-figherrimo” e appena scende dall’aereo e incontra il futuro cognato si bagna le mutandine.

Kacey distolse lo sguardo. Dio, Travis era così sexy che quasi voleva saltare sul tavolo e stuprarlo.

Eh sì, miei cari, perché se non lo sapete ve lo dico io, se c’è un fico più fico di Jake quello è Travis, il fratello maggiore, il quale ha passato la sua intera infanzia a tormentare la piccola Kasey. Anche qui, se gestita diversamente, la trovata poteva essere carina se non fosse che l’autrice è un’assoluta incapace e riesce a ridicolizzare l’infatuazione che Travis continua a nutrire per Kasey. In sole 200 pagine (formato digitale, ndr.) non ha saputo far quadrare uno solo degli espedienti narrativi, cui è ricorsa, con una soluzione coerente. La narrazione è piena zeppa di buchi e i personaggi sono talmente assurdi e caricaturali da risultare delle macchiette pietose, non se ne salva uno!

Travis dovrebbe apparire come un fustacchione, attraente, ricco più del dovuto (quello sempre, naturalmente! ndr.) ma più giudizioso del fratello. In verità è la parodia della virilità: ha il terrore dei ragni (Ma si può?!? Inconcepibile, oltre che improponibile dato che, tra le altre cose, gestisce un ranch in campagna, e vuoi che lì ragni non ce ne siano?), degli Orsetti Del Cuore (che Dio mi aiuti!), balbetta quando si emoziona, diventa un totale imbranato al cospetto della fidanzata del fratello e, per bocca della madre, sapremo pure che ha sofferto di enuresi nottura in tenera età. Dal momento in cui Travis entra in scena, i dialoghi diventeranno un continuo ed estenuante duello di battute offensive e provocazioni gratuite tra lui e Kasey.

Il momento topico di tutta la storia, però, è quello in cui avremo il piacere di incontrare la nonna, un’esuberante ottantacinquenne che si trucca come una battona, indossa abiti leopardati con tacco dodici e scopa col vicino di casa (una novella Moira Orfei). E per renderla, se possibile, ancora più ridicola la Van Diken ce la presenta come una donnetta intrigante e capricciosa, un’ex-agente dell’Intelligence che, come se non bastasse, annovera tra i suoi flirt una love story con uno dei Presidenti degli Stati Uniti D’America (Giuro, che mi cadano le braccia…). Ma tant’è…

L’arzilla vecchietta distribuirà con generosa volgarità e impertinente nonchalance perle di saggezza popolare, contornate da battute a sfondo sessuale che, se in bocca a una persona adulta possono suonare rozze, in bocca a un’ottuagenaria assumono un tono fuori luogo e raccapricciante. Come quando, per esempio, sorprende il nipote maggiore a ingropparsi la promessa sposa del proprio fratello sul divano di casa Titus, sotto lo stesso tetto dei suoi genitori.

«Travis! Kacey!» Nadine si portò una mano al cuore. Oddio. Ecco. La nonna lo aveva appena beccato mentre stava per scoparsi la fidanzata di suo fratello. Ci sarebbe rimasta secca. Lo sapeva.
«Kacey, quel reggiseno è davvero carino. Rosa. Dovrei prendermene uno anch’io», disse invece la nonna. Travis si nascose la testa tra le mani. Voleva solo sparire.
«Mi raccomando, ragazzi, mettete in ordine dopo. Non vorrete che Jake torni a casa e capisca che avete fatto l’amore.»

Ecco, arrivati a questa scena, più o meno, ho capito che stavo leggendo una vera e propria boiata, e che tutti i personaggi, più o meno, avevano già contraddetto, svariate volte, quanto affermato in precedenza. I Signori Titus sono quasi inesistenti, salvo alcune comparizioni in cui ci fanno capire quanto, anche loro, siano bislacchi. Gli altri personaggi di contorno sono per lo più solo ragazzette infoiate, tutte superficiali, tutte zoccole patentate concentrate sul come scoparsi Jake (il quale naturalmente non disdegna) e a spettegolare della povera e dolce Kasey.
Un vero “capolavoro” della letteratura. Scritto in una prosa misera e striminzita, con un abuso indecoroso di Cavoli e Merda, epiteti che, a quanto pare, la Van Diken deve apprezzare particolarmente. Non so proprio come dirlo in parole meno brutali ma Rachel Van Diken è assolutamente e irrimediabilmente inetta e sprovveduta, e il mestiere della scrittura dovrebbe essere l’ultima delle sue aspirazioni.

Dove sarebbe occorso sublimare la narrazione con svolte determinanti, lei stoppa il ritmo con pagliacciate inutili e prive di senso; dove avrebbe dovuto dilungarsi in descrizioni per migliorare l’introspezione dei personaggi e giustificarne l’operato, invece, lascia vuoti assordanti che spiazzano il lettore, al punto da presumere lo straccio di alcune pagine per qualche strano capriccio dell’editore. E a proposito di editori, sarei davvero curiosa di conoscere il Direttore Editoriale della Nord che ha portato in Italia quest’improbabile opera letteraria e chiedergli quali siano i criteri secondo i quali hanno stoppato la pubblicazione di colossi come Nora Roberts, la Feehan, la Singh per dirne solo alcune, per adottare quest’ignobile sfacciata che osa farsi  definire una scrittrice.

Potrei continuare a iosa su questa falsa riga in una vera e propria sfuriata fiume senza mai venire a capo di tutte le implacabili considerazioni che si agitano nei miei pensieri. Io credo che un lettore dovrebbe puntare i piedi e pretendere più rispetto e qualità nella selezione delle pubblicazioni, perché in tutta onestà CHIUNQUE sarebbe in grado di scrivere una roba del genere… persino una capra. E questo è quanto.

Voto

 

1Astelle

 

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Rachel Van Dyken

Rachel Van Dyken definita un’autrice bestseller da parte del New York Times, Wall Street Journal e USA Today, scrive romanzi di genere storico e contemporanei. Quando non sta scrivendo la si può trovare a bere caffè da Starbucks o magari buttar giù idee per il suo prossimo libro mentre guarda “The Bachelor”. Vive in Idaho con il marito e la loro Boxer, Sir Winston Churchill. Lei ama sentire le opinioni dai lettori.

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3 risposte a “Quello che sei per me di Rachel Van Dyken [Serie The Bet #1]”

  1. Lory ha detto:

    … conoscendoti.. sei anche stata buona..!!! grandiosa recensione RoRo

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