Recensione. Tertius Decimus. Il Tredicesimo Apostolo di Valentina Lippi Bruni

Tertius Decimus

Il Tredicesimo Apostolo

di Valentina Lippi Bruni

 

Tertius Decimus- Il tredicesimo apostoloTitolo: Tertius Decimus. Il Tredicesimo Apostolo
Autore: Valentina Lippi Bruni
Serie: //
Edito da: Giunti
Formato: ebook
Prezzo: 4.99 euro
Genere: avventura, storico, thriller
Pagine: 213

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Trama: Roma, Città del Vaticano: AD 1999. L’ossessione per un diario custodito gelosamente per anni ha relegato l’anziano don Orazio ai margini della Chiesa. Ora che lui è morto, il contenuto di quelle pagine ingiallite torna a tormentare i sonni della Curia. Fino a che la stanza segreta viene riaperta e la verità di quell’iscrizione occultata per secoli non può più essere nascosta: solo un uomo potrà accedere al Regno di Dio e salvare il mondo. Ma chi è? E come interpretare quell’iscrizione? Pietro Alessi è un giovane poliziotto che si è distinto per aver sventato un attacco al Cardinale Turrini. Un giovane da sempre tormentato, in crisi con la famiglia adottiva, con la sua vita e con la fede verso un Dio che fin da piccolo ha dovuto amare. La missione che gli vogliono affidare è a dir poco incredibile: tornare indietro nel tempo e salvare dalla croce il giovane Gesù di Nazareth. Un’impresa che richiede coraggio ma soprattutto fede, un viaggio di sola andata che potrebbe alterare per sempre il corso della storia dell’intera umanità. Sarà davvero lui il prescelto?

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Recensioneùdi Francesca Rossi

Parlare di fede non è semplice. Scriverne ancor meno. Creare un romanzo in cui passato e presente si intrecciano, religione e razionalità camminano fianco a fianco, verità assoluta e verità creduta tale (ma che  sono una l’ombra dell’altra), non è cosa da poco. Scrivere emozionando e, nello stesso tempo, facendo riflettere è un lavoro duro ma i risultati, quando ci sono (e in Tertius Decimus sono presenti, eccome) rasentano il sublime.

Forse avete già letto Tertius Decimus di Valentina Lippi Bruni, forse lo leggerete presto, ma vi prego, evitate di paragonarlo al Codice Da Vinci e ai suoi “successori” letterari. Questo è un romanzo di fede imposta e cercata, di intrighi e avventura ma, soprattutto, di ricerca interiore. Può sembrare strano? Vi sembra paradossale, magari esagerato, che un libro nato dal felice connubio di fantasia e Storia possa spronare il lato più intimo di noi? Vi assicuro che il paradosso non c’è e nemmeno l’esagerazione.

Molto spesso, infatti, leghiamo a doppio filo spiritualità e correnti New Age più o meno valide, più o meno serie e modaiole dimenticando una cosa fondamentale: tutto ciò che riesce a smuovere in positivo la nostra coscienza, il nostro animo e la nostra mente, consentendo di cambiare e di misurarci con le grandi domande esistenziali, può essere considerato spirituale.

Valentina Lippi Bruni ce l’ha fatta alla perfezione: ha scritto un romanzo coinvolgente, con personaggi in perenne equilibrio tra passato e futuro, dogma e libertà, spirito e corpo, fede e ragione e ha saputo creare un’atmosfera a tratti ovattata, simile a quella che, nella mia immaginazione ed esperienza personale, si respira nelle chiese, nei chiostri dei monasteri di qualunque religione; una sorta di calma apparente in cui lo spirito è libero di concentrarsi e pensare a figure tanto importanti come quella di Gesù.

La storia narrata in Tertius Decimus ruota attorno al mistero della morte di quest’uomo, per alcuni figlio di Dio, per altri no, sulla possibilità di tornare indietro nel tempo e salvarlo dalla croce. Una missione incredibile affidata a un altro uomo che di divino non ha proprio nulla ma al contrario, si trova in rotta di collisione con il mondo intero. Come si può pensare che un’anima smarrita possa salvarne un’altra che, invece, è eletta? Dove finirebbe, a questo punto, il mistero della Resurrezione e come cambierebbe la Storia di tutti noi? Eppure, non è forse vero che lo stesso messaggio di Gesù riguardante il Regno dei Cieli venne frainteso con l’idea di un regno molto più terreno? Non era Gesù, un semplice falegname figlio d’arte? Come far collimare l’apparenza e l’essenza? Come al solito mi diverto a non dirvi di più, ma non certo per sadismo, solo perché un romanzo come Tertius Decimus va letto e ascoltato col cuore. Basta, non c’è bisogno di altro.

