Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

Raccontami di un giorno perfetto

di Jennifer Niven

 

TitoloRaccontami di un giorno perfetto
Autore: Jennifer Niven
Edito da: DeAgostini
Prezzo: 14,90 €
Genere: Young Adult
Pagine: 400 pag.

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Trama: È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

 

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Recensioneùdi AuriCrem

Sono andata un po’ a scatola chiusa con questo romanzo, sapevo a grandi linee la trama ma mi son basata più che altro sulle recensioni positive che ho trovato su youtube, anche se ho trovato qualche recensione decisamente negativa. Sono arrivata alla conclusione che questo libro o lo ami o lo odi, e io l’ho amato!

La storia è piuttosto semplice inizialmente: Violet sale sulla torre campanaria della scuola per farla finita, sua sorella è morta in un incidente stradale durante la quale lei invece si è miracolosamente salvata, ma poco dopo arriva anche Finch, un ragazzo con pulsioni suicide quotidiane più o meno da sempre. Lui la dissuaderà dal buttarsi, ma tutta la scuola che considera Violet una ragazza solare e serena, si convince invece che sia stata lei a salvare lui. In realtà Finch non aveva realmente intenzione di buttarsi. Ciò che lui spesso fa è saggiare le occasioni e le situazioni, verificare un po’ come andrebbero le cose se…

“Tutto è solo un riempitivo, un modo per passare il tempo in attesa della morte.”

Fin da subito ho AMATO Finch alla follia. Ha un umorismo pungente, diretto, irriverente, macabro e ha una psiche così instabile, così frammentata. Come dice lo psicologo della scuola, molto probabilmente è affetto da bipolarismo ma le etichette non fanno per lui e perciò si rifiuta di incasellarsi in questa tipologia di persone. Non sempre per avere dei problemi devi essere malato, questo è ciò che pensa Theodore Finch e sono in parte d’accordo con lui. Violet invece mi è rimasta indifferente dall’inizio alla fine del libro, nemmeno la sua sofferenza mi smuoveva, forse sono entrata talmente tanto in sintonia con Finch da non riuscire ad empatizzare con gli altri personaggi.

Finch è incredibilmente diretto in tutto ciò che fa e non si fa alcun problema a far capire chiaramente a Violet che si è innamorato di lei da quel giorno sulla torre. La pedina praticamente accompagnandola di classe in classe e si offre volontario per svolgere un progetto scolastico insieme, un progetto che prevede di visitare alcuni luoghi importanti e bizzarri del loro stato al fine di conoscerlo meglio e così inizierà la rinascita di Violet e la loro tenera storia d’amore.

Mi ha fatto decisamente storcere il naso il modo improvviso e immotivato con cui Finch ha iniziato a provare qualcosa per Violet, ma pensandoci l’amore è così a quest’età, fulmineo e casuale. Trovo invece decisamente bello il continuo riferimento che Finch fa a Virginia Woolf e Cesare Pavese, due importanti scrittori che hanno deciso di togliersi la vita e che sono un po’ i suoi mentori in questo, le sue linee guida.

“Una volta pensavo che fosse cambiata perché eri arrivato tu. Ancora non sapevo che la mia vita era cambiato perché tu mi hai amato.”

Anche Finch non ha proprio vita facile: i suoi sono separati e ha due sorelle, una più grande e una più piccola, di cui in realtà si occupa più lui che la madre dato che dopo la depressione causata dal divorzio, e vista probabilmente la sua naturale incapacità a gestire bambini e adolescenti, si è buttata sul lavoro che ora è la sua vita. Il padre ha una nuova moglie e un figliastro e ogni domenica i suoi tre figli nati dal precedente matrimonio trascorrono con lui la giornata nell’imbarazzo e nell’intolleranza comune. Il padre di Finch è un uomo violento, che in passato ha alzato le mani soprattutto su Theo e questo lo ha sicuramente segnato moltissimo.

Finch è per altro un bugiardo quasi patologico, mente a chiunque su qualunque cosa solo per il piacere di vedere quale reazione susciteranno le sue bugie più crudeli sugli altri: allo psicologo scolastico dice che il padre è morto, ai genitori di Violet racconta che non vede il padre da anni, insomma bugie inutili dette solo per il perverso piacere di essere pronunciate, oltre ai suoi continui cambi di “personalità”: Finch il figo, Finch il barbone, Finch anni ’80, così si definisce lui stesso nelle sue varie fasi, ognuno con caratteristiche e gusti diversi che sfoggia in momenti diversi della sua vita e che contrappone l’un l’altro e al mondo esterno (famiglia, amici, Violet).

