La notte dell’erba cremisi di Mario Erminio Bussini

Mario Erminio Bussini;

Mario Erminio Bussini nasce a Torino il 6 febbraio 1973. Frequenta le scuole ITIS da cui si diploma nel 1994. E’ sposato.

 

More about La notte dell'erba cremisiTitolo: La notte dell’erba cremisi
Autore: Mario Erminio Bussini
Serie
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Edito da: Casini
Prezzo: 16.50 euro
Genere: Thriller paranormale
Pagine: pag. 332
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Trama: In una piccola cittadina americana, un medium indaga insieme alla polizia sugli omicidi di due bambini delle elementari, le cui anime non riescono a riposare in pace. Chi può essere tanto brutale da commettere simili efferatezze?

Recensione:
by Chiara

Ero indecisa se dare due o tre stelle a questo libro, perché in fondo è quasi del tutto privo di refusi e lo stile è pulito e lineare. Però, se dessi tre stelle, vorrebbe dire che alla fine qualcosa mi è rimasto, e non è così. Anche se la penna di Bussini è piacevole, l’insieme di quello che vorrebbe essere un thriller a sfondo paranormale non riesce a raggiungere il suo scopo: se fosse stato un altro genere, allora avrei dato tre stelle e mezzo.

Purtroppo già l’inizio del primo capitolo rivela la banalità della narrazione:

Mi accorsi ben presto di non essere un individuo comune. Non che fossi migliore o peggiore degli altri, ma ero diverso.

E poi continua con il cliché dell’incompreso asociale. Un altro aspetto trito e ritrito è il passato oscuro del protagonista, la cui vita ha un buco di ben tre anni, che tra l’altro non viene mai spiegato al lettore.

Il problema principale del libro è che raccoglie un po’ tutti gli elementi dei telefilm americani, e ricalca la storia di una puntata qualsiasi di Medium, Law and Order SVU, Ghost Whisperer, e pure il film Ghost. L’autore ha estrapolato tutti gli elementi costanti di queste serie e li ha ficcati senza complimenti all’interno della sua storia. Tutte le descrizioni relative all’essere un sensitivo sono mere ripetizioni di ciò che ognuno può vedere in TV. Perciò, se siete amanti dei telefilm, questo libro vi piacerà di sicuro.

Passiamo ai personaggi: Wes, il protagonista, è un sensitivo con l’aspetto del protagonista di Renegade, ma pelato. Cavalca una Harley, è pieno di tatuaggi che gli prudono sempre, proviene addirittura dalla Marina, ma piange e vomita in ogni occasione. Un duro con il cuore da tenerone, che si innamora perdutamente della sua collega dopo solo una notte insieme. Non un campione di coerenza, insomma. Kate, la poliziotta che collabora al caso, è del tutto priva di personalità, e dalla sua bocca escono solo frasette banali di circostanza, il più delle volte funzionali a sostenere la tesi del protagonista: la sua frase tipica è “Hai ragione, è vero!”, oppure ride per delle battute scadenti.

Lo stile, anche se apprezzabile, ha qualche pecca: la consecutio temporum presenta alcune difficoltà, dato che presente, passato remoto e imperfetto si mescolano spesso; sono presenti alcune ripetizioni e verbi usati in modo errato (l’autore ignora il significato del verbo ammonire), e parole dall’ortografia sbagliata (Mac Donald invece di McDonald’s); si trovano espressioni poco eleganti come “cercai di cominciare” e gli aggettivi sono decisamente troppi per questo genere narrativo: “belle forme sode e abbondanti” oppure “Ero sorpreso, emozionato, ma anche felice, esultante”. Non mancano neppure i buchi di trama, per esempio la presenza di ferite da difesa in un bambino stordito dal cloroformio (il quale, comunque, non può essere usato sui bambini, perché poche gocce potrebbero ucciderli all’istante).

In definitiva, questo è un libro di cui la letteratura italiana poteva fare anche a meno.

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