La lettura è scorrevole, benché i temi trattati siano difficilissimi. L’autrice, è evidente, ha riversato se stessa in questo romanzo, ha dato tutto, pur sapendo che stava toccando dei nervi scoperti. La religione è sempre un argomento spinoso, soprattutto quando di mezzo ci sono gli umanissimi dubbi di un uomo che si pone, giustamente, delle domande, che si smarrisce e non ha paura di ammetterlo con se stesso.

Prima di scrivere questa recensione ho visitato il sito Internet di Valentina Lippi Bruni per saperne di più. Mi sono trovata davanti una lettera che mi ha fatto riflettere tanto quanto il libro, orientando notevolmente questo articolo. L’autrice ci riporta le emozioni intense che ha provato scrivendo i suoi timori, le critiche ricevute; ci parla della sua fede, del messaggio che ha voluto trasmettere attraverso Tertius Decimus, della scintilla divina che è in ognuno di noi nonostante le nostre incertezze quotidiane e della sete di conoscenza.

Leggendo la sua lettera due punti mi hanno particolarmente colpito: il primo è una domanda. L’autrice è certa che moltissimi tra noi, se potessero, se ciò fosse possibile, non esiterebbero a fare un viaggio indietro nel tempo per incontrare Gesù e chiedergli il motivo del bene ma, soprattutto del male. Verissimo. L’essere umano ha fame di divinità, di quel manto protettivo e rassicurante che si presenta in forma di risposte a domande ch’egli si pone da millenni.

Tertius Decimus è anche questo: un viaggio nel tempo, nello spirito e nel bisogno di spiegazioni a un mondo che non riusciamo più a capire davvero e a vivere pienamente.
Il secondo punto è una frase che vorrei citarvi:

“… Vivo ogni giorno con l’ansia che ciò che ho scritto, possa essere capito e affrontato con il giusto spirito. Giunti, Il mio editore, ha creduto in me, spero di ottenere la stessa fiducia da parte vostra che leggerete. Non deve piacere per forza, deve solo raggiungere un obiettivo: farvi riflettere un pochino senza troppe pretese. Il messaggio è molto semplice e diretto”.

Eccoci al fulcro della questione: il romanzo non deve certamente piacere per forza. Non ha senso tentare di demolirlo solo perché affronta temi che alcuni considerano tabù. La scrittrice ha liberamente espresso ciò che provava, ciò che voleva raccontare e dal punto di vista emotivo, narrativo e stilistico ha fatto un lavoro eccellente. Occorre una mente aperta per scrivere e per leggere di tali temi. E’ necessario un pensiero senza la tara della miopia intellettuale per afferrare il messaggio di libri di valore come Tertius Decimus. Non troverete una storiella per passare il tempo, non troverete personaggi abbozzati, bensì figure realistiche, piene perché dotate di una specie di anima fatta di parole e di umane contraddizioni. Uomini di carta che si rivolgono a uomini di carne e ossa, ma sempre divinamente, dannatamente umani, grandi e già meschini, fieri e già indecisi. Come gli uomini sono sempre stati, del resto. Perché tentare di nascondere le debolezze dietro alle contestazioni rivolte a un romanzo? E’ forse paura? E non è umana la paura?

Voto

 

1Astelle

 

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Valentina Lippi BruniValentina Lippi Bruni(1975) è di origini ferraresi e vive a Imola. A soli 17 anni ha scritto un’autobiografia romanzata dal titolo Il soffio dell’anima (Premio letterario internazionale Anguillara Sabazia 2006). Edito da un piccolo editore locale, viene poi rivisto e ripubblicato da Giunti nel 2009. Dal libro viene tratto anche un film prodotto da Luna Film Productions, una società fondata da Valentina stessa che le vale il premio “La Fibula D’oro” come produttrice-autrice al Festival Cinematografico Europeo Amatoriale e Semiprofessionale del 2009. Tertivs Decimvs, il tredicesimo apostolo è il suo secondo romanzo. Già pubblicato in lingua inglese, ha suscitato un vivo interesse negli Stati Uniti dove è diventato una serie TV di cui Valentina è sceneggiatrice.

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