Abbiamo la possibilità di conoscere bene i pensieri e la vita di entrambi perché il libro alterna capitoli di Finch e di Violet, il primo che conta i giorni dal Grande Risveglio e la seconda che conta i giorni mancanti alla maturità. Mi vorrei soffermare a parlare di quello che Finch tratta come la questione Sonno/Risveglio: Finch infatti trascorre alcuni periodi dove i suoi pensieri lo inghiottono, la sua testa risucchia ogni altra vitalità e ogni possibilità di agire e lui è intrappolato nella sua stessa mente. L’ultima volta questo sonno è durato 5 settimane ma finalmente è tornato a vivere.

Elemento importantissimo nella vita di Finch è il bullismo, i nomignoli crudeli, le risse. Nessuno lo comprende e si sa che, soprattutto da piccoli e durante l’adolescenza, ciò che è diverso è pericoloso e va allontanato o sminuito e perciò Finch si ritrova a trascorrere il tempo da solo o con i suoi due migliori amici Brenda e Charlie, che non sono nient’altro in realtà però che due emarginati come lui che non lo capiscono (e nemmeno ci provano) ma lo tollerano. Più avanti con le pagine si va, più si capisce quanto nessuno mai davvero si sia interessato ai problemi sociali e comportamentali di Finch. Nemmeno la sua stessa famiglia si preoccupa quando talvolta sparisce qualche giorno, definendolo “normale”, un comportamento tipico di Finch. Solo Violet capirà quanto questa routine sia malata!

Certo, non è assolutamente bello il quadro che dipinge la Niven di famigliari, amici e psicologi, ma in certi casi è davvero così. Una famiglia apparentemente quasi normale come quella di Finch può non dimostrare le giuste attenzioni per i problemi dei ragazzi, gli psicologi della scuola talvolta non sono assolutamente qualificati per fare ciò che fanno, gli amici sono solo figure sullo sfondo. A volte nessuno ti aiuta.

Una lettura toccante e a mio parere utile per tutti coloro che ignorano, o peggio, disprezzano il diverso. Aprite la mente, aiutate chi vedete in difficoltà e se la sua difficoltà deriva da una diversità non allontanatelo, supportatelo, se necessario chiedete aiuto, a costo di farvi odiare. Chiedere aiuto ad un adulto, a chi di dovere, a chi abbia delle competenze in materia è sempre la cosa migliore. Fatelo prima che sia troppo tardi.

“Sei un sopravvissuto: questo significa che la tua sopravvivenza – la tua sopravvivenza emotiva – dipenderà dalla tua capacità di affrontare e superare la tragedia che hai vissuto. La cattiva notizia: sopravvivere sarà la seconda cosa più tremenda della tua vita. La buona notizia: il peggio è già successo.”

Voto

 

 

 

Jennifer Niven: quando aveva dieci anni ha scritto numerose canzoni, un poema per Parker Stevenson (SE ci fosse una Miss America per uomini, tu vinceresti di sicuro), due autobiografie (Tutto su di me e La mia vita in Indiana: non sarò mai più felice), una storia di Natale, svariati libri illustrati (che ha illustrato lei stessa) insieme a Doodle Bugs from Outer Space, una commedia su la sorella di Laura Ingalls intitolata: La cecità colpisce Mary, una serie di storie misteriose sulla prigione, una collezione di brevi racconti in cui lei stessa è il personaggio principale (una famosa rockstar detective internazionale), e un romanzo finito in parte sul Vietnam. È stata anche una eccellente ‘speller’ sin da quando era molto piccola. Nel 2000, ha iniziato a scrivere a tempo pieno senza mai fermarsi… ha scritto otto libri (due dei quali stanno per essere pubblicati) e quando non scrive per il nono libro, contribuisce alla stesura della sua rivista online, Germ, pensa a nuove storie per i suoi libri, ed è un’appassionata di TV.

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∼by AuriCrem 

editing by CriCra 